22 agosto 2015

I Casamonica e la chiesa in uscita

"Non ero al corrente di quanto avessero preparato all'esterno". "Non sapevo chi fosse" (ma altrove risulta abbia detto "qualche volta me ne hanno parlato ma di persona non li conoscevo").

A me quello che sconcerta di più sono queste frasi del parroco di Don Bosco Cinecittà, tra l'altro una chiesa e una realtà salesiana che mi sono care. Ma questa è un'altra storia.


Infatti, più leggo cronaca e commenti e più non mi soffermo sul fatto se quel funerale, a Vittorio Casamonica, il "re di Roma", andasse fatto o no. Secondo me, anche sì, magari senza esequie - cioé la Messa - ma con una semplice benedizione della salma; perché è vero, se ci crediamo, che la misericordia di Dio è per tutti. Inclusi Vittorio Casamonica, me e don Manieri. E se si pentono e abbassano il capo, è meglio (per loro).

Per questo, senz'altro, qui ci voleva almeno il coraggio e la forza, di far togliere da "casa propria" quei manifesti con il defunto vestito da Papa (Francesco) a dominare Roma. Un segnale alla comunità civile e alla Chiesa, prima che uno sfregio, a dire: qui comandiamo noi e "famo come ce pare". Non esattamente un'indicazione di penitenza e di rispetto per la Chiesa e il quartiere. Ma non tutti sono don Puglisi, purtroppo.

Mi chiedo però - e non per diminuire la gravità dei fatti e delle decisioni prese e non prese - quanti siano quelli tra coloro che biasimano il parroco che hanno il coraggio e la forza di dire un "no" al loro piccolo o grande "Casamonica quotidiano" quando ci si trovano faccia a faccia. Forse una comunità civile, insieme a una ecclesiale di laici e chierici corresponsabili del territorio che abitano, anche piccola ma solida e attaccata con forza al Vangelo, avrebbe dato questo coraggio al parroco. Non può solo valere il viceversa.

In ogni caso, la "chiesa in uscita" chiesta da Francesco non può più permettersi di dire, in ogni situazione della vita, "non mi sono accorto di cosa succedeva fuori" (con la specifica che "però il rito all'interno si è svolto compostamente") e "non sapevo chi fosse".

Esco da una vacanziera full immersion di Star Wars con i figli. Per parafrasare il vecchio maestro Yoda, nella vita della Chiesa oggi non c'è più guardare se fuori o dentro: c'è solo fare o non fare.

19 agosto 2015

noi, l'Inps e (finalmente) il congedo parentale a ore

Alla fine è online. Dal 18 agosto 2015 (con circa 2 anni e mezzo di ritardo dalla previsione di legge) è ufficialmente attiva sul sito dell'Inps la procedura per richiedere via web il congedo parentale su base oraria (il cosidetto congedo parentale a ore).

Dico "alla fine" perché è stata una curiosa avventura burocratica (e anche uno studio di caso di comunicazione istituzionale) iniziata per me nell'ottobre del 2014 pochi giorni dopo la nascita di mio figlio Francesco.



In quel periodo ho cominciato a informarmi su questa forma di congedo (che già avevo utilizzato per gli altri tre figli, ma non su base oraria), salvo scoprire che - nonostante fosse ampiamente promosso e spiegato anche sul sito dell'Inps - era di fatto impossibile farne richiesta.

Una classica situazione in cui la burocrazia (che nasce per semplificare la vita delle persone offrendo a tutti le stesse opportunità) fa divenire una tregenda quella che dovrebbe essere invece una sana e intelligente opportunità; e un'occasione perduta, per i tantissimi che di fronte agli ostacoli rinunciano, quella che potrebbe essere una buona pratica diffusa.

Spinto da una duplice motivazione, quella del cittadino/genitore/lavoratore frustrato e del "comunicatore" perplesso, scrivo così un post che diventa piano piano una specie di "forum" improvvisato sulla questione. Sì, perché scopro di non essere il solo in Italia a immaginare di godere di questo tipo di opportunità. Dal primo commento di Nunzi a Francesca, da Luisa a Luisa2 (papà come me pochi pochi, a dire il vero) si forma piano piano una piccola comunità che per mesi e mesi si aiuta a capire come cavarsela. Incluse le modalità per fare pressione su Inps e istituzioni.

Perché pare che il mio povero post campeggiasse in cima ai risultati di ricerca di Google sull'argomento specifico; dal momento che altrove, quotidiani e siti specializzati inclusi, non c'era modo di capire come risolvere la questione.

Stante che poi io il congedo a ore non l'ho più potuto e voluto richiedere, la parte bella della vicenda per me è proprio la costituzione di questa comunità informale di perfetti estranei che senza insulti, minacce, ruspe o ipotesi di complotto, quanto meno è riuscita ad ottenere una risposta ufficiale e una soluzione utile non solo ai diretti interessati.

Una soluzione parziale, però, perché alla luce delle ambiguità, vere o presunte, del Jobs Act - che ha recentemente ampliato l'istituto del congedo parentale - solo coloro che hanno un CCNL che lo preveda nel dettaglio, possono ottenere un vero congedo su base oraria. Gli altri possono solo chiedere un congedo per metà delle ore della giornata di lavoro: in pratica un part-time e non un congedo a ore, che neutralizza la logica dello strumento.

La realtà è che siamo ancora lontani da un Paese (sistema di welfare pubblico e aziende) che consideri la flessibilità del lavoro e la conciliazione lavoro-famiglia come un segno di civiltà e persino come un fattore di maggiore produttività del lavoratore.

ps. il congedo parentale in Italia costa al lavoratore (si pensi all'impatto su famiglie monoreddito) il 70% delle stipendio. Invece, tanto per capirci, ci sono aziende nel mondo che garantiscono a neomamme e neopapà un anno di congedo retribuito al 100% per stare a casa col proprio figlio dopo la nascita.

21 luglio 2015

l'uomo che attraversa sulle strisce

Una mattina da pendolare come tante. Esco dalla stazione e, invece di prendere il bus al capolinea, decido di arrivare in ufficio a piedi.

Qualche volta lo faccio: per evitare l'attesa, la ressa e, vabbè, anche per dare meno millimetri di orizzonte all'occhio languido di mia moglie sulla mia pancetta da ex atleta.

C'è un gran viale a due corsie da attraversare. Attraverso la prima parte insieme al "branco" degli altri pendolari. Poi sull'altra corsia le strisce non sono sulla stessa linea (perché c'è una curva): tocca risalire un po' indietro per ritrovarle.


Io solo lo faccio.
Gli altri 20/25 pedoni no, vanno dritti (o meglio di traverso), sfidando in ordine sparso non dico il codice della strada ma di sicuro i vaffa degli automobilisti e il calcolo delle probabilità di essere investiti.

Una volta vi avrei descritto, pallosissimo e sdegnato, la fenomenologia antisociale di quei debosciati che così poco (ormai) si curano delle regole e di un dettaglio così utile e importante anche per la sicurezza altrui.

Ma questa mattina non ne ho fatto una questione di principio.

Ho solo preso atto, sorridendo, che sono anche questo qui: uno che nonostante tutto e nonostante "gli altri" facciano diversamente, attraversa sulle strisce.

24 aprile 2015

Migrazioni e mediterraneo: in cima a un muro a difendere un orto

Mi hanno chiesto un commento e sono arrivato buon ultimo: sulla strage dei migranti nel Canale di Sicilia, sulle decisioni dell'Ue e su Triton e su quello che è capitato in proposito sulla pagna Facebook di Gianni Morandi. Che poi, va a capire come, da Morandi sono zompato a Ivano Fossati.


Sarò ormai in preda a suggestione musicale, ma rileggendo a freddo alcune reazioni pubbliche, oltre a quelle private, su migrazioni, Mediterraneo, Libia e Isis, tutto incluso, mi risuona un verso di una famosa canzone di Ivano Fossati: “Abbiamo nella testa un maledetto muro”. Tanti di noi sembrano sentirsi come soldati di prima linea. Di seconda o terza linea, diciamo, meglio. Fieri e armati fino ai denti, in cima a un muro alto alto, per difendere un orticello (...)

puoi leggere tutto l'articolo sul sito del Copercom

03 aprile 2015

sono stati 'i zingari

Due donne, colpevoli di non essere vestite abbastanza a la page o comunque in modo "rassicurante", vanno a cena dal fratello di una di loro e gettano lo scompiglio in un elegante condominio di una cittadina del Sud Italia.

Nell'ascensore condominiale, dopo questa inquietante e improvvida invasione, compare un foglio:




L'ospite, un signore, omettendo misericordioso di commentare la grammatica, ha poi risposto così:

"Giusto per tranquillizzare gli animi, volevo comunicarvi che probabilmente c'è stato un piccolo malinteso. La 'coppia di zingari' era formata da mia sorella suora che sta dedicando la propria vita agli ultimi e da una profuga serba con seri problemi di salute. E comunque non preoccupatevi! Vivono in Emilia e non li rivedrete x diverso tempo. Con la speranza che la povertà, la sofferenza e le ingiustizie continuino ad interrogarci, auguro a tutti una buona giornata."

Scandali, fondi pubblici e conti privati depredati, corruzione, crisi economiche, tragedie di vita familiare e cataclismi naturali e metteteci pure l'Is e accoliti. Tutta roba che sembra sempre capitare su Marte e sempre per colpa di altri.

Ma, niente, per tanti italiani non c'è male più maligno, spauracchio più pauroso, nemico più temibile degli zingari: anzi, 'i zingari, come si dice a Roma.
Poi che siano Rom, Sinti o manco per niente "zingari" o solo poveracci che non hanno un letto per dormire, chissene importa.

Stai sicuro che se qualcosa va storto in questo Paese pieno di persone perbene "so' stati 'i zingari".

E se mai capita invece che il ribaldo è quel brutto ceffo della bisca sotto casa o il capoufficio maneggione che magari poi "ce licenzia", invece, silenzio. E forse un sorrisino complice. Alé!

07 febbraio 2015

Una “Chiesa in uscita” anche nella comunicazione


Immaginare qualcosa di nuovo nel panorama della comunicazione partendo da un cammino che da secoli scandisce la vita della Chiesa. Un gruppo di giornalisti e blogger che decidono di esplorare a 360 gradi il web prendendo come bussola il cammino verso la Pasqua. Un incontro inedito tra informazione e spiritualità, pagine evangeliche e cirenei nell'Italia di oggi.



http://www.chicercate.net/
Sono gli ingredienti di ChiCercate.net un nuovo sito internet al via dal 18 febbraio 2015: on line quindi dal mercoledì della Ceneri, giorno che apre la Quaresima, il tempo di preparazione alla Pasqua per i cristiani. A promuoverlo è la squadra di VinoNuovo.it, blog collettivo su Chiesa e cattolici in Italia che dal maggio 2010 è uno spazio di discussione vivace su molti di quei temi che il Pontificato di papa Francesco ha portato in cima all'agenda del cattolicesimo globale.

Cinquanta giorni
abbondanti per lanciare una sfida: provare - proprio a partire dall'evento centrale per il cristianesimo - a immaginare un «tempo forte» di rinnovamento anche per i linguaggi dei media di ispirazione cattolica.

«L'idea è nata dall'insistenza di papa Francesco sulla "Chiesa in uscita" - spiega Giorgio Bernardelli, coordinatore di VinoNuovo.it -. Ci siamo chiesti: oltre a discutere di riforme della Curia e a intervistare i preti di strada, non sarebbe ora di cominciare anche noi a interrogarci su quale volto potrebbe avere una comunicazione cattolica diversa, pensata davvero come un'esperienza "in uscita", capace di parlare anche con chi sta "fuori"?».

Con il suo itinerario attraverso la Quaresima e la Pasqua, ChiCercate.net vuole essere un tentativo in questo senso. Scandirà il tempo liturgico giorno dopo giorno, ma non sarà un sussidio pastorale on line. Giocando fino in fondo la carta della contaminazione, sarà un giornale vero e proprio che leggerà le notizie del giorno a partire da una serie di parole chiave del cammino quaresimale.

Ma sarà anche un blog che farà incrociare le ricerche di oggi (da quelle su Google a quelle, molto concrete, di chi è relegato ai margini della nostra società, fino a quelle simboliche espresse dall'arte contemporanea...) con la domanda evangelica che nella Pasqua trova il suo culmine. Rimescolando pure un po' le carte - ad esempio - aiuterà a riscoprire che il tempo «spirituale» per eccellenza in realtà, dal suo primo giorno fino all'ultimo, parla tantissimo del corpo.

«ChiCercate.net sarà un sito molto ricco di proposte - continua Bernardelli -. Giocheremo a tutto campo con i linguaggi: dai video alle infografiche, dai monologhi teatrali alla musica. Ci saranno proposte ad hoc pensate dalle famiglie per le famiglie. Il tutto con un'attenzione particolare alla dimensione social: gli account Facebook e Twitter (già attivi) non saranno solo una vetrina, ma uno spazio aperto per cercare insieme. Proporremo anche un concorso fotografico, rivolto in maniera particolare alla generazione che ama esprimersi con le immagini».

A scandire la giornata del venerdì sarà infine una Via Crucis un po' particolare: verrà costruita a partire dalle notizie della settimana, per far incrociare la Passione di Gesù con i Calvari piccoli e grandi di oggi.

07 gennaio 2015

09 dicembre 2014

il mondo di mezzo è il condominio

Non so voi, ma qui a Roma gli esseri ancora senzienti e con un briciolo di coscienza sono tutti travolti dall'inchiesta cosiddetta #MafiaCapitale o #MondodiMezzo.

Dopo i primi 2 o 3 articoli di cronaca giudiziar-retroscenist-gossippara - e un po' 'ndo cojo cojo man mano che i giornalisti si leggono le numerose carte - mi sono già abbondantemente stufato di fare il grillo parlante col senno di poi e giocare al tiro a bersaglio con i politici indagati e i faccendieri di turno arrestati.


Quindi, per capire eh! Nelle vostre assemblee condominiali - io sono in affitto e non ho la delega - che succede quando si tratta di contattare una qualsiasi impresa per un lavoro comune? Come funziona? Come si comporta la distinta professionista della palazzina accanto o il pragmatico artigiano che abita sotto a voi?

Trionfa il bene comune o è un po' "Mafietta capitale"?
Io mi farei ormai queste domande dopo 5 giorni di inchiesta. E mi darei anche una risposta però.

E al politico (che quindi non voterò) che mi dice "sono gli elettori che ci vogliono così" (intende, maneggioni, evasori, furbettini; non dico farabutti e assassini) alzo gli occhi al cielo, consapevole, ma non mi sento proprio proprio di abbonargliela.

Voi che dite, alla prossima assemblea di condominio, che possiamo fare nel concreto per non dare alibi a questo politico?

Per rompere quell'insopportabile corto circuito del "così fan tutti"?

27 novembre 2014

quando la malattia entra in casa


Questa è la storia di un viaggio, di un'avventura ancora in corso.
Del Viaggio indesiderato di Lorenzo Cuffini con sua moglie (e la loro figlia): quello con la sclerosi multipla di Margherita.


Come affrontare il quotidiano e le proprie fragilità, oltre che quelle di chi sta male?
Come rimettere a posto un progetto di vita che si era immaginato completamente diverso?
Come restare sposi e persino amanti, nonostante tutto?

Lorenzo lo racconta con molta concretezza carnale e senza vezzi letterari. E quando affronta il lato "religioso" del confronto con la sofferenza e con la malattia, lo sa fare in modo credibile e senza rendere la sua testimonianza distante e irraggiungibile, sopratutto per chi non crede.

Lorenzo l'ho conosciuto grazie a questo blog. In realtà non ci siamo mai visti, ma da anni ci scriviamo. Lui dice che siamo "web-amici". E sono contento che sia così.
Se si è credenti, non bisogna avere paura.
Di andare in crisi.

Di ribellarsi a Dio.
Di non avere più fede.

Di non sapere più nulla.
La crisi, in realtà, può essere salutare.
La ribellione può aiutarci a sbarazzarci di un'idea di Dio che era tutta nostra.
(Lorenzo Cuffini)

26 novembre 2014

ho visto "Interstellar". Credo

A me "Interstellar" è piaciuto.

Sarà che non vado mai al cinema ma che il cinema mi affascina anche quando vedo film brutti; sarà che la fantascienza la adoro e mi sembra una finestra sul futuro tremedamente necessaria in un'epoca di "passioni tristi"; un'epoca avvoltolata sul consumo in loop di presenti e passati ormai logori.

Prendo il La da questa recensione di Lee Marshall per via di tutti i suoi ottimi spunti: cogliete il lato positivo degli elementi criticati e il lato negativo di quelli apprezzati e avrete la mia, di recensione.

E la traduco in una specie di lista per la spesa che suona un po' così:
  • comprare un "worm-hole" che unisca il mio letto al fasciatoio di Francesco 
  • guardare più spesso dietro le librerie 
  • far vedere in giro quella certa scena per far capire cosa succederebbe se i grillini facessero una riforma della scuola 
  • dire a quelli di "Gravity" che se so' fregati il titolo giusto 
  • affermare con saccenza che l'amore può essere scientifico e che la scienza vera può essere amore (e quindi divina) 
  • rileggere presto il ciclo della Fondazione di Asimov