21 luglio 2015

l'uomo che attraversa sulle strisce

Una mattina da pendolare come tante. Esco dalla stazione e, invece di prendere il bus al capolinea, decido di arrivare in ufficio a piedi.

Qualche volta lo faccio: per evitare l'attesa, la ressa e, vabbè, anche per dare meno millimetri di orizzonte all'occhio languido di mia moglie sulla mia pancetta da ex atleta.

C'è un gran viale a due corsie da attraversare. Attraverso la prima parte insieme al "branco" degli altri pendolari. Poi sull'altra corsia le strisce non sono sulla stessa linea (perché c'è una curva): tocca risalire un po' indietro per ritrovarle.


Io solo lo faccio.
Gli altri 20/25 pedoni no, vanno dritti (o meglio di traverso), sfidando in ordine sparso non dico il codice della strada ma di sicuro i vaffa degli automobilisti e il calcolo delle probabilità di essere investiti.

Una volta vi avrei descritto, pallosissimo e sdegnato, la fenomenologia antisociale di quei debosciati che così poco (ormai) si curano delle regole e di un dettaglio così utile e importante anche per la sicurezza altrui.

Ma questa mattina non ne ho fatto una questione di principio.

Ho solo preso atto, sorridendo, che sono anche questo qui: uno che nonostante tutto e nonostante "gli altri" facciano diversamente, attraversa sulle strisce.

24 aprile 2015

Migrazioni e mediterraneo: in cima a un muro a difendere un orto

Mi hanno chiesto un commento e sono arrivato buon ultimo: sulla strage dei migranti nel Canale di Sicilia, sulle decisioni dell'Ue e su Triton e su quello che è capitato in proposito sulla pagna Facebook di Gianni Morandi. Che poi, va a capire come, da Morandi sono zompato a Ivano Fossati.


Sarò ormai in preda a suggestione musicale, ma rileggendo a freddo alcune reazioni pubbliche, oltre a quelle private, su migrazioni, Mediterraneo, Libia e Isis, tutto incluso, mi risuona un verso di una famosa canzone di Ivano Fossati: “Abbiamo nella testa un maledetto muro”. Tanti di noi sembrano sentirsi come soldati di prima linea. Di seconda o terza linea, diciamo, meglio. Fieri e armati fino ai denti, in cima a un muro alto alto, per difendere un orticello (...)

puoi leggere tutto l'articolo sul sito del Copercom

03 aprile 2015

sono stati 'i zingari

Due donne, colpevoli di non essere vestite abbastanza a la page o comunque in modo "rassicurante", vanno a cena dal fratello di una di loro e gettano lo scompiglio in un elegante condominio di una cittadina del Sud Italia.

Nell'ascensore condominiale, dopo questa inquietante e improvvida invasione, compare un foglio:




L'ospite, un signore, omettendo misericordioso di commentare la grammatica, ha poi risposto così:

"Giusto per tranquillizzare gli animi, volevo comunicarvi che probabilmente c'è stato un piccolo malinteso. La 'coppia di zingari' era formata da mia sorella suora che sta dedicando la propria vita agli ultimi e da una profuga serba con seri problemi di salute. E comunque non preoccupatevi! Vivono in Emilia e non li rivedrete x diverso tempo. Con la speranza che la povertà, la sofferenza e le ingiustizie continuino ad interrogarci, auguro a tutti una buona giornata."

Scandali, fondi pubblici e conti privati depredati, corruzione, crisi economiche, tragedie di vita familiare e cataclismi naturali e metteteci pure l'Is e accoliti. Tutta roba che sembra sempre capitare su Marte e sempre per colpa di altri.

Ma, niente, per tanti italiani non c'è male più maligno, spauracchio più pauroso, nemico più temibile degli zingari: anzi, 'i zingari, come si dice a Roma.
Poi che siano Rom, Sinti o manco per niente "zingari" o solo poveracci che non hanno un letto per dormire, chissene importa.

Stai sicuro che se qualcosa va storto in questo Paese pieno di persone perbene "so' stati 'i zingari".

E se mai capita invece che il ribaldo è quel brutto ceffo della bisca sotto casa o il capoufficio maneggione che magari poi "ce licenzia", invece, silenzio. E forse un sorrisino complice. Alé!

07 febbraio 2015

Una “Chiesa in uscita” anche nella comunicazione


Immaginare qualcosa di nuovo nel panorama della comunicazione partendo da un cammino che da secoli scandisce la vita della Chiesa. Un gruppo di giornalisti e blogger che decidono di esplorare a 360 gradi il web prendendo come bussola il cammino verso la Pasqua. Un incontro inedito tra informazione e spiritualità, pagine evangeliche e cirenei nell'Italia di oggi.



http://www.chicercate.net/
Sono gli ingredienti di ChiCercate.net un nuovo sito internet al via dal 18 febbraio 2015: on line quindi dal mercoledì della Ceneri, giorno che apre la Quaresima, il tempo di preparazione alla Pasqua per i cristiani. A promuoverlo è la squadra di VinoNuovo.it, blog collettivo su Chiesa e cattolici in Italia che dal maggio 2010 è uno spazio di discussione vivace su molti di quei temi che il Pontificato di papa Francesco ha portato in cima all'agenda del cattolicesimo globale.

Cinquanta giorni
abbondanti per lanciare una sfida: provare - proprio a partire dall'evento centrale per il cristianesimo - a immaginare un «tempo forte» di rinnovamento anche per i linguaggi dei media di ispirazione cattolica.

«L'idea è nata dall'insistenza di papa Francesco sulla "Chiesa in uscita" - spiega Giorgio Bernardelli, coordinatore di VinoNuovo.it -. Ci siamo chiesti: oltre a discutere di riforme della Curia e a intervistare i preti di strada, non sarebbe ora di cominciare anche noi a interrogarci su quale volto potrebbe avere una comunicazione cattolica diversa, pensata davvero come un'esperienza "in uscita", capace di parlare anche con chi sta "fuori"?».

Con il suo itinerario attraverso la Quaresima e la Pasqua, ChiCercate.net vuole essere un tentativo in questo senso. Scandirà il tempo liturgico giorno dopo giorno, ma non sarà un sussidio pastorale on line. Giocando fino in fondo la carta della contaminazione, sarà un giornale vero e proprio che leggerà le notizie del giorno a partire da una serie di parole chiave del cammino quaresimale.

Ma sarà anche un blog che farà incrociare le ricerche di oggi (da quelle su Google a quelle, molto concrete, di chi è relegato ai margini della nostra società, fino a quelle simboliche espresse dall'arte contemporanea...) con la domanda evangelica che nella Pasqua trova il suo culmine. Rimescolando pure un po' le carte - ad esempio - aiuterà a riscoprire che il tempo «spirituale» per eccellenza in realtà, dal suo primo giorno fino all'ultimo, parla tantissimo del corpo.

«ChiCercate.net sarà un sito molto ricco di proposte - continua Bernardelli -. Giocheremo a tutto campo con i linguaggi: dai video alle infografiche, dai monologhi teatrali alla musica. Ci saranno proposte ad hoc pensate dalle famiglie per le famiglie. Il tutto con un'attenzione particolare alla dimensione social: gli account Facebook e Twitter (già attivi) non saranno solo una vetrina, ma uno spazio aperto per cercare insieme. Proporremo anche un concorso fotografico, rivolto in maniera particolare alla generazione che ama esprimersi con le immagini».

A scandire la giornata del venerdì sarà infine una Via Crucis un po' particolare: verrà costruita a partire dalle notizie della settimana, per far incrociare la Passione di Gesù con i Calvari piccoli e grandi di oggi.

07 gennaio 2015

09 dicembre 2014

il mondo di mezzo è il condominio

Non so voi, ma qui a Roma gli esseri ancora senzienti e con un briciolo di coscienza sono tutti travolti dall'inchiesta cosiddetta #MafiaCapitale o #MondodiMezzo.

Dopo i primi 2 o 3 articoli di cronaca giudiziar-retroscenist-gossippara - e un po' 'ndo cojo cojo man mano che i giornalisti si leggono le numerose carte - mi sono già abbondantemente stufato di fare il grillo parlante col senno di poi e giocare al tiro a bersaglio con i politici indagati e i faccendieri di turno arrestati.


Quindi, per capire eh! Nelle vostre assemblee condominiali - io sono in affitto e non ho la delega - che succede quando si tratta di contattare una qualsiasi impresa per un lavoro comune? Come funziona? Come si comporta la distinta professionista della palazzina accanto o il pragmatico artigiano che abita sotto a voi?

Trionfa il bene comune o è un po' "Mafietta capitale"?
Io mi farei ormai queste domande dopo 5 giorni di inchiesta. E mi darei anche una risposta però.

E al politico (che quindi non voterò) che mi dice "sono gli elettori che ci vogliono così" (intende, maneggioni, evasori, furbettini; non dico farabutti e assassini) alzo gli occhi al cielo, consapevole, ma non mi sento proprio proprio di abbonargliela.

Voi che dite, alla prossima assemblea di condominio, che possiamo fare nel concreto per non dare alibi a questo politico?

Per rompere quell'insopportabile corto circuito del "così fan tutti"?

27 novembre 2014

quando la malattia entra in casa


Questa è la storia di un viaggio, di un'avventura ancora in corso.
Del Viaggio indesiderato di Lorenzo Cuffini con sua moglie (e la loro figlia): quello con la sclerosi multipla di Margherita.


Come affrontare il quotidiano e le proprie fragilità, oltre che quelle di chi sta male?
Come rimettere a posto un progetto di vita che si era immaginato completamente diverso?
Come restare sposi e persino amanti, nonostante tutto?

Lorenzo lo racconta con molta concretezza carnale e senza vezzi letterari. E quando affronta il lato "religioso" del confronto con la sofferenza e con la malattia, lo sa fare in modo credibile e senza rendere la sua testimonianza distante e irraggiungibile, sopratutto per chi non crede.

Lorenzo l'ho conosciuto grazie a questo blog. In realtà non ci siamo mai visti, ma da anni ci scriviamo. Lui dice che siamo "web-amici". E sono contento che sia così.
Se si è credenti, non bisogna avere paura.
Di andare in crisi.

Di ribellarsi a Dio.
Di non avere più fede.

Di non sapere più nulla.
La crisi, in realtà, può essere salutare.
La ribellione può aiutarci a sbarazzarci di un'idea di Dio che era tutta nostra.
(Lorenzo Cuffini)

26 novembre 2014

ho visto "Interstellar". Credo

A me "Interstellar" è piaciuto.

Sarà che non vado mai al cinema ma che il cinema mi affascina anche quando vedo film brutti; sarà che la fantascienza la adoro e mi sembra una finestra sul futuro tremedamente necessaria in un'epoca di "passioni tristi"; un'epoca avvoltolata sul consumo in loop di presenti e passati ormai logori.

Prendo il La da questa recensione di Lee Marshall per via di tutti i suoi ottimi spunti: cogliete il lato positivo degli elementi criticati e il lato negativo di quelli apprezzati e avrete la mia, di recensione.

E la traduco in una specie di lista per la spesa che suona un po' così:
  • comprare un "worm-hole" che unisca il mio letto al fasciatoio di Francesco 
  • guardare più spesso dietro le librerie 
  • far vedere in giro quella certa scena per far capire cosa succederebbe se i grillini facessero una riforma della scuola 
  • dire a quelli di "Gravity" che se so' fregati il titolo giusto 
  • affermare con saccenza che l'amore può essere scientifico e che la scienza vera può essere amore (e quindi divina) 
  • rileggere presto il ciclo della Fondazione di Asimov

27 ottobre 2014

io, il congedo parentale "a ore" e l'Inps

Quelli dell'Inps sono stati carini e tempestivi. E non si dimenticano di me.
Però, nonostante le promesse, non mi hanno ancora risposto né risolto il problema.

Peraltro è un loro problema: il congedo parentale "a ore" esiste ma online non si può richiedere.
Peccato che non si possa nemmeno presso la mia sede zonale. Ergo, non si può prendere?



Spiego. Nasce Francesco, mio figlio. Mia moglie ha bisogno di una mano a casa e decido di prendere qualche giorno di congedo parentale. Di più è impossibile, visto che viene pagato solo al 30% dello stipendio.

In realtà vorrei prendermi solo delle ore, come prevede la normativa (se Ccnl di riferimento lo consente) recependo una direttiva Ue del 2010.

Ma come funziona ora che all'Inps "si fa tutto online"?
  1. Per prima cosa chiamo il contact-center dell'Inps. Una signorina molto gentile mi spiega che la richiesta del congedo parentale "normale" si può fare online. Mentre per quella ad ore non è stata ancora implementata la procedura e quindi mi devo rivolgere alla mia sede zonale o al Caf (ma poi perché il Caf' Semmai il Patronato... vabbé).
  2. Vado alla mia sede zonale dell'Inps (sotto casa) e un agente di sicurezza che distribuisce numeri per i servizi e fa di fatto da front office (?), dopo aver grugnito due parole in una radio trasmittente con (suppongo) un impiegato all'interno, mi dice che "si fa online" o "ar Caffe" (e dai). Quando gli faccio notare che al contact center dell'Inps - ossia l'azienda per cui costui sembra lavorare - mi hanno detto altro, lui si imbufalisce è risponde "ma quello nun è mica l'Inpse, nun conta gnente: è esterno". Peccato che sia il numero di riferimento ufficiale sul sito ufficiale dell'Inps.
  3.  Scrivo all'account ufficiale dell'Inps su Twitter segnalandogli l'incongruenza e chiedendo il da farsi. Loro mi assicurano che

  4. a questo punto, ohibò, rassicurato vado sul sito dell'Inps, entro nell'area riservata e inizio la procedura per inserire la domanda di congedo parentale.

    Ma nella procedura non è previsto alcun campo in cui richiedere solo delle ore di congedo. Il periodo più breve per cui si può fare richiesta è 1 giorno.
  5. riscrivo a @INPS_it e ottengo la risposta da cui sono partito. E in buona sostanza non ho potuto chiedere il beneficio di cui avevo bisogno e cui ho diritto.
Ne dovrei dedurre che:
  • il "congedo a ore" pur previsto dalla legge in realtà, in pratica, non si può ottenere;
  • l'Inps non sa cosa fa l'Inps;
  • ha ragione il contact-center ma forse alla sede zonale "nun je va" (per mantenere il tono) di offrire il servizio
Certo, potevo rivolgermi al Caf (o al Patronato? Vai a sapere). Prima che chiudano.

Perché tanto non servono: si può fare da soli tutto online, no?


(aggiornamento del 4/11/2014)

(aggiornamento del 1 gennaio 2015)


(aggiornamento del 8 luglio 2015)

Dopo mesi di traccheggi dell'Inps ("vi faremo sapere") e qualche piccola pressione di stampa e sindacati, c'è stata nel frattempo anche una riforma del congedo parentale (inclusa nel JobsAct) che ha modificato tutto l'istituto in termini apparentemente migliorativi.
Riguarda per ora solo il 2015 e chiarisce (più o meno) nello specifico di questo post anche quante ore di "congedo a ore" si possono eventualmente richiedere ed estende il diritto a richiederlo anche se non previsto nel CCNL di riferimento; ma a parte questo non aggiunge nulla alla normativa già esistente e che di fatto è rimasta finora inattuata e inutilizzabile.

La procedura online infatti - che già avrebbe dovuto essere operativa e fruibile dal dicembre 2012 - ancora non è disponibile e solo alcune sedi territoriali cominciano ad accettare a macchia di leopardo domande cartacee con le forme più svariate. Leggete gli ultimi i commenti e capirete.

12 ottobre 2014

Le "anime nere" di una famiglia malintesa

Il rapporto padre-figlio. Il ruolo delle donne e quello delle mogli (o quello che potrebbero avere) in un pianeta tragicamente "macho" in assenza di alternative. L'amicizia tradita. Il sottofondo distorto di una religione senza fede né amore.
Tutto osservato con grande cura e rispetto senza giudizi facili o ideologici. Questo mi é piaciuto molto.

Ho una proposta cinefila nei giorni del Sinodo sulla famiglia. Andate a vedere al cinema o recuperate in qualche modo "Anime nere" di Francesco Munzi, recentemente presentato al festival del cinema di Venezia.

Ebbene sì, è un film sulla 'Ndrangheta e sulla Calabria. Ma parla della possibilissima e quotidiana deformazione di qualsiasi famiglia: valori dai bei nomi che diventano condanne a morte; legami e relazioni che non fanno crescere nè generano vita ma che rendono schiavi e uccidono; riti sociali e para-religiosi senza calore né verità.

Intere famiglie di "anime nere" che sono perennemente in apnea, alienate da una vita che respiri amore e libertà. Ma perfettamente a posto rispetto a consuetudini e aspettative sociali.

Lo segnalo perché inquadra bene molti aspetti di quell'immagine distorta di famiglia "tradizionale" che i più duri e anche prevenuti critici della "famiglia fondata sul matrimonio" usano per contestarla e denigrarla.

Qui c'è da lavorare. Qui c'è bisogno di dare orizzonti nuovi e tanto ossigeno: annunciare la buona notizia per la famiglia dello specifico del matrimonio cristiano; liberare quest'ultimo da un legame più controproducente che produttivo con il modello di matrimonio e famiglia che sopratutto in Italia è un pachiderma di stereotipi e consuetudini che di cristiano non hanno più nulla. Insomma, siamo sicuri che questo rifarsi continuamente alla "naturalità" del matrimonio o ricordare che, in quanto istituzione sociale, la famiglia è esistita da sempre e da prima di ogni altra società, faccia bene al matrimonio illuminato da Cristo e alla famiglia in crisi? Siamo sicuri che siano gli argomenti migliori per confrontarsi con chi pretende che qualsiasi legame di coppia sia "matrimonio"?

Il finale è spiazzante, forse nichilista. Anche se è l'unico momento della storia in cui due degli sposi in scena si guardano davvero, e con tenerezza. Eppure, guardandolo da una prospettiva altra, io ci vedo in controluce un pezzo di Vangelo: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?" Mc 3, 31-35