21 luglio 2015

l'uomo che attraversa sulle strisce

Una mattina da pendolare come tante. Esco dalla stazione e, invece di prendere il bus al capolinea, decido di arrivare in ufficio a piedi.

Qualche volta lo faccio: per evitare l'attesa, la ressa e, vabbè, anche per dare meno millimetri di orizzonte all'occhio languido di mia moglie sulla mia pancetta da ex atleta.

C'è un gran viale a due corsie da attraversare. Attraverso la prima parte insieme al "branco" degli altri pendolari. Poi sull'altra corsia le strisce non sono sulla stessa linea (perché c'è una curva): tocca risalire un po' indietro per ritrovarle.


Io solo lo faccio.
Gli altri 20/25 pedoni no, vanno dritti (o meglio di traverso), sfidando in ordine sparso non dico il codice della strada ma di sicuro i vaffa degli automobilisti e il calcolo delle probabilità di essere investiti.

Una volta vi avrei descritto, pallosissimo e sdegnato, la fenomenologia antisociale di quei debosciati che così poco (ormai) si curano delle regole e di un dettaglio così utile e importante anche per la sicurezza altrui.

Ma questa mattina non ne ho fatto una questione di principio.

Ho solo preso atto, sorridendo, che sono anche questo qui: uno che nonostante tutto e nonostante "gli altri" facciano diversamente, attraversa sulle strisce.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Diamoci appuntamento all'incrocio tra via Regina Elena e via Morgagni e riapriamo il discorso.
Greggi di volpi (che spesso, per non farsi mancare nulla, parlano pure al cellulare).

Paolo

Simone Sereni ha detto...

;)