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30 marzo 2012

le stagioni son tutte belle

L'inverno mi piace perché mi infilo sotto al piumone
La primavera perché si fanno i pic-nic
L'estate perché si va al mare
L'autunno perché riapre la scuola



Mio figlio Pietro, mentre lo accompagnavo stamattina a scuola, all'improvviso osserva: "La primavera è strana. Ogni tanto ti ricorda l'inverno, ma già ti fa vedere l'estate. E l'autunno... al contrario!".

Poi infila quelle quattro frasi di seguito, che io ho immaginato in versi.
Un inno spontaneo alla bellezza e al piacere (persino per la scuola...)
Mi sembra quasi poesia.

(foto flickr/aldoaldoz)

03 dicembre 2009

Celli ÷Tobagi = Italia

Sull'essere padri e figli.

Due lettere, la prima di Pierluigi Celli cui risponde Benedetta Tobagi: due punti di vista che dicendo altro in fondo dicono quasi tutto dell'Italia di oggi, e quindi anche un po' di quella di ieri.
Perché la storia ha i suoi frutti. Come la paternità.
Però questa (la paternità) non può andare in pensione, magari in nome di un cinico disincanto, una volta che non si è più sulla cresta dell'onda....

Non voglio aggiungere altro, per ora, se non per dire che sto in tutto con Benedetta Tobagi. E la ringrazio.

ps. ringrazio anche il mio amico Andrea, per aver aperto una riflessione su questo, per me personalmente fondamentale, con questo suo post.

(foto di fazen/flickr)

07 luglio 2009

sette piccoli giorni

Salento, sette piccoli giorni. Vacanze.

All'arrivo, cena: il pesce della vicina. Grazie! Ninna presto.

Sveglia: "Papà, latte!". Latte sia. Due biberon e una tazza, come i grandi. Biscotti. Ma anche caffè, per i grandi, quelli veri. Qualche volta, cornetti: giornate speciali.
Bagno. Lavaggi. Costumi e costumini. La borsa degli asciugami etc. Un po' di merenda. La rete dei giochi. Ok! Fuori.

Mare.
Piccola spiaggia (o piccola gita). Piccoli giochi. Pietro non resiste: presto in acqua. Poi, tutti gli altri. Sole. Merenda. Giochi, palette, buche, qualche foto... corse. A volte un altro bagno. Sole.
Riordina. Sciacqua, giochi e bimbi. Vestiti. Verso casa. Due passi.

Prepara il pranzo. Piccoli giochi. Piccoli capricci. Un po' di sonno. Gnam... "Fammi vedere la bocca del leone, Miriam!". Gnam.
Un po' di buio in stanza. Un po' di chiacchierine sul letto. Riposino. Piano piano...
Caffè (per mamma e papà). biscottino. Due parole. Le gambe distese sulla sedia. Un libro. Il giornale. Relax. Qualche volta, pisolo. Un paio d'ore, così.
Risveglio. Pomeriggio inoltrato. Qualche volta mare, col fresco (tramonto: "il mare si mangia il sole!"). Qualche volta passeggio. Qualche volta gita, in macchina. Qualche volta pizza e gelato.

Se no, cena. A tavola, insieme. I rumori della corte. Il profumo della cena dei vicini.
Il libro delle meraviglie. Pietro: "Oggi mi è piaciuto fare il bagno tutti assieme". Teresa: "Sono contenta che Pietro ha giocato con me!". "Miriam, che dici?". "Ba ba". Risate. "Grazie, Gesù!".

Gnam. "Miriam, com'è la bocca del cane?". "Aaaaa". Gnam, gnam.

Sparecchiare. Lavare due piatti. Mezzora di tv: Paperissima. Tutti ridono. Click. Pietro spegne.
"Pipì, denti, pigiamino!". A letto. Storia, due pagine. Ninna.

Ninna. Silenzio. Piccole faccende. Pigiami. O giù di lì. Relax. Uno sguardo. Due parole. Un sorriso. Un abbraccio. "Ti voglio bene". Buonanotte.

Salento, sette piccoli giorni. "Grazie, Gesù!".

(foto alizzze/flickr)