01 settembre 2009

escalation

C'è una sola cosa chiara nella chiacchierata vicenda legata al direttore di Avvenire, Dino Boffo.

Ed è che essere "moralisti" non conviene: sia se lo sei e hai degli scheletri nell'armadio (immagine d'antonomasia del moralista); sia se lo sei e basta, nel senso che credi davvero nell'esclusiva importanza della morale nella vita; sia che lo sei un po' per gioco (come me).
Basti vedere che lo stesso aggettivo è stato affibbiato contemporanemente, in questi giorni, a persone assai diverse: Boffo, Mancuso e Capezzone, tra gli altri... Questa è la prova lampante che quando ho chiamato così il mio blog c'erano diversi buoni motivi. Il "moralismo" è un tabù, comunque lo si veda, mette paura.

Sulla vicenda. Il gossip, più o meno intellettuale, ovviamente si sofferma soprattutto sui dettagli, con l'alibi di voler cercare "la verità".  Ma in genere il senso delle cose non è nei dettagli ma nell'insieme. C'è chi lo sa e, almeno pubblicamente, gira a largo.

C'è stata una escalation.
Il motivo dell'escalation è che "quoque" Avvenire ha osato pestare i piedi al Premier, alla Lega e sopratutto a tutto il mondo pseudo-catto-italico che lorsignori dicono (a ragione) di rappresentare. Nessuno si senta offeso: se ha la coscienza a posto, e se vota Pdl o Lega, queste parole non dovrebbero comunque farlo vacillare.

Escalation. Lo stile è quello dell'intimidazione mafiosa, evocata anche dal vescovo di Marsala, mons. Mogavero. Tipo: "Non esageriamo con tutto 'sto cristianesimo che qui comandiamo noi, anche nelle sacrestie... se no...". E l'obiettivo dell'intimidazione non è Avvenire. E in fondo non è nemmeno il povero Boffo, che reo o no, incoerente o no, moralista o no, è stato oggetto di un massacro senza avere gli "anticorpi" di Mr B.

L'obiettivo sono tutti i cristiani e i cattolici (di destra, di sinistra, di dove volete e chissene frega) che non usano la fede come una bandierina. Quelli che come si diceva una volta "hanno una coscienza". Insomma, "cristianucci buoni, non veniteci a rompere di qua o di là che abbiamo tante cose da dire sui vostri armadi e sui vostri scheletri".

Ecco, di fronte all'intimidazione, quello che mi interessa continuare a osservare e valutare non è l'innocenza o meno di Boffo, ma la reazione della Chiesa tutta. Per ora, dopo le prime rigorose schermaglie, si annusano fumi di divisione, uno degli obiettivi chiari dell'intimidazione.

In ogni caso, questa vicenda è per me il segnale del fallimento (ingenuo, se non fosse arcinota l'intelligenza della persona) del progetto, culturale, politico e pastorale (pastorale?), di Ruini. E il cardinale ora lascia le "cacche" - quelle che Boffo dice a Feltri di aver pestato oltre che lanciato - a tutti noi credenti.

Un progetto in cui tra le altre cose forse si presumeva di poter gestire comunque "questa politica" e questi politici. Magari con i loro metodi e linguaggi, anche mediatici.

Un progetto in cui si adombra quel "cristianismo", citando Remi Brague, che solo per assonanza si può confondere con il cristianesimo. Forse perché come dice il filosofo francese, "noi siamo solo all’inizio del cristianesimo". Un'occasione da cogliere, anche nelle nostre beghe che sembrano solo l'ennesimo gossip?


(foto flickr/thrig)

12 commenti:

Paul Macca ha detto...

vorrei commentare e argomentare.
ma c'è tanto, troppo da elaborare.

Per ora, mi frulla in testa solo l'insignificante (in-si-gni-fi-can-te) annotazione che nessuno nell'istituzione Chiesa ha ancora evidenziato il paradosso di un'istituzione ritenuta strutturalmente omofoba attaccata per un suo esponente (di spicco) "notoriamente" (così dicono) omosessuale.

solo Adriano Sofri ha di sfuggita accennato alla cosa

don Flaviano ha detto...

Mi piacerebbe sapere qual è questo progetto culturale, politico e pastorale (?) di Ruini e qual è quello antagonista. Così, tanto per sapere cosa fallisce in questo momento, cosa bisognerebbe promuovere e cosa nascerà dopo il fallimento.

Saluti alla famigliola. Sto per tornare...

il moralista ha detto...

ciao Flaviano. Lo so le sparo grossette oggi... ma questa storia mi sembra un'occasione chiave e voglio essere onesto.

Il progetto di Ruini era insito nel suo "Progetto culturale" della Chiesa cattolica italiana. Progetti antagonisti non ne conosco ma chissà quanti cassetti si saranno riempiti in oltre 25 anni.

La conseguenza dell'approccio Ruini alla fondamentale questione culturale mi sembra essere stato nei fatti quello della quasi esclusiva intellettualizzazione, se non ideologizzazione, a fini culturali e di dibattito politico, del dato di fede.

Uno dei vari effetti "secondari" è che (sempre secondo me, ovviamente) nella cultura, nell'opinione pubblica, si è reinserito un certo qual cattolicesimo teorico e da battaglia che ha attratto diverse persone. Quello però che Brague chiama "cristianismo", un Cristianesimo senza Cristo, espressione odiosa per molti. Un cristianesimo senza "l'esperienza" di Cristo.

Cosa bisogna promuovere? Cosa nascerà? Capisco che vuoi passare dalla polemica alla proposte.
Sarò elusivo. Ne parleremo, ma io oggi sono fiducioso che sia una grande occasione.
Per smettere linguaggi non nostri, per dare più spazio alla Fede che alla Paura...

Ma lascerei tempo anche alla "pars destruens" di operare.

"Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore".

Marcello ha detto...

Caro moralista, mi sembra che il tuo post tocchi un tema importante: che fa la gerarchia della Chiesa con i media e la politica in Italia?
Sarebbe utile rivedere ciò che la gerarchia in questi anni ha chiesto ai potenti d’Italia, ha perdonato ai potenti d’Italia, ha avuto dai potenti d’Italia. E che ripercussioni si sono avute sul sentire dei fedeli.

Anonimo ha detto...

ehi?!? il blog si mangia i commenti!.... riscrivo allora.

dicevo che non sono del tutto d'accordo sull'analisi, perchè la gestione ruiniana ha trovato seguito soprattutto tra i movimenti che sottolineano la necessità di una reale "esperienza di Cristo".... o vogliamo dire "avvenimento", così ci capiamo?
E quindi CL o i neocat.
Poi sicuramente ha attirato il mondo laico che trova affinità culturale con una forma di tradizione.

Peraltro, sottolineo il mio attuale disagio nel non riuscire a dare dei connotati a quella cosa che vogliamo chiamare "esperienza di Cristo", che sempre più spesso mi trovo a dover far coincidere con "esperienza di Chiesa".

PaulMacca

Anonimo ha detto...

per il piacere del sereno moralista

"Da Europa Quotidiano
IL DOSSIER 'BOFFO NEI GAY' NON SOLO è SERVITO A FAR FUORI IL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DEI VESCOVI MA, SECONDO IL QUOTIDIANO "EUROPA", L'INFORMATIVA VENNE UTILIZZATA PER BRUCIARE LE ASPIRAZIONI PAPALINE DI RUINI, considerato il teorico di una Chiesa regnante dalle troppo intense relazioni “temporali” con precisi settori della politica italiana - Per essere brutali, si sarebbe trattato di un siluro “progressista” anti-Ruini....

http://www.europaquotidiano.it/gw/producer/producer.aspx?t=/documenti/author.htm&auth=164"

PaulMacca

il moralista ha detto...

paolo non sono d'accordo, ma ora vado di corsa... mi spiegherò.

non mi pare un siluro progressista (ma poi europa mi sa che riprende altre fonti).... visto che pare che a giovarsene sarà probabilmente CL (per Avvenire) a quanto si vocifera...

don Mario Aversano ha detto...

Mamma mia, Simone! Il tuo post aumenta il mio sgomento...Diciamo che anche io ci devo ancora un po' pensare..In effetti mi chiedo se ci saranno delle svolte ad Avvenire. E'inutile che dica che l'Italia è un paese anomalo, lo sappiamo tutti. Colgo un elemento importante nelle tue parole: i credenti non hanno delle bandiere da sventolare, ma dei cuori che devono convertirsi. Eppure l'impegno socio-politico chiede in qualche modo di esporsi fuori da logiche di convenienenze. Come mettere insieme Dio e Cesare? In particolare un battezzato come può mettere in dialogo queste due sfere?
Certo che la calunnia e il killerraggio sono sottoposti sia al giudizio di Dio che a quello di Cesare!!
To be continued...

il moralista ha detto...

bentrovato don Mario.

anche oggi vado di corsa... prometto risposte più articolate a chi domanda.

Sottolineo solo che mi rendo conto che la mia "tesi" finale è molto dura (oltreché discutibile) nei confronti di un uomo, oltreché di un'Eminenza... ma ne sono persuaso da anni, e se potessi gli direi le stesse cose anche faccia a faccia, con rispetto ma con la stessa decisione... La mia coscienza e la mia esperienza personale di Chiesa "urla" dentro di me questa cosa.

il moralista ha detto...

di ritorno, vi consiglio di leggere questo post e relativi commenti, così, tanto per capire fino a che punto dire qualcosa di "strano" e onesto, per quanto discutibile, faccia uscire il peggio da taluni

http://maioba.blogspot.com/2009/09/considerazioni-sullaffaire-boffo.html

per tornare all'obiezione di Paolo. CL e Neocat hanno seguito Ruini o è stato viceversa e per motivi diversi, visto che le trovo due realtà ecclesiali abbastanza lontane?

Tra l'altro CL è una realtà complessa, non così tetragona come la fanno vedere, in cui proprio i ciellini più attaccati all'esperienza di fede, prima che al ruolo nella società, sono quelli più "antiruiniani".

Dei neocat è stato sussunto il potere di coinvolgere le masse per il bisogno di fare numero (v. Family day)... che se la Chiesa italiana si facesse davvero interpellare da alcune forti provocazioni che, piaccia o no, contraddistinguono il Cammino, sarebbe divertente...

Credo comunque che la distinzione di Brague che cito sia lampante per spiegare cosa intendo. Non vorrei aggiungere altro.

Sull'esperienza di Chiesa... beh, mi sembra un'ottima porta (è il primo Sacramento!) per l'esperienza di Gesù Cristo... dipende solo da chi la ha in manutenzione...

Hagrid ha detto...

Ruini e il ruinismo sono certo discussi e discutibili. Ma hanno rappresentato "la" linea "politica" della Chiesa in Italia. Non c'è stata una linea alternativa, nè ce ne sono migliori possibili: certo non sono credibili quella della pura realpolitik filoberlusconiana di Bertone e Vian, neppure quella finto-profetica antiberlusconiana e antipapale di Adista.
Nei vostri discorsi manca un elementare dato: non si tratta di esperienza spirituale, ma di tutela e promozione del bene comune(dove Ruini ha saputo superare gli schemi, creando anche dei ponti nel mondo laico). Nessuno vuole essere cristianista, c'è comunque molto più cristianismo negli avversari di Ruini, che nel suo Progetto.

il moralista ha detto...

Hagrid, ti ringrazio del passaggio qui.

Per quanto mi riguarda, non sento nel mio pensiero la mancanza del dato che tu dici... Perché la presenza dei cristiani - quelli che si convertono ogni giorno e non quelli che fanno il tifo per la "As Cattolica"- nelle cose del mondo non può non essere spirituale (e sappiamo bene che lo Spirito sa fare cose molto concrete).
Anzi, non può non essere frutto di fede e amore per Cristo. Tanti politici cristiani lo sono e lo sono stati (cristiani e politici) semplicemente traducendo in opere e gesti la loro esperienza di fede (concreta e non solo teorizzabile).

Mi dispiace. Non ho mai avvertito questo dato nel respiro del Progetto culturale e del suo estensore. E non c'entra che possa risultare cosa "di destra" o "di sinistra"... perché non è questo il punto.