02 dicembre 2008

io, la carta acquisti e il sor Filippo

"Scusi, signora, è qui che si chiede la carta acquisti?". Sono 10 minuti che sto nella fila normale, se così si può definire una fila in un piccolo ufficio postale a Roma, il sabato mattina, senza numeratore elettronico. Chissà perché. Mi accorgo tardi che avevano fatto uno sportello “apposta per noi”, quelli della carta acquisti del governo, la famosa "social card".

L’anziana signora si gira un po' controvoglia, come se si aspettasse che prima o poi qualcuno glielo avrebbe domandato... “Sì – mi dice sottovoce e fissandomi con uno sguardo carico di emozioni diverse – ma poi, dopo che me l'hanno data, che ci devo fare?". La signora, pettinata, curata e molto dignitosa, aspetta che l'impiegato compili la sua scheda informatica e poi le consegna trionfante la busta con la card e dice: “Poi le manderanno il Pin e entro due giorni la caricheranno con i primi 120 euro”. E lei: "Il pin?” E ancora: “Sì, ma ora cosa devo fare?”.

Io intanto, ho cambiato fila. Passo dalla 15ª posizione, difesa a stento, a un metro dal mio sportello. Tutti mi notano, alla faccia dell'anonimato della carta, qualcuno sbuffa: chissà che “furbata” avrà immaginato. Mentre aspetto il mio turno, un anziano signore, cappotto lungo un po’ logoro, mento sul petto e scarpe “vissute”, si avvicina silenzioso, e con la faccia si appiccica allo sportello. Cerca il modulo per richiedere la carta, glielo danno e se ne va via, silenzioso come era arrivato.

Tocca a me. Ora è ufficiale, io sono povero! Ho diritto alla “social card”. Ma non al bonus.
Per l’una vale l’Isee, per l’altro il reddito imponibile: vai tu a capirci qualcosa.Cioè, per lo Stato sono povero “per colpa” di due dei miei figli, minori di 3 anni ma, in quanto famiglia, non ho diritto a nulla. Per mille euro circa di reddito di troppo, è un po’ come se non esistessimo.

L’impiegata dello sportello accanto segue il lavoro del collega (il mio è una caso raro perché ho diritto al corrispettivo di due carte acquisti e il tipo si arrovella per gestire al meglio la pratica… speriamo bene) ogni tanto mi guarda con un’aria da “Carramba che sorpresa”, con il sorrisino stucchevole di chi pensa: “Uh, che carino, padre di famiglia con tre figli piccoli, questo sì che si merita la carta…”.

Esco con la mia card. Non so ancora se hanno versato i 240 euro promessi
perché “devono mandarmi il Pin” (ma non potevano allora spedirmi tutto a casa?). Senza quello sarei costretto ad andare ogni volta alla Posta per sapere quanto ho da spendere. Figuratevi la signora di prima.

Certo, avrò 80 euro in più al mese (nel mio caso) per la spesa e le bollette. Non è poco. Certo, potrebbe essere la prima volta che vengono mappate situazioni come la mia che sfuggono alle statistiche ufficiali: le famose nuove povertà. Ma esco anche con tanti dubbi.

La carta è anonima ma “parla da sola”, perché è ben riconoscibile. La carta è una carta di debito ricaricabile qualsiasi, un bel regalo a Mastercard e a Poste italiane che mettono in mano uno strumento del genere, dalle potenzialità di marketing diretto infinite, a centinaia di migliaia di persone (soprattutto anziani) che mai si sarebbero sognati di averne una. La carta è… una carta, roba per giovanotti con l’i-pod non per i pensionati. Infine, ma perché non versare quei soldi in busta paga, nella pensione o mandare un assegno a casa? Fino a che ci saranno i fondi e la volontà politica, ovviamente.

Penso e cammino. Sto andando al mercato, quello di piazza Vittorio. Lì – e non al supermercato – trovi tutti quelli che hanno davvero bisogno di risparmiare: ma al banco delle verdure di Filippo “sta card”, la prenderanno?

ps. questo è veramente carino!

13 commenti:

Anonimo ha detto...

credo che separare carta e pin sia per motivi di sicurezza.

però veramente non so immaginarmi i vecchietti alle prese con la carta ricaricabile....

Io ce li vedo che fanno: "UNA CARTA! ma certo!
Così sembriamo moderni e non possono dirci un cazzo, e sicuramente un sacco di gente non saprà come utilizzarla, e i soldi non ritirati torneranno nella prossima finanziaria!"

Paolo

il moralista ha detto...

... e il Pin ancora non mi è arrivato e non so quanto ahnno caricato sulla carta... e mi rifiuto di registrarmi al sito delle Poste, registrazione per cui sostanzialmente ti chiedono di calarti le braghe a qualsiasi forma di marketing diretto... resisterò?

Alessandro Iapino ha detto...

io, simone sereni, ti devo far intervistare!!!

il moralista ha detto...

accetto solo interviste dalla Bignardi o da Ilaria D'Amico... per motivi diversi...

Alessandra ha detto...

grazie del post
interessante
stavo leggendo i requisiti ma non capisco, mi aiuti?



avere un ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente), in corso di validità, inferiore a 6.000 €; l'isee è della famiglia in toto?

non essere, da solo o insieme all'esercente la potestà genitoriale/soggetto affidatario e all'altro esercente la potestà genitoriale/soggetto affidatario:
intestatario/i di più di una utenza elettrica domestica;
intestatario/i di più di una utenza elettrica non domestica;
intestatario/i di più di due utenze del gas;
proprietario/i di più di due autoveicoli;
proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 25%, di più di un immobile ad uso abitativo;
proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 10%, di immobili non ad uso abitativo o di categoria catastale C7;
titolare/i di un patrimonio mobiliare, come rilevato nella dichiarazione ISEE, superiore a 15.000 €. il bimbo non deve essere tutte queste cose?

e visto che pietr i 3 anni li fa tra 2 mesi, che fanno te la danno e poi tolgono i contributi?

il moralista ha detto...

per Alessandra:

1)certo, e se no... :) poi puoi barare (come in tutte le dichiarazioi dei redditti) ma poi ti possono "venire a cercare"

2)no, sono i requisiti che devono avere il/i genitori. L'intestatario è un genitore, il beneficiario è un bambino

3)ecco... credo proprio che funzionerà così, a me interessa per via di Teresa... cioè, fino a quando hai i requisiti, ti danno i soldi, poi fine dei giochi. Ma non è chiaro.

Rinaldo ha detto...

Ciao Moralista, io sono in una situazione simile alla Tua avendo due figli con meno di tre anni.
Ho ritirato quindi la famosa carta venerdì 12 novembre ma del PIN ancora nessuna traccia.
Ma esiste un modo per verificare se la carta è stata accettata e per controllarne il saldo?
Sul sito delle Poste (a cui fai riferimento Tu), ci sono tutte le informazioni e nella scheda in fondo "La Tua carta", dopo la registrazione, si entra nella sezione riservata ai possessori della carta Postepay; ma cosa centra??? Boh!

il moralista ha detto...

caro Rinaldo (ci conosciamo già nel mondo vero?), benvenuto sul mio blog.

Per ordine:

- a me il Pin è arrivato tre giorni fa. Ma ancora non ho potuto né usare la carta per acquisti né per pagare le bollette (quindi, col Pin)
- non so ancora se hanno fatto l'accredito sulla carta. Per verificarlo, in teoria, con il Pin puoi usare gli sportelli Postamat, oppure andare allo spotrello dell'ufficio postale. Altrimenti, come hai fatto tu sul web. Ma io non vorrei dare altri dati e altri canali pubblicitari a Poste italiane.

- Perchè Postepay? E questo è "il bello" (o uno degli aspeti più ambigui): la famosa carta acquisti non è altro che una normalissima carta di debito ricaricabile Postpay sul circuito Mastercard. Mi dicono fonti interne che se vai in posta con 100 euro e chiedi di caricarteli sopra lo fanno...

Rinaldo ha detto...

Moralista, grazie della Tua cortese e preziosa risposta!

Sono spiacente ma non credo davvero di conoscerti (peraltro io non abito nemmeno nel Lazio).

Comunque le Tue informazioni mi sono state davvero utili ed ora Ti aggiorno su quanto ho scoperto: Sono entrato nella sezione riservata delle Poste in quanto già utente possessore di una carta Postepay; ho quindi inserito il numero della mia Carta Acquisti e, con piacere, ho visto che in data 16.12.2008 mi hanno accreditato 240,00 (120,00 + 120,00). Ora resto in attesa del PIN per provare ad usarla; Ti terrò aggiornato.

Ciao e grazie ancora.

Anonimo ha detto...

Caro moralista, io che sono disoccupata insieme con mio marito, con due figli ben al disopra dei tre anni, non spetta un bel niente!!!
Alla faccia della social card! Daccordo aiutare i pensionati, i bambini al di sotto dei tre anni (ma se vivono in una famiglia in cui i genitori lavorano entrambi, non è che sono bisognosi!)ma per i disoccupati che cosa si fa? Non mangiamo forse? Non paghiamo ugualmente le bollette? Dobbiamo farlo se vogliamo l'acqua e la luce...nessuno dei potenti si chiede "Ma questi come fanno?"
Visto che ti avanzano mille euro ... così di tu ti prendi pure il bonus, ed io recupero un reditto!

il moralista ha detto...

cara anonima, benvenuta.
Capisco lo sfogo ma credo tu abbia sbagliato bersaglio.

Tanto per puntualizzare:

1) mia moglie non lavora (e questo ci crea anche altri diversi problemini, per esempio per l'iscrizione all'asilo nido, salvo "arrangiarci" all'italiana, cosa che abbiamo sempre rifiutato di fare).

2) ho diritto alla social card, ma non al bonus famiglia (? mistero?)... e questo parzialmente spiega il motivo del tuo malcontento: si pensa a una misura per la famiglia che però nei fatti non è andata in larga misura a beneficiare le famiglie (padre + madre sposati con figli)

3) ti assicuro che non mi avanzano 1000 euro... anzi, la prima ricarica della social card (240 euro) è esaurita e ancora non si vede l'ombra della nuova ricarica...

Rinaldo ha detto...

Ciao Moralista, confermo quello che hai detto: ad oggi ancora nessuna nuova ricarica. Dovrebbe arrivare entro febbraio visto che si diceva ogni due mesi....
(il pin mi è poi arrivato, un mese dopo, ma è arrivato).

il moralista ha detto...

ok Rinaldo, allora grazie a te dell'informazione...aspetteremo e vedremo!