09 novembre 2009

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Mi dibatto da giorni in cerca della "mia posizione" sulla ormai nota sentenza della Corte europea di Giustizia sul crocifisso nelle aule scolastiche.

In fondo, con la scusa del web 2.0, ormai 3.0, siamo "costretti" a diventare un popolo di editorialisti e commentatori oltreché di commissari tecnici della nazionale. Dobbiamo dire la nostra, corpo di mille balene!

Confesso che, esausto e irritato dall'ennesima deriva ideologica del dibattito e dall'utilizzo strumentale del cristianesimo per affermare altro, stavo rischiando di negare l'evidenza. E l'evidenza la spiega bene - ossia, nelle mie corde - Claudio Magris in questo suo articolo.

D'altra parte, ho trovato molto utile, sopratutto per i credenti, questo commento, pescato sul web. In sintesi, si dice che mentre noi siamo capaci di scendere in piazza per salvare il crocifisso appeso nelle scuole (mi ricordo atroci beffe nella mia classe, nel cristianissimo liceo classico Giulio Cesare di Roma...), non sempre lo vediamo in bella mostra nelle nostre Chiese (fatto questo che nel mio piccolo posso confermare).

La croce desta scandalo, evidentemente, un po' in tutti.
Forse dovremmo essere un po' meno ipocriti quando ci ergiamo a paladini del simbolo.
Il cardinale Tettamanzi, che non sempre mi fa spellare le mani, dice giustamente che il punto non è conservare un "simbolo", un oggetto, bensì il modo di viverlo nella realtà.
E aggiunge soprattutto, e concordo, che di questo alla fine se n'è parlato pochissimo.

Chiudo, recuperando questo mio vecchio post, in cui in fondo già si dibatteva la questione.

Il crocifisso, anzi, il Crocifisso (Gesù), non è il logo della Chiesa.

10 commenti:

Alessandro Iapino ha detto...

Simo', ma quanto te sei ingrassato?

il moralista ha detto...

è che so' nervoso....

gregorio xvi ha detto...

Dell'orrendo e indigesto pastone a firma Magris, trattengo solo quel riferimento alla virago finlandese e, conseguentemente, all'animo "sensibile e delicato come una mimosa" ed anche un po' paranoico ... " se, com’egli dice, «si sentiva osservato» dagli occhi dei crocifissi appesi nella sua classe".

gregorio xvi ha detto...

all'animo "sensibile e delicato come una mimosa" ed anche un po' paranoico DEL FIGLIO ...

il moralista ha detto...

gregorio xvi (urca!) benvenuto... ma non sono sicuro di aver capito tutto e bene... a parte quel "paranoico" che - dovendo (?) essere cattivi - semmai imputerei alla madre...

non ho capito la tua posizione sulla finale del mio post... Non credi che la croce sia scandalosa anche per tanti credenti?

Anonimo ha detto...

Esprimo il mio pensiero in merito nel mio ultimo post. Ciao!
torietoreri
www.torietoreri.splinder.com

il moralista ha detto...

lo vedi che il web 2.0 ci "compulsa" all'opinionismo??? :)

comunque, la tua riflessione mi pare bella e sensata.

Ubi humilitas, ibi sapientia. ha detto...

Moralista ci hai fatto un bel post.
Perchè ti lamenti dell'opinionismo.
Tu hai una TUA opinione, ci hai messo giorni per fartela e ti preoccupi di esprimerla?
No. E' molto bella la TUA opinione, frutto della tua testa,della tua scelta, magari elaborata in sofferenza.

Tanta gente se davvero facesse come hai fatto tu (pensare, soffrirci), invece di correre ciecamente alla crociata (per poi soffrire e perire), preferirebbe il "martirio" (che è soffrire un attimo di indicibile gioia, per poi l'eternità).

Solo gli stolti non hanno dubbi.

matteo ha detto...

l'immagine che usi nel post,
è l'espressione più fortte e dirimente
della tematica del crocifisso
e ne esprime anche quello che mi passa per la testa,
ma che non conta più nulla.......
Ciao
Matteo

il moralista ha detto...

e non ha visto le facce della foto... (commento lombrosiano)