13 luglio 2009

comandamenti? solo 4

Gianrico Carofiglio, romanziere, magistrato e senatore del Pd, scrive senza saperlo la seconda puntata (laica) di un mio recente post. Lo fa senza chiedermi l'autorizzazione, ma lo perdono. Bontà mia.

Con i suoi 4 comandamenti propone un emendamento al mio dubbio: "coerenti o onesti?".
Lui opta deciso per il "coerenti E onesti"...

Ma addirittura esagera nell'iperbole, pretende davvero troppo quest'uomo.
Costruisce quasi un apparato ideologico della "normalità civile" nella vita delle istituzioni...
Che moralista!

"A me - parla Carofiglio - piace parlare di regole capitali. Sono quattro. La prima riguarda l'esigenza di non tenere comportamenti personali in contrasto con i valori posti alla base dell'azione politica. Faccio un esempio banale: non si possono sostenere i valori della famiglia tradizionale e poi, per dire, avere l'amante. Il problema non è l'amante, ma l'incoerenza. La seconda regola riguarda il decoro legato alle cariche pubbliche. Cito l'esempio di un magistrato, così nessuno si offende. Qualora un pubblico ministero andasse in udienza indossando calzoni corti e canottiera non sarebbe immorale, ma appunto indecoroso. Perché contribuirebbe a ledere il prestigio della magistratura e in generale delle istituzioni.
La terza regola sottolinea l'obbligo di astenersi da comportamenti che possano fare solo ipotizzare un uso privato della funzione pubblica e delle sue prerogative. Immaginiamo un magistrato sotto scorta che utilizzi la vettura blindata del ministero per portare alla sua villa al mare, dove ha organizzato una festa, un paio di ballerine di rumba e un suonatore di mandolino. Sarebbe l'autore di un comportamento deontologicamente censurabile. Il ministro Alfano interverrebbe con l'azione disciplinare. E farebbe bene.
C'è, infine, il quarto comandamento. E' il più semplice: il dovere di dire la verità. Il decoro delle alte funzioni pubbliche è incompatibile con le bugie".

Esagerato.

Ps. Nota cautelativa per la reputazione di me medesimo, il moralista: siccome Carofiglio è di Bari, dove succedono cose strane di recente, spero solo che sulla voce "decoro delle istituzioni" sia inappuntabile!

(foto di Zabriensky What?/Flickr)

13 commenti:

Gabriella ha detto...

Che utopia!!!
E chi ci crede??!!!
;)

il moralista ha detto...

credo che l'autore di tanta sfrontatezza sia supportato dalla sua vena di romanziere...

Anonimo ha detto...

Ti consiglio questa lettura.

http://querculanus.blogspot.com/2009/07/don-farinella-e-berlusconi.html

exanonimo

Marcello ha detto...

Sono andato diligentemente a leggermi quanto suggerito da Anonimo, dove (tra altre cose) si dice: "Un uomo di governo, a qualsiasi livello, deve essere giudicato per quel che sa fare, non per la sua vita privata".
Ciò è falsissimo: la vita privata di un uomo di governo ha una parte "pubblica" ed è quella che: 1) ha a che fare con la legge (e su questo siamo tutti d'accordo) e 2) ha a che fare con la coerenza (ohibò proprio lei).
Se un politico ambientalista acquista macchinoni inquinanti, questo NON è un fatto privato. Al contrario, se un politico cattolico, nell'intimità con sua moglie, si veste da Batman, questo è irrilevante perché non incoerente (e in questo caso, anche se giornalisticamente "appetitosa", la notizia non va data).
Insomma, quando la "vita privata" di un politico sconfina nel pubblico (per i due casi descritti), la stampa ed i commentatori politici debbono attivarsi e nessuno può piangere miseria.
Il problema è semmai un altro: perché molti elettori sono indulgenti con gli incoerenti?

il moralista ha detto...

confesso di avere letto a macchia di leopardo sia la lettera di don Farinella che questo post... abbiate pietà sono ingolfato di cose... però mi sono fatto un'idea su entrambe.

Nel primo caso, come dice lo stesso Scalese, in prima battuta, quel che colpisce (e quel che io trovo ingenuo e controproducente), è la veemenza del tono del rimprovero "pubblico" nei confronti di Bagnasco "e dei vescovi". Personalmente prendo sempre a modello il modo di essere "critico" di, per esempio, Carlo Carretto. Oltre a dire di amare la sua Chiesa, lui non ambiva a fondarne un'altra... ci stava dentro.

D'altra parte, mi ritrovo un po' nelle argomentazioni di Marcello: 'sta storia della scissione tra pubblico e privato in politica (terreno in cui il pubblico e il privato si fondono, vedi in teoria come nascono e che effetti dovrebbero produrre le leggi) la trovo un fantastico e abusatissimo alibi.

Infine, ma perché, se don Farinella scrive per rimproverare con un grande ditone moralista la Cei, Scalese scrive quasi tutto per "difendere" Berlusconi?

C'è qualcosa che mi sfugge nell'equazione...

Anonimo ha detto...

Da quello che ho letto e capito io non scrive per difendere Berlusconi (che se leggi altre cose del0 blog non credo sia amato da Scalese).
Difende il principio di giudicare un uomo politico da ciò che fa per il bene/male pubblico da ciò che fa per conto suo nella vita privata.
Il principio, a mio modo di vedere non è completamente sbagliato. Ovvero, se nella vita privata ho comportamenti che infrangono leggi dello Stato o meglio ancora promulgate da me stesso è un conto. Avere un comportamento, per quanto allegro ma entro le leggi non è di interesse per il pubblico.

A mio modo di vedere se un politico ambientalista acquista auto inquinanti, ma fa leggi che consentano di ridurre l'inquinamento nazionale è sicuramente meglio di un politico che va in bicicletta e lascia le leggi come sono (magari per favorire qualche industria automobilistica).
E' vero non è coerente, ma ottiene un buon risultato per tutti anche se lui se ne frega.
L'ottimo sarebbe il meglio di entrambi gli esempi, ma come noto, non si può aver tutto.
Il fatto è che ad essere troppo moralisti si pretende la santità dai polici (ed in generale dal prossimo) quando si deve pretendere praticità ed efficienza.
La coerenza poi, in sè non è assolutamente un valore, si può essere coerenti pure nel male(e troppi esempi ne abbiamo).

exanonimo

Anonimo ha detto...

E comunque se leggi il post di oggi è evidente come Scalese difendesse un principio e non una persona o una parte politica.
Il riflesso pavloniano quando si nomina B. è duro a morire.

exanonimo

il moralista ha detto...

"si può essere coerenti anche nel male"... come scrivevo anche in un mio "noto" e recente post (Coerenti o onesti?)
:)

ps. il riflesso pavloviano però è inquietante... ci sarebbero stati tutti gli estremi per difendere (semmai ce n'è bisogno) Bagnasco e la Cei. Invece ...

Marcello ha detto...

Anonimo caro, sei uno di quelli cui poco interessa la vita privata dei politici; in Italia siete in tanti (non così nel mondo anglosassone). Va benissimo così, ne sono convinto, ma continuo a credere che, nei due casi descritti, di questa "vita privata" è bene parlarne e strapalarne (anche solo per quella esigua minoranza di "italosassoni")… poi decideranno gli elettori (OVVIETÀ), ma NON i censori.

paolo ha detto...

Posso rompere i cocò ?
Direi che uno persevera nel male non é coerente.
Credo la coerenza abbia più un'accezione positiva...no?

Anonimo ha detto...

Marcello, la vita privata mi interessa poco rispetto all'interesse che pongo per le loro azioni di governo. Altrimenti il mio pensiero è mutilato.
Vero è quanto dici riguardo gli anglosassoni, infatti la loro cultura di riferimento è quella protestante.

exanonimo


PS:coerenza è generalmente intesa come fedeltà ai propri principi, conformità costante tra le sue parole e le sue azioni (De Mauro). Nessuna accezione positiva o negativa quindi.

PPS: moralista, secondo me difendeva proprio Bagnasco e la CEI.

Marcello ha detto...

Caro Anonimo/exanonimo, sul "sistema" anglosassone penso che influisca soprattutto il maggioritario uninominale; non credo molto che sia una questione di protestantesimo. Il protestantesimo conta più per la visione sulla ricchezza e sul capitalismo (molto diversa dalla nostra)... ma tanto poi andranno tutti all'inferno...

holdenC ha detto...

mah, a me pare una cosa un po' da rivedere. la prima frase di carofiglio, per esempio, è assolutamente strampalata.

"non si possono sostenere i valori della famiglia tradizionale e poi, per dire, avere l'amante"

Mentre invece se uno non sostiene i valori della famiglia "tradiizonale" e quindi, per esempio, è favorevole al matrimonio gay, l'amante ce la può avere ed essere "coerente"?

la totale assenza di significato di unconcetto formulato in questo modo mi pare fin troppo evidente