04 giugno 2009

coerenti o onesti?


Sei una persona coerente
con i tuoi valori, le tue convinzioni? Pensi che per un cristiano la coerenza sia una "dote" imprescindibile? Pensi (addirittura) che basti a guidare le tue scelte?

Da qualche giorno, mi fa molto meditare una riflessione sulla coerenza che estraggo a brani dalla relazione ai lavori di prefettura del recente Convegno diocesano di Roma di monsignor Enrico Feroci, un parroco romano.

Non è la coerenza la base del nostro impegno, bensì la volontà di camminare nella luce, la nostra onestà, la nostra apertura semplice e totale alla Sua grazia. Dio ha scelto per il suo servizio peccatori confessi, ma onesti e disposti alla fedeltà, quelli che quando Lui ha teso la mano chiamandoli... hanno risposto “Si”(...)

La base, cari Amici, non è la nostra coerenza, ma la fedeltà di Dio, le cui promesse e i suoi doni valgono per sempre.

(...) La coerenza come tale non è una virtù, sia perché si può essere coerenti anche nel male, e sia perché anche la coerenza nel bene, se è autoreferenziale, se diventa una specie di arma solo per presumere un vanto davanti a Dio, come i farisei, diventa una maschera che può ingannare gli uomini, ma non inganna certo il Signore: Lui legge i cuori …

(...) Dobbiamo essere uomini onesti e fedeli, nel discernimento dell’oggi di Dio. Non basta la nostra coerenza. Il coerente, infatti, si misura con se stesso, il fedele entra in relazione con Dio e con i fratelli, ed è onesto in ambedue le direzioni.

Che ne pensi?

(foto fazen/flickr)

25 commenti:

Marcello ha detto...

La riflessione che ci proponi è molto preziosa. Non ci avevo mai pensato e da solo forse non ci sarei mai arrivato, ma ora -come spesso accade- mi sembra persino ovvio: la coerenza può essere oggetto di idolatria... e, tra le cose da evitare, l'idolatria è la prima (nella lista dei Dieci Comandamenti).

er moviola ha detto...

Sono pienamente d'accordo con la riflessione sulla coerenza.
La sento molto attuale.
Purtroppo in alcuni ambienti ci si imbatte spesso in personaggi preoccupati di essere coerenti con le leggi morali, naturali... da molta sicurezza. Ci si sente nel giusto e si sopporta meglio la propria fragilità.
Basta poi non lamentarsi, perché il famoso "mondo" non capisce e si interessa ad altro per esempio a vivere.

il moralista ha detto...

voi capirete cosa significa per "un moralista", questa riflessione!

mi "tranquillizza" il fatto che l'alternativa alla coerenza proposta nel testo è pure "peggio"... dell'essere coerenti.

il moralista ha detto...

ps. stamattina un importante esponente leghista a proposito dell'importante risultato elettorale della Lega Nord: "Abbiamo vinto perché siamo stati coerenti".

Marco Statzu ha detto...

on mi è mai piaciuta e non la uso mai, la parola coerenza attribuita alla fede cristiana.
Concordo pienamente con il parroco romano.
ciao Simone!

Marcello ha detto...

Non so se centra molto con il tuo post, ma stamattina ho carpito una stupenda conversazione tra padre e figlio piccolo e non resisto alla voglia di racconatarla.
"Papà ma gli uomini chi li ha inventati?" "No, no, gli uomini non li ha inventati nessuno. Si sono evoluti".
Pensando a cosa avrei risposto io, mi sono sentito molto arretrato e bigotto.

il moralista ha detto...

poro fijo

Shalla-là ha detto...

Ciau! E' la prima volta che lascio un commento qui e provo una certa emozione!!! :-))

Mi ha lasciata un po' spiazzata questo post... io sono stata sempre una fan accanita della coerenza, ma vista sotto questo punto di vista....... mi fa riflettere assai!!!!

Grazie!!!

il moralista ha detto...

cara Shalla-là, benvenuta.

Diciamo che siamo sulla stessa barca... ma se cogliamo in profondità l'invito che viene da queste parole, per i più "esigenti", scopriamo che essere onesti e disposti al "sì", è persino più... impegnativo...
o no?

il moralista ha detto...

Poiché sono coerenti

Poiché Obama vuole fare la pace con l’Iran, ha appena
dato ordine di radere al suolo Baghdad.
Poiché Bossi punta a ridurre il numero dei clandestini,
ha appena comprato la Lampedusa Viaggi e spostato
la sede della Lega a Tripoli.
Poiché Noemi Letizia sogna di sfondare nel mondo
dello spettacolo, è appena stata a una festa di Rita Levi
Montalcini.
Poiché Franceschini intende ringiovanire il partito
democratico, ha appena nominato vicesegretari Andreotti
e Forlani.
Poiché la Chiesa ha a cuore la sobrietà dei fedeli, ha appena
affidato la responsabilità del catechismo a Briatore.
Poiché le banche vogliono limitare i rischi, hanno appena
prestato 100 milioni di euro a Emilio Fede, a patto
che li giochi tutti al Casino.
Poiché il Milan ha venduto Kakà per ragioni di bilancio,
ha appena speso 150 trilioni di dollari per Pizza &
Fichi, gemelli gol del Pizzighettone.
Poiché sono stufo marcio di prendere multe, ho appena
parcheggiato l’auto in quarta fila.
Poiché il governo italiano ha proclamato la Tolleranza
Zero contro i delinquenti, ha appena proibito le intercettazioni
per i crimini comuni e tagliato del 40% gli
straordinari dei poliziotti a Roma.
(L’ultima, purtroppo, è vera).

(Massimo Gramellini - La Stampa - 11/06/2009)

Gabriella ha detto...

Ma se uno cerca di essere coerente con il suo credo (certo per quanto sia umanamente possibile perchè siamo tutti deboli di spirito)è proprio un male?
E quale sarebbe l'alternativa?

Grazie Simone, proprio un bel spunto per riflessione :)

il moralista ha detto...

cara Gabriella, ciao...

che dire... sono tentato di non suggerire risposte. Forse a volte è sano lasciare aperte le questioni. è nello spazio delle domande che lasciamo spazio allo Spirito.

Anche io sono stato educato e fortemente "alla coerenza con la propria fede, con i valori"... la riflessione che don Enrico suggerisce però, se vuoi, porta ancora oltre, osa ancora di più della coerenza. è molto più impegnativa, ma in qualche modo meno "titanica" e superomistica...

La coerenza , anche fosse a un "principio non negoziabile" (pensa te) rischia di diventare una religione in sé. Il rischio è che mettiamo noi, la nostra capacità, le nostre risorse, la nostra forza e resistenza, al centro della nostra esperienza di fede... ma l'incarnazione e la redenzione ci insegnano tutto il contrario... a noi sta di dire dei "Sì", se abbiamo percepito che è davvero Dio Padre a chiamarci a rispondere al suo amore gratuito (altra parola poco modaiola).

Vorrei farti degli esempi concreti relativi alla mia vita, di come ci si può ingannare per coerenza (anche nel bene) ma riguardano anche mia moglie e non posso.

holdenC ha detto...

ti sei licenziato?

il moralista ha detto...

per holden

(in ordine di apparizione nel mio cervello)

risposta a): ahahahahaha (sulla fiducia)

risposta b): non prima di aver trovato un lavoro migliore

risposta c): (mi sa che non ho capito, è una battuta?)

risposta d): in passato, sì, per coerenza (ovviamente)

il moralista ha detto...

ps. risposta e): che c'hai la palla di vetro?

Anonimo ha detto...

“Anche tra santi ci sono contrasti, discordie, controversie. E questo a me appare molto consolante, perché vediamo che i santi non sono “caduti dal cielo”. Sono uomini come noi, con problemi anche complicati. La santità non consiste nel non aver mai sbagliato, peccato. La santità cresce nella capacità di conversione, di pentimento, di disponibilità a ricominciare, e soprattutto nella capacità di riconciliazione e di perdono. E così Paolo, che era stato piuttosto aspro e amaro nei confronti di Marco, alla fine si ritrova con lui. Nelle ultime Lettere di san Paolo, a Filèmone e nella seconda a Timoteo, proprio Marco appare come “il mio collaboratore”. Non è quindi il non aver mai sbagliato, ma la capacità di riconciliazione e di perdono che ci fa santi. E tutti possiamo imparare questo cammino di santità. [B. XVI, Udienza 31.01.2007].
E’ facile capire il motivo di questa insistenza. Papa Ratzinger sta tentando da mesi di confutare tutte le false idee sul cristianesimo che i mass media e la mentalità dominante diffondono. Una, la più insidiosa, è quella moralista secondo cui il connotato della vita cristiana sarebbe la “coerenza”. Ma il cristianesimo non è affatto questo “non sbagliare” (che non è umano e non è possibile all’uomo senza la grazia). Il cristianesimo è semmai essere innamorati di Cristo, appartenergli. E quindi la disponibilità continua, indomabile, di ogni giorno e ogni ora a chiedergli perdono del proprio limite, del proprio peccato. Il santo – dice il Papa – non è un uomo “coerente”, ma è un uomo commosso dall’essere continuamente perdonato e riportato in vita da Cristo. Don Divo Barsotti, una grande intelligenza cristiana, nel suo libro su Dostoevskij scrive: “La creazione più alta in cui si incarna la santità - nei romanzi di Dostoevskij - è paradossalmente una prostituta. Nemmeno Zosima (il monaco staretz dei ‘Fratelli Karamazov’) vive una viva comunione con Dio personale come Sonja in ‘Delitto e castigo’… La religione di Sonja è adesione di tutto il suo essere a Cristo. Essa crede in Dio, nel Dio vivente e vive un rapporto con Dio di umile e confidente abbandono”. Quanto siamo lontani da questo cristianesimo.
BrikBrak

il moralista ha detto...

benvenuto a BrikBrak.

Sì, credo che sia questo il punto.

D'altra parte (riprendo il mio ruolo di fondo) temo che in troppi tra noi cattolici ("veri", presunti o solo arruolati) "giobbiamo" un po' su 'sta storia del moralismo... (l'attualità recente ce ne dà degli spunti)

Allora non c'è più un'onesta ricerca, ma "malizia", strumentalizzazione etc etc

Anonimo ha detto...

La coerenza non è un dovere in più, ma la naturale conseguenza della propria fede. Soccorrere il poveretto alla metro di Napoli (vicenda cui ho dedicato il mio ultimo post) non è coerenza, è espressione della fede per chi la possiede, della solidarietà umana per tutti. Il card. Martini espone come problematiche attuali della Chiesa di oggi, oltre che l'accoglienza ai divorziati e il celibato sacerdotale, anche il rapporto tra fede e vita.
torietoreri
www.torietoreri.splinder.com

il moralista ha detto...

ciao, Tori...

ok... ma forse la provocazione da cui nasce il post allude anche a questo:

"l'espressione della fede" (nella carità, per esempio), è un mero sforzo titanico della volontà, un atto "doveroso", o è espressione del desiderio di bene che risponde al Bene ricevuto?

Qui ci può essere anche il sottile confine tra fede "ideologica" e fede.

hagrid ha detto...

Non c'è ideologia peggiore di quella che fa cominciare e finire il cristianesimo con quello che dice un cardinale.

il moralista ha detto...

hagrid... sono d'accordo... sempre, per tutti i cardinali.

Marcello ha detto...

Caro moralista, so che tu sei un moralista talmente raffinato da non piegarti a tali volgarità. Ma qui la cronaca incombe e noi -tuoi lettori- attendiamo i tuoi post come le sentinelle l'aurora.
Insomma, ti prego: dicci qualcosa su Villa Certosa e Palazzo Grazioli (nomi che richiamano la sobrietà dei certosini e la perfezione della Grazia, ma che sono di fatto le vere "case della libertà"). E ti prego fallo con un post! Il tempo stringe: siamo passati dal "non è vero" al "non è grave, son fatti miei".

il moralista ha detto...

lo so, latito... è che cerco lo spunto giusto per non dire cose palesi...;)

holdenC ha detto...

si batte la fiacca

il moralista ha detto...

TORNO SUBITO