La storia di Vito Sguera è bella e spiazzante.
Vito è un astrofisico pugliese di 35 anni.
Nel maggio del 2010 ha vinto la medaglia Zeldovich, premio internazionale promosso dall'Accademia Russa delle Scienze e dal Comitato internazionale per la ricerca spaziale (COSPAR) e conferito ogni due anni a ricercatori under-35. La prima volta per un italiano.
Vito è stato un "cervello in fuga" (4 anni in Inghilterra, a Southampton, dove è maturata la ricerca che gli è valsa il premio) ma non lo è più.
Da qualche tempo è rientrato in Italia, a Bologna, presso l'Istituto nazionale di astrofisica, nonostante un'offerta di lavoro all'estero. Ha desiderato l'Italia nonostante tutto.
E nonostante tutto e tutte le solite "cose all'italiana", poche settimane fa, Vito ha vinto un concorso pubblico da ricercatore e senza aver potuto far valere il punteggio del premio conseguito.
Nota finale.
Il premio ricevuto è stato oggetto di attenzione sulla stampa locale e di settore. Vito è stato accolto dalle sue parti (Barletta) come un piccolo grande figliol prodigo.
Ma nessun contatto da parte delle istituzioni nazionali, se escludiamo i vertici dell'Inaf.
Manco una lettera di congratulazioni di un qualche dirigente di ministero, anche solo per dire "lo sappiamo e siamo contenti".
Ma ce lo meritiamo, Vito Sguera?