26 marzo 2010

telev(u)oto

Certo, se anche per le elezioni ci fosse il televoto, per me domenica sarebbe tutto più facile... Invece, guarda te, "mi tocca" tornare dalla Puglia con furore.

Ma dai, vuoi mettere il televoto? Quanto sarebbe moderno e "easy"?

Paghi pochi cent per esercitare un tuo diritto (un po' come quei genitori che devono pagare per la cancelleria o per le tende della scuola pubblica dei figli, se hanno i soldi...).

Fai spallucce pur sapendo che tanto vincerà il Valerio Scanu di turno della politica, con dietro tutto il suo popolo di fan "dell'amore"; e/o qualcuno che ha qualche migliaio di Euro da spendere per comprare pacchetti di voti "senza volto", da smistare via call center spregiudicati... Un consenso su misura.
Tanto, "così fan tutti", il mantra italico, il payoff del povero tricolore.
E se non fai così, sei un fallito, un "irrilevante", uno che non "c'ha le palle"...

Però, però, basterebbe un ditino che pigia sul tastierino consunto del cellulare e via... passa la paura. HO ESPRESSO LA MIA OPINIONE... aaaaaah... che Paese democratico...

Invece, io no, torvo e sfatto, curvo sul volante, già mi vedo dopo 4 ore e rotte, pronto al mio seggio... con il mio certificato vissuto, la mia matitona indelebile... e che farò?

Una nube di pensieri... la Polverini, quella che "giura su Berlusconi" (sempre perché "così fan tutti") dice che "la devi votare perché difende la famiglia e la vita"? Mah...

Quegli altri che mi si presentano con la Bonino, a Roma, la regione della Santa sede e della Cei... geni!

La nube si addensa... penso a cosa vorrei facessimo come cristiani per questo Paese, per tutti, e insieme a chi ci sta... mi esalto per un attimo immaginando il possibile e l'impossibile, poi mi accascio frustrato sul volante, schiacciato dal peso di venti anni da "ruinati" (e da un'annatacia memorabile)... sono al casello... mezz'ora e metto sta croce... ah, se ci fosse il televoto!

(foto fdecomite/flickr)

18 commenti:

Alberto ha detto...

Caro Moralista, io probabilmente mi scampo un'andata e ritorno dalla Calabria, ma anche se mi toccasse la medesima prova di sopravvivenza non avrei dubbi sul da farsi. Andare a votare - perché in questi casi è l'astinenza ad essere peccato - e seguire la propria coscienza. Pur da neoconvertito non ho lo zelo d'assalto dei vari Magdi Cristianissimo Allam o degli atei devoti di cui è ricca quest'epoca, per cui metto sul piatto di bilancia dell'etica tanto quella civile quanto quella religiosa, nell'indicare da chi desidero vengano amministrate la sanità, la scuola o la raccolta dei rifiuti. Ora, se non interpretassi il Bagnasco-pensiero versione 2.0 come un chiaro invito a votare UDC, direi che quel suo saggio proponimento di bilanciare valori prolife e di solidarietà, onestà e integrazione, tutto sommato, portano assai più verso il centrosinistra che non verso Berlusconi e la Lega. E se poi riusciamo a non fissarci sul personale laicismo e abortismo della Bonino ma guardiamo agli schieramenti che la sostengono, credo assai improbabile prevedere che in caso di vittoria del PD il Lazio diverrebbe una terra di persecuzioni contro i cattolici o una Las Vegas dell'interruzione di gravidanza. Uno dei dubitabili pregi della sinistra di governo è proprio la capacità di autocensurarsi, come se dovesse perennemente dimostrare al mondo di non essere quello che il mondo pensa che sia (e che nemmeno oggettivamente è).
Mentre, specularmente, la destra tende a fare maledettamente bene quello che desidera davvero fare (tipo rendere dura la vita agli immigrati o alleggerire la sorveglianza fiscale o riformare ad personam il codice penale) ed elude allegramente gli impegni presi in campagna elettorale per far contenti i cattolici, come l'eterna promessa di sostenere le famiglie o l'ancor più vaga e vagheggiata giustizia sociale.
In fin dei conti, mi pare che il dilaniante dilemma per un cattolico sia questo: fingere che il laicismo pericoloso sia ancora quello della sinistra (e votare per reazione allergica) oppure abbandonare la residua illusione che questa destra possa mai avvicinarci di un passo al Regno, e votare semplicemente per chi amministra con più diligenza la cosa pubblica.

Marcello ha detto...

Alberto, dov'è che si firma?

In ogni caso, il moralista che non si astiene è già una gran vittoria. Me lo immagino con la molletta al naso e i guanti di plastica da supermercato che mette la sua crocetta su un qualche simbolo di un qualche partito che lo ripugna terribilmente.

Ubi humilitas ha detto...

Perdonami la poca finezza... ma potresti "fare" come Fantozzi in fondo al filmato,
però dal "seggio" di casa tua, e senza sobbarcarti tutto stò viaggio...

http://www.youtube.com/watch?v=DwCc960Bdxg

"facciamo" così???

Anonimo ha detto...

Mi salvo solo perchè qui da me non si vota...
Buona domenica
Mirella

il moralista ha detto...

caro Alberto, la tua riflessione è densa di buon senso e assai indigeribile per i cattolici "che si sentono assediati".
Se, nel cuore della "capitale cattolica", per decenni governata da "il Cardinale", non avessi patito per cercare nel mio piccolo di legittimare (chissà perché) l'opzione possibile del voto a centrosinistra... avrei anche potuto votare la Bonino più o meno serenamente.
Ma questa al PD non glielo l'ho perdonata...

Anonimo ha detto...

Dato che "sta passando", ti invito a leggere la storia che ho scritto nel mio ultimo post. Ciao!
torietoreri
www.torietoreri.splinder.com

Marcello ha detto...

Carissimo moralista, la Bonino ha perso, ma ha fatto fare al centro sinistra un gran recupero.
L'effetto "voto cattolico" non c'è stato e nella "la regione della Santa Sede e della Cei", come dici tu, le percentuali prese dal "demone" Bonino sono di poco dissimili da quelle del cattolicissimo Marrazzo (che andava al voto senza il caso Marrazzo). Anzi il pienone dei voti la Bonino lo ha fatto proprio a Roma, la "Gran Pretagna".

il moralista ha detto...

mah... non sono un gran analista elettorale... ma facendo ieri sera un giro tra le radio romane, dove si aggirano vecchi mestieranti di seggi e scrutini, quasi tutti sbertucciavano il centro-sinistra che era straconvinto di vincere (Esterino Montino fino alle 22.00 sosteneva fiero che secondo le loro proiezioni la Bonino comunque avrebbe vinto di "almeno uno 0,8%", perché "il trend di Roma compensa i flussi dalle province...").

Il punto è un altro.

Il voto è definitivamente diventato come il tifo per la squadra del cuore... non c'è ragionevolezza o senso civico che tenga... e voi sapete cosa si arriva a fare negli stadi.

don Mario Aversano ha detto...

Caro Simone, perdere/vincere...
In questo momento nessun politico serio ragiona seriamente sul dato della scarsa partecipazione al voto. sono in pochi a rallegrarsi per la situazione del paese (sia a destra che a sinistra). Solo qualcuno sembra tesaurizzare il disgusto generale, facendone la leva del proprio successo solo personale (mi riferisco - per essere esplicito - a quelli come Grillo). Ho votato...Ma la logica del male minore potrà bastare ancora per molto??

il moralista ha detto...

sull'astensione la "parola d'ordine", ora che il problema è molto sensibile, sia a destra che a sinistra, è che comunque noi siamo sempre stati un'eccezione nelle cosiddette democrazie sviluppate (sviluppate...)... si chiude il ragionamento dicendo che negli Usa votano in media il 50% degli aventi diritto... Mah.

sulla logica del male minore... io c'ho sempre fatto a botte (con alterni risultati), in vari ambiti e settori, inclusi quelli di morale cristiana... non digerisco più il presunto pragmatismo di chi fa "i conticini" con la logica di questa politica dei partiti e ci sguazza felice, pensando di aver capito "come va il mondo"... non sapendo aspirare, o osare a un bene maggiore.
Che, lo dico a scanso di equivoci, non significa - dal punto di vista cattolico - tornare allo Stato della Chiesa esteso a tutta Italia, ma educare cittadini dritti sulle spalle, che sappiano fare politica senza parlare e agire come sgherri o infoiati da curva, persone che "osano il Vangelo" in tutti gli ambiti, con creatività e trasparenza anche rispetto a progetti e metodologie operative e a costo di pesci in faccia.

Su Grillo e dintorni, ho scritto prima delle elezioni: se la riforma morale di questo Paese la deleghiamo (perché non ci va di pestare piedi, consuetudini - che fanno tradizione - e poteri, o solo perché ci sembra molto più cattolico sperticarci solo sulla bioetica) non possiamo lamentarci se qualcuno poi si incavola e agisce in altri modi e con altri linguaggi.

p.s. sto maturando una folle analogia tra gli anni di piombo e questo periodo, di apparente "guerra sociale fredda"... se non rischio la denuncia e ho tempo di scriverne, lo farò.

Ubi humilitas ha detto...

Ciao Moralista.
Off-topic col tema del post, ma devo dirtelo.
Mi ero "perso" il link al tuo blog, allora metto nel motore di ricerca "il moralista blog" e al secondo risultato è saltato fuori il collegamento a questo tuo vecchio post del 2008:
http://mafuiane.blogspot.com/2008/09/ho-peccato-fratelli.html

Che ti devo dire, ho dato un'occhiata all'elenco dei blog "cattolici" che loro fanno...

...meglio che stai nei "preferiti" degli amici a cui piace leggerti...

Marcello ha detto...

L'astensionismo nel mondo anglosassone è una nobilissima e antica pratica politica messa in campo da coloro che hanno una tale fiducia nelle loro poco ingombranti istituzioni statali da non sentire il bisogno di appoggiare l'uno o l'altro schieramento.
In Italia l'astensionismo è -invece- praticato da chi vuole protestare, ma ottiene lo stesso effetto che ha nel mondo anglosassone: si traduce in approvazione (alla faccia di chi lo pratica)!
L'astensionismo non è né buono né cattivo... è solo incompreso.

Sul problema "male minore" sono d'accordo con il buon moralista se si parla di impegno politico militante, un po' meno se il tema è come comportarsi in cabina elettorale a giochi fatti.
Il sogno di poter votare sempre il proprio candidato-fotocopia ha fatto parecchi danni nel nostro paese.

Alberto ha detto...

Caro Moralista, a 24 ore di distanza, sentiti i pareri di alcuni cattolici (astenuti e non) riconosco - ma questa è tutt'altro che scienza elettorale - che l'impatto negativo della Bonino sul voto cattolico al centrosinistra c'è stato, e superiore a quanto ingenuamente e ottimisticamente prevedessi.
Da questo non faccio discendere giudizi sull'autonomia politica dei cattolici o sugli sconfinamenti della CEI, che è facile armamentario da curva laicista, ma rilevo soltanto che gli esecutori materiali dell'abbattimento di Emma Bonino sembrano essere stati più i rigurgiti anti-intellettualistici e anti-cosmopoliti della provincia laziale profonda che non le tonache romane.
Che anche questo andasse messo in conto al momento di scegliere una colta e austera piemontese come candidata da contrapporre a una romana verace, marpiona del consenso (ricordiamoci il miracolo della moltiplicazione delle tessere dell'UGL), una che – a proposito di politica e tifo - non si fa scrupolo di andare fisicamente a elemosinare voti in curva Nord, è pure troppo facile dirlo adesso. Nessun altro c'era che fosse abile e arruolabile, a quanto dicono.
Quello che nvece ora mi chiedo è:
1) Se risulti a qualcuno che la Polverini sia contraria all’aborto o alla legge 194 (a me non risulta)
2) Se la competenza, l’esperienza internazionale e l’onestà universalmente riconosciute alla Bonino valgano, agli occhi di un elettore cattolico, quanto il diploma in ragioneria della Polverini, una vita esente dal lavoro dei comuni mortali - sempre che non si voglia considerare tale la professione di sindacalista ereditata come un cappotto da mamma Giovanna – ma che le ha permesso di acquistare due lussuosi appartamenti all’Aventino, beninteso a prezzi stracciati, dallo IOR
3) Se all’elettore cattolico si chieda di scartare a priori i candidati che non proclamano a gran voce i valori non negoziabili (credendoci o meno, questo sembra secondario) anche quando si tratta di eleggere enti locali privi di un potere normativo in materia, o se almeno quando si vota l’amministratore del condominio si possa soprassedere sulle sue convinzioni in tema di aborto o eutanasia.
Alla luce di questi quesiti, ai quali non so dare risposta, concordo con te che l’urgenza della politica non sia la vittoria risicata del male minore o del ladrone buono su quello impenitente, ma appunto “educare cittadini dritti sulle spalle, che sappiano fare politica senza parlare e agire come sgherri o infoiati da curva, persone che "osano il Vangelo" in tutti gli ambiti, con creatività e trasparenza”.
Ne riparliamo a cena...

Marcello ha detto...

Interessante:
http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/frenda-pd-renzi-errori-prevedibili_1a80b028-3ca1-11df-80d0-00144f02aabe.shtml

Anonimo ha detto...

L'impatto della Bonino sui cattolici non so. Certo che, secondo me era invotabile.
L'impatto della Bonino su persone di Sinistra? Beh, secondo me era invotabile pure da questi. Chi la conosce sa che la Tatcher gli fa una....

La legge 194 non è in discussione da nessuno oggi. C'è chi vuole applicarla conoscendola per bene, chi vuole applicarla ed estenderla di più.
Ma non è questo il punto.
Il punto è che le regioni hanno competenza ad esempio sulla RU486.
Come si pongono i due candidati?
Come si pongono di fronte a un caso Eluana?
E ha pesato di più Bagnasco o il fatto che cattolici e cofondatori del PD se ne siano andati appena candidata la Bonino (e prima di Bagnasco?).

E' poi normale che un partito del 30% scelga un candidato che ha il 2%?
Siete certi che gli astenuti siano stati i cattolici o sono le persone di sinistra deluse da un partito che non ha un suo candidato in una regione così importante?
Un partito che fa le primarie dove gli pare, che tromba candidati vincenti (Chiamparino, vedi intervista a Renzi)?

Quanto a RUini caro Simone un gorno dobbiamo scambiare due idee, io penso che siano state più gravi certe sue scelte pastorali rispetto a quelle politice. Sarebbe interessante chicchierarne.

A, qunato agli appartamenti della Polverini non ne so nulla, però se usiamo sto metro vale anche per quellidi Veltroni, soldi a RR, etc.

Un saluto e Buona Pasqua.


exanonimo

il moralista ha detto...

caro exanonimo, bentrovato.

guarda, su Ruini potremmo "incontrarci"... credo che la sua confusione tra scelte pastorali e politiche (e intellettuali), e tra i metodi dell'un campo con quelli dell'altro, sia proprio LA questione.

Oltre al merito delle singole posizioni e scelte.
Ovviamente la mia posizione e la mia "paranoia" sul povero ex cardinal vicario è opinabile.

Alberto ha detto...

La verità, è evidente, non ce l'ha in tasca nessuno.

Io riconosco le argomentazioni intelligenti di chi, come Anonimo, rileva l'ambiguità (e l'insipienza) di chi nel PD ha deciso le candidature e poi, come nel Lazio, ha abbandonato a se stessi i candidati esterni al partito prenotandone di fatto la sconfitta.
Mentre non concordo con certi paragoni banalizzanti, tipo Bonino=Thatcher (o Polverini=Veltroni). L'oligopolismo italiano prospera anche grazie all'incapacità di buona parte della sinistra di distinguere tra liberalizzazioni e privatizzazioni, tra concorrenza e legge della giungla e via dicendo.

Quanto alla Bonino, non me la sono sposata e non mi appartiene come cultura politica, ma da cittadino e contribuente mi sarebbe piaciuto assistere all'esperimento di una persona onesta e rigorosa alla gestione della sanità del Lazio dopo i vari Storace e Marrazzo.

Ora invece assisto allo spettacolo lugubre dei governatori leghisti che fanno le guardie svizzere e a quello surreale della Polverini che difende la 194 e la RU-486 sotto il naso del Vaticano, a onta (e alla faccia) di chi l'ha votata per scongiurare il demone radicale, senza sapere neppure chi era.
Davvero con la politica italiana non c'è mai il rischio di annoiarsi...

Anonimo ha detto...

I miei ultimi tre post riguardano la Settimana Santa, l'ultimo è un "lapidario" (in tutti i sensi) augurio di "rinascita" nella fede in Cristo. Buona Pasqua!

torietoreri
www.torietoreri.splinder.com