16 dicembre 2009

l'essenza del cristianesimo

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Poche e mirate riflessioni, basilari. Un'ottantina di "paginette" scritte in un italiano d'epoca e qua e là ostiche, per uno che non mastichi teologia. Ma la tesi di fondo è molto chiara.

L'essenza del cristianesimo (che è anche il titolo del volume in questione), secondo Romano Guardini, è Gesù Cristo. E la relazione con questa Persona. Punto.
E questo per me è la chiave di volta per non confondere l'esperienza di fede con una formazione ideologica, in nessuna direzione.

"Non c'è alcuna dottrina, alcuna struttura di valori morali, alcun atteggiamento religioso od ordine di vita , che possa venire separato dalla persona di Cristo, e dei quali poi si possa dire che siano l'essenza del cristianesimo. Il cristianesimo è Egli stesso; ciò che per mezzo suo perviene agli uomini, e la relazione che per mezzo suo l'uomo può avere con Dio.Un contenuto dottrinale è cristiano in quanto viene dalla sua bocca.L'esistenza è cristiana in quanto il suo movimento è determinato da Lui. In tutto ciò che voglia essere cristiano, Egli deve essere compresente".

Dallo svolgersi delle sue argomentazioni, si capisce che non doveva essere una tesi scontata. Tutto sommato, non lo è nemmeno oggi, se si fuoriesce dalla dichiarazioni di principio e da certi sorrisetti saputi di certi cristianoni, con o senza (collare).

E colpisce che Guardini arrivi già nel 1938 a porre così le basi dello spirito del Concilio Vaticano II.
Un Concilio, come mi pare abbia giustamente detto Benedetto XVI, che deve ancora cominciare a offrire alla Chiesa e al mondo i suoi frutti migliori, quelli più maturi. Presi come siamo ancora in una transizione tra gli eccessi di alcuni primi entusiasmi "rivoluzionari" post-concilio e certe rigidità dense di paura, più che di fede, anche di stampo pre-conciliare.

Non avevo mai letto nulla di Romano Guardini, intimorito da una certa austerità delle etichette che qualche volta ho visto appiccicargli strumentalmente addosso. Trovarlo in libreria (un vecchio acquisto di mia moglie, prima di conoscerci) è stata una bella scoperta.

9 commenti:

il moralista ha detto...

Alla luce della venuta di Gesù (incarnazione, morte e resurrezione), Guardini scrive che "a tutta la creazione è richiesto di rinunciare alla sua - apparente - autonomia e di mettersi sotto la signoria di una persona concreta, cioè di Gesù Cristo, e di fare di ciò la propria norma decisiva. Dal punto di vista della logica questo è un paradosso. (...) Poiché l'accettare una legge generale che si è dimostrata giusta - sia essa una legge della natura o del pensiero o della moralità - non è difficile per la persona. (...) Ma all'esigenza di riconoscere un' "altra" persona come legge suprema... della propria esistenza, la persona contrasta con vivacità elementare...”.

Questa è una delle "sfumature" che mi fa sempre mettere in secondo piano gli ormai famosi "principi non negoziabili" con cui di primo acchito la Chiesa italiana negli ultimi anni si è presentata al pubblico. Diciamo che, secondo me, non è stata almeno una buona soluzione di comunicazione (dell'essenza del cristianesimo).

Marcello ha detto...

Non abbiamo tempo per occuparci di questo tal Gesù di cui parli, moralista: siamo occupati a difendere i "valori", noi!
E poi non venirci a dire che dobbiamo pure credere in Dio perché è un impegno troppo grosso.

Anonimo ha detto...

Sottoscrivo post e commenti!
Inizio a farVi gli auguri più affettuosi di BUON NATALE, intesi come so che tu li intendi!
torietoreri
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Paolo ha detto...

Grazie perchè hai ricordato una cosa semplice: il centro del "cristianesimo" è Cristo!

il moralista ha detto...

dici che mi sono dilungato troppo? :D

Marcello ha detto...

Caro moralista, Berlusconi ha appena scritto una lettera al papa con la quale lo informa che "i valori cristiani testimoniati dal Pontefice sono sempre presenti nell'azione del Governo da me presieduto".
I "valori cristiani"...
Attendo da anni un elenco dettagliato di quali siano questi "valori cristiani". Moralista, aiutami tu.

hagrid ha detto...

E' la proprietà transitiva degli edifici ecclesistici che gli fa dire certe cose.
Buon Natale a tutti.

Anonimo ha detto...

Il "Natale non banale" che descrivo nel mio ultimo post, lo auguro di cuore a te a ai tuoi cari.
torietoreri
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lycopodium ha detto...

Dice il Moralista: "E colpisce che Guardini arrivi già nel 1938 a porre così le basi dello spirito del Concilio Vaticano II." Io aggiungerei: di quello vero, non di quello presunto tale. Se leggi certi autori di Concilium veeerdrai la differenza. Anzi, non leggerli, continua con Guardini, Ratzinger, Tremblay che non vendono "pisci pudesciu".