23 marzo 2009

condannare o sperare?

"Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui". (Gv 3, 14-21)

Il Vangelo della IV domenica di Quaresima (Gesù sta parlando con Nicodemo, uno dei notabili Giudei, fariseo, che lo andava a visitare di notte per non farsi "beccare" dai suoi) è davvero una buona notizia per me oggi (e per te)?

L'ho ascoltato in uno dei miei periodi di fatica. Di tentazione. In cui tante cose, scelte personali e familiari, piccole e grandi situazioni quotidiane, mi sembrano grossi investimenti senza profitto.

In questi periodi, in cui il maligno gioca sapiente con le mie debolezze, la mia frustrazione si nutre ingorda anche delle piccole o grandi miserie della nostra società (tra le piccole, ma significative, ad es., vedi ennesima ricostruzione del caso Europa 7, fatta ieri da Report).

Come guardare da cristiano queste cose, come attraversarle o anche solo come passeggiarci accanto? Con quali occhi fotografarle, con quali parole commentarle, con quali gesti possibili distanziarsene?

Credo in un Cristo che condanna, quello di tutti gli estremismi ideologici - e così fa salva la mia coscienza, accarezza la mia frustrazione - o in un Cristo che salva?

Condannare o sperare? Con-dannarsi (...) o donarsi?
La risposta in genere esce troppo veloce e facile dalla penna dei "buoni cattolici" come me. Invece, la domanda vorrei portarmela nel cuore fino a Pasqua. La mia piccola Passione.

ps. capite bene che questi sono momenti chiave per un "moralista".

(foto nemomemini/flickr)

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche io voglio lasciare un bel commento moralista:

come diceva un anziano sacerdote "non esistono pecore nere o pecore bianche...siamo tutti a strisce". Comunque la mia personale ricetta di fronte a queste cose è circondarmi di esempi belli, che mi fanno sperare. Il male parla sempre al megafono....allora è importante ricordarsi del bene (che spesso si nasconde pudico).


Comunque grazie moralista per il tuo blog, mi piace molto!
ciao

Pollianna

il moralista ha detto...

Benvenuta, Pollianna, e grazie a te per la condivisione...

ps. in auto ascolto sempre con i miei figli un cd di sigle dei vecchi cartoni animati. il tuo nick ha già fatto partire "il motivetto" ;)

Paolo ha detto...

Una volta ho sentito dire che "L'importante è seminare, poco, molto, tutto il seme della speranza". Sperare, sperare sempre perchè tutto posso in colui che mi da forza!

Giuseppe Sbardella ha detto...

Ciao Moralista. Anche io ho la tua stessa tentazione, poi, con fatica (grande!!) mi ricordo del Servo di Dio di Isaia che non spegneva il lucignolo fumigante...
La mia mamma Chiara Lubich raccomandava: Ricominciare sempre!

Ciao, un abbraccio

Anonimo ha detto...

A Pollianna: preferisco le strisce nerazzurre alle bianconere, anche sulle pecore!
A parte gli scherzi, dovremmo meditare molto questo passo del Vangelo, ove il mondo viene considerato da salvare.
Paolo VI, alla fine del suo testamento, scrive: "Il mondo: non si creda di giovargli assumendone i pensieri, i costumi, i gusti, ma studiandolo, amandolo, servendolo."
torietoreri
www.torietoreri.splinder.com

don Mario Aversano ha detto...

Credo che condannare sia sempre molto facile. Sperare invece è la scelta più drammatica che un uomo possa fare. Nella speranza uno non finge di non vedere le cose che non vanno, ma decide che quelle cose non sono legittimate a fermarlo.
Ciao Simone!!

il moralista ha detto...

grazie, don Mario