05 settembre 2008

ma che ci sposiamo a-ffare?

L'ultima occasione per tornare a rifletterci è un recente articolo uscito su Repubblica.

Il tema è: ma chi ce lo fa fare a sposarci, se il nostro sistema di servizi pubblici e sociali, il fisco, il mondo dell'impresa e la vulgata (dalla cassiera del supermercato che vede i tuoi tre figli e ti guarda come un extraterrestre al tuo capufficio) valutano il matrimonio e la famiglia come un handicap che non merita aiuto?

Raccolgo e rilancio allora la provocazione di un amico. Lui l'ha scritta così:

"Chi crede nel matrimonio (come istituzione sociale ma soprattutto come scelta di vita e di fede) e fa figli deve pagare tutto, anche per chi non paga furbamente. Chi crede nel matrimonio, non si separa per trarne vantaggi mondani.

Intanto i furbi però ti passano avanti all'asilo nido, pagano meno tasse, etc etc.

Il governo non ti tutela dai furbi (...), non fa leggi tipo "quoziente familiare", dice che costerebbe troppo. Ma quanto costerebbe al governo se tutti (tanti) cattolici sposati con prole a carico fossero "autorizzati" (dalla Cei) a separarsi civilmente per "risparmiare" come già fanno i troppi furbi italiani (forse questi sono tutti non cattolici???) e prendersi da soli il "quoziente" familiare che il governo non vuole o non può concedere?
Probabilmente anche di più dei 6 miliardi che costerebbe il quoziente familiare.
Quindi parrebbe un affare concederlo a quel punto, pur di far tornare tutto nella normalità.
Forse è ora di smettere di lasciar fare i furbi... ".

Con questa provocazione inauguro un altro tag/rubrica del mio blog: Cose di famiglia.

Perchè di famiglia se ne parla davvero tanto (strumentalmente a volte, anche nella Chiesa e dintorni) ma qualche volta non si capisce di chi, in carne e ossa, si parla e dove si va a parare... W il matrimonio!

ps. a proposito di famiglia, vi linko un post mooolto "moralista"!

(foto di firing_tower/Flickr)

4 commenti:

Marcello ha detto...

Moralista! Arieccomi. Hai sentito che ha detto er papa? Serve un "nuova generazione di laici cristiani impegnati" che si impegni con "rigore morale". Due considerazioni. Primo, la gran parte della stampa cita la frase sostituendo "cristiani" con "cattolici" e qui ci sarebbe da andare a fondo, ma io mi limito a dire "e bravo benedetto" (in politica quando si dice "cattolici" mi vengono brutti pensieri). Secondo, ho pensato a te... "rigore morale"... facile, no?

il moralista ha detto...

bravo! ci stavo preparando un post... ma lascio il tuo commento che dice tutto... compresa la sindrome dislessica di certi giornalisti e titolisti... la frase del Papa è comunque evocativa ma l'ha detta in altro modo...

matteo ha detto...

ero già intervenuto in un altro tuo post, qualche giorno addietro, ma probabilmente non sono bravo a lasciare il segno.

E' straordinario, come mi ritrovo all'unisono con il tuo post sulla famiglia.

Io mi sono permesso di postare sul mio blog, lo stralcio di un editoriale sulla famiglia del vicegerente Moretti, facendomi qualche domanda a cui nessuno ha trovato risposta, men che mai il Moretti, che fa finta di rimanere deluso delle risposte politiche,..... perchè l'editoriale gli toccava scriverlo.....
ciao
matteo da roma

il moralista ha detto...

caro matteo, non voglio fare polemica con Moretti e con chi egli rappresenta (magari col nuovo Vicario di Roma tirerà un'altra aria...)... nel tuo posto sottolinei bene alcune contraddizioni evidenti... francamente credo che la Chiesa tutta (anche quella più "illuminata", se così si può dire) fa grande fatica a reinterpretare correttamente il ruolo del matrimonio e della famigali nella vita della comunità cristiana tutta e della società in cui dovrebbe essere lievito. Da qui nascono tutte le contraddizioni che sollevi e anche molte altre più "da addetti ai lavori"... ne vorrò parlare diffusamente in questa nuova annata del blog...