13 novembre 2007

la retorica stanca

Volevo scrivere qualcosa di utile (?) e non banale sull'omicidio di Gabriele Sandri. Ma siccome siamo un popolo di blogger e editorialisti, ho capito che sarebbe stato quasi impossibile non ripetere il già detto o il già pensato.

Allora, solo per dire che la cosa mi ha fatto ovviamente riflettere e per non rimuovere anche quel briciolo di presa di coscienza che queste cose ancora producono, vi suggerisco questo pezzo di Massimo Gramellini. Mi rappresenta abbastanza. Lo trovo assolutamente "moralista".

Solo una nota. Ad un certo punto, pur in una forma accettabile, anche Gramellini "mi" cade in qualche modo nella retorica della "maggioranza buona" presa ostaggio da una " sparuta minoranza violenta". E così di seguito per i tifosi, i poliziotti, i figli, i politici, gli italiani...

La retorica, appunto assai italica e da cattolicesimo della domenica, del "non si può generalizzare" produce un'inerzia sociale, politica e soprattutto personale che non digerisco più.

Non lo posso più sentire questo giochino, in nessuna situazione.

Lo trovo poco aderente alla realtà e molto farisaico.

Ma oggi, forse, sono solo di cattivo umore.

ps. aggiornamento del 16 novembre. Tanto per la
cronaca...

5 commenti:

PDBmaster ha detto...

A me l'articolo non sembra male. Che c'è che non va?

il moralista... ha detto...

... infatti, l'articolo mi piace e come ho scritto, mi ci riconosco al 99%... mi ha fatto saltare la mosca al naso quell'accenno pur minimo a quella che io chiamo "retorica della maggioranza". Sia chiaro, è molto più diffusa altrove, ma era un modo per sollevare la questione.

Anonimo ha detto...

Come si può essere di buon umore con i tempi che corrono?
Occorre rimboccarsi le maniche e collaborare per favorire un cambiamento di rotta, per tutti!
(la famosa metanoia evangelica)

Ciao e grazie del tuo commento!

AnnaV

Marcello ha detto...

Caro moralista, per me la retorica è insopportabile in tre casi. Primo: quando dice una cosa vera, banale e inutile (nel traffico di Roma, sull'autobus: "der traffico l'autisti nun c'hanno corpa"). Secondo: quando afferma buone intenzioni che neanche il "retore" stesso applica ("c'hanno corpa quelli che pijano le machine"). Terzo: quando afferma concetti astratti e quindi inutili ("c'hanno corpa li politici"). Questo caso che ci presenti tu a quale categoria appartiene?

il moralista... ha detto...

non so... a me ne viene in mente un quarto: la retorica di chi non si assume le proprie responsabilità ("lascio per abitudine la macchina in seconda fila che blocca l'autobus e il traffico... ma tanto fanno tutti così")