09 luglio 2012

un po' meno Mario Bros, grazie


Ho recuperato di recente questa frase di Chesterton: "A forza di fare uomini pratici, abbiamo fatto solo uomini mediocri. Una buona pratica ha bisogno di una buona teoria".

Non sono un letterato: la citazione, ahimé, la ignoravo e l'ho rubata alla ricerca di un amico. E, aggiungo subito, ho chiaramente un problema personale, un conflitto di interessi con la questione: sono un tipo che non sa da che parte cominciare se deve aggiustare il pensile che ha ceduto di schianto in cucina.

In una gamma molto ampia, che va dagli infaticabili benemeriti fino ai più meschini praticoni, dagli eroici (e lo dico con zero sarcasmo) superman della carità h24 ai furbetti di Curia ma anche di parrocchietta, ho la sensazione che anche nella chiesa almeno negli ultimi 30 anni siano stati preferiti - e quindi, nel tempo, formati - sempre e comunque quelli che fanno a prescindere (purché facciano) a quelli che pensano.
E qui, senza prescindere; anzi, meglio quelli che pensano e scrivono tutti in un certo modo, e con certe paroline chiave. Non necessariamente brillanti, profetiche e poetiche, ma rassicuranti.



9 commenti:

Marcello ha detto...

Hai scritto una "cosa di destra"?

il moralista ha detto...

Ho scritto una cosa di destra?

Marcello ha detto...

In caso, di quella destra liberale e illuminata che, pur turandosi il naso, alla fine però si allea sempre con i peggiori.
La mia è solo un'ipotesi.
Potresti in verità anche aver scritto qualcosa di sinistra. Ma si tratterebbe di quella sinistra (sempre molto minoritaria) un po' malinconica, che si tiene in vita solo per non confondersi con gli altri, ma che è in fondo profondamente convinta di non avere alcuna speranza di poter influire sulla società.

il moralista ha detto...

forse non si coglie il fatto che io non postulo affatto l'assenza dai luoghi di potere (se questo è il senso dell'obiezione)...

Ma è il profilo (e il curriculum) umano e spirituale preferito per i "nostri" in certe situazioni che oltre a non convincermi non credo manco sia stato efficace

Marcello ha detto...

Il pratico Vallini al posto del raffinato Ruini è un caso che contempli?

il moralista ha detto...

nel post originale c'erano due righe due di riferimento al "Progetto culturale"... erano dopo la parte in cui scrivo che quelli che pensano, invece, non vanno bene a prescindere come quelli che sanno fare.
Le ho tolte perché, pur immaginando l'obiezione, avrei portato l'eventuale dibattito solo sull'ennesima polemica su Ruini.

A parte che Vallini è criticato (un po' da tutti) per il fatto di essere un autoritario ma "poco praticone".

Diciamo che la raffinatezza di Ruini è stata un bel cavallo di Troia... secondo me, non ha promosso l'idea di pensiero cui alludo qui: semmai un bel pacchettino di convegni su covegni e due/tre parole d'ordine belle chiare + diverse indicazioni spicce su qualche "homo praticus" da tenersi buono al posto giusto, con l'illusione di poter poi governare (in politica) i praticoni esperti di cose del mondo...
Ma qui rispondo di pancia.

Mi piacerebbe avere un quadro più sereno dei semi sparsi dal Progetto culturale. Credo che ce ne siano senz'altro.

Purtroppo resta negli orecchi e negli occhi sempre e solo la prima linea di comunicazione della "gioiosa macchina da guerra" di Ruini: che è stata molto a lungo sovraesposta e monocorde.

fab ha detto...

basta infatti guardare ai santi: spesso grandi menti, ma anche grandi operatori. Le due cose insieme, appunto.

Anonimo ha detto...

Ci sarebbe da dire, con Pier Capponi, da parte di un palermitano: voi suonerete i vostri Ruini, noi i nostri "Padre Puglisi"; in verità, non abbiamo bisogno di "progetti culturali", ma di "cultura dei progetti": dare del Vangelo cioè l'annunzio e l'attuazione. Padre Puglisi, che ho avuto la grazia di conoscere e di avere come amico, credeva profondamente nel laicato, e non si sarebbe sognato di sostituirsi ad esso nei suoi progetti attuativi e nei suoi compiti specifici. Ma credeva nel suo essere profondamente prete, e per questo ha testimoniato fino in fondo Cristo e il Suo Vangelo.
P.S.: da palermitano, mi vanto per Padre Puglisi, ma mi vergono per ben altro... Dobbiamo tutti pregare e lavorare per diventare degni di tale concittadino.
torietoreri
www.torietoreri.wordpress.com

il moralista ha detto...

direi che abbiamo bisogno di un buon numero di "padripuglisi" e di tanti (non tutti possono essere "padripuglisi") che almeno almeno si mettono sulla strada di una conversione profonda del prorpio cuore. E quindi poi di pensiero e azione.

Un punto di partenza per una vera mediazione tra fede e "mondo" (per "cambiare il mondo") che resta prioritario.