30 aprile 2010

Un Volto, 100 volti

Cercavo un Volto, "il Volto dei volti". Ne ho trovati 100.

Premessa.

Come annunciato "il moralista" (con moglie a seguito) ha vissuto il suo primo pellegrinaggio.
Dopo circa due ore di fila (si era di sabato), in silenzio (almeno noi due), mi sono potuto fermare tre minuti davanti alla Sindone, all'interno del Duomo di Torino. Tre minuti intensi, in cui anche la mia capoccia a rotelle (molto rumorose e arrugginite in questa fase della mia vita), per un attimo, si è collegata al cuore. Mi sono emozionato. Cercando di fissare lo sguardo nel volto di quell'uomo, cadavere, dal corpo martoriato, ho avuto un brivido. E mi ha colpito tantissimo la parte meno nota del corpo della Sindone, ossia la schiena lacerata di colpi e la nuca...

Chi è stato avvolto in quel telo? La Sindone è... proprio quel sudario?
La mia personale esperienza di fede non è condizionata da queste domande. Né dalle risposte (nessuna ancora definitiva e convincente). Credo che le superi. Ma, senza cinismo, mi tengo il mistero. E di fronte al mistero, ho pregato.
Ci sono domande che molti fanno, anche sulla Sindone, che non vogliono davvero ricevere risposta, che non sono domande. Non c'è ricerca. Chi non cerca davvero, non vuole trovare. E quel telo poi non è la "cosa" da cercare.

Io cercavo un Volto. E cercandolo, ho trovato 100 volti di Chiesa (comunità), persone sconosciute che ci hanno accolto, come "gente di casa". Nel Villaggio giovani allestito nel Seminario Minore di Torino (un progetto di seminario particolare, che meriterebbe un altro post)... ci siamo sentiti a casa.

Un Volto, 100 volti. Chiesa mistica e concreta allo stesso tempo, Chiesa serva e madre. Una Chiesa viva, fatta di storie di fede e persone vere e distinte.
Poche chiacchiere e zero enfasi spiritualeggiante, accoglienza, assoluta ortodossia cattolica (state sereni...), Parola e mensa (quotidiana e eucaristica) condivise e... senza giocare "col catenaccio" da principi non negoziabili... In Cristo.
Grazie!

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Anch'io sono stata a Torino, domenica scorsa, a visitare il sacro lenzuolo. la visita per me si è svolta su due direttrici, lo sguardo degli occhi e lo sguardo del cuore. E' molto forte il dibattito attuale su cosa vedi, ma il punto centrale a mio avviso è sul come guardi, se il quella visione cerchi una spiegazione o cerchi qualcuno. Io sono andata per cercare un volto, un'immagine di una persona, e non l'ho trovata, Dio è invisibile, la storia di Dio è il suo essere nascosto, ma il mio cercarLo, questa ricerca spasmodica di trovarLo, ecco questo ha illuminato ciò che il mio cuore ha visto, il fatto di cercarlo è già un vederlo, pur rimanendo invisibile agli occhi. allora la mia visita al sacro lenzuolo è stata tutta la preparazione prima, è stata l'attesa di ciò che cercavo, è quello che mi porto dentro, pur non avendolo lì visto avevo anche un problema con le lenti.Ho visto l'opacità della mia fede, però sono contenta di aver compreso che la mia mia fede sta nel cercarlo non già nell'averlo trovato.
Francesca

don Mario Aversano ha detto...

Carissimo Simone, un Volto, 100 Volti! E aggiungo il Volto di un fratello, come te, come me, come noi.
Di Gesù mi affascina moltissimo il fatto che si faccia fratello, che ci cerchi come suoi familiari. E per questo stesso mistero Egli si rivela fratello, Emmanuele, Dio con noi, nei fratelli che sono suo sacramento.
Grazie per aver voluto condividere con noi il sacramento della fraternità.

holdenC ha detto...

che cose belle che racconti simò, mi fai sempre riaccendere la spia della speranza quando è buio

il moralista ha detto...

eeee... co' gli altri so' un fenomeno! ;)

ps. quando la trovi (la spia), ogni tanto dammi conferma!!!