23 aprile 2009

il fattore K

In un periodo di scarsissima vena, mi tocca ripiegare su un argomento leggero (?) e davvero moralista.

A volte basta mettere un po' di "K" per svoltare... pensate se quel noto calciatore brasiliano avesse due "C" nel cognome invece che due aristocratiche "K"...

Qualcuno ricorderà il clamore (brevissimo) creato dal presidente boliviano Evo Morales che si fece immortalare in un'occasione ufficiale mentre masticava foglie di coca. Lui sono anni che "affronta" l'argomento (la multinazionale che produce quella nota bevanda nera a bollicine è sostanzialmente l'unico importatore autorizzato di foglie di coca, dice) e divenne per mezza giornata una "irresponsabile provocazione".
Sarà che è un po' comunista (dicono) e a loro queste cose - semmai fosse - non sono consentite.

Devo tranquillizzare i puritani come me sul fatto che una cosa sono le foglie di coca, un'altra la cocaina, che nasce da una lavorazione di un alcaloide etc etc? Bene, l'ho fatto.
Tra le proprietà delle foglie di coca, masticate a lungo, quella di aiutare a resistere alla fatica, soprattutto ad altezze elevate, quindi in condizioni di poca ossigenazione. Di qui la "buona pratica" di quelle lontane genti.

Ma perché tutto 'sto preambolo?

Perché ora ho sentito circolare per radio la pubblicità della bevanda K Drink (acqua ghiacciata e estratto di foglie di coca, al netto di altre amenità) e dicono pure che comprarla dà un'alternativa ai cocaleros (quelli che la piantano nei campi e hanno votato Morales, che è stato un cocalero anche lui) piuttosto che restare manodopera al soldo dei trafficanti di morte.
Del prodotto, e di similari, in realtà se ne parlava già nel 2004. Ma in Europa venne poi lanciato con un nome un po' troppo esplicito, ché siamo duri di cervice: "Cocaine".
E non venne concessa licenza... Che voi fa?

Ora, c'è K Drink. Con il "K" salvagente.

Io sono contento se l'intento socio-economico ha un barlume di verità (anche se temo che il mercato dei due prodotti sia tragicamente sproporzionato) e ammetto di avere un pregiudizio moralista su tutte queste bevande "energetiche", quelle che "mettono le ali", per capirci...

Ma perché se sono così buoni (tanto che si sono lanciati sul mercato dimostrando gli effetti nefasti della alcolica Red Bull), nello spot non ne parlano proprio della loro bontà?

E alludono chiaro chiaro a quanto fa diventare "gajardissimi" 'sta K che c'hanno messo dentro?

12 commenti:

don Mario Aversano ha detto...

E' proprio negli argomenti "leggeri" che si vede se uno è moralista fin dentro le midolla. Prova superata egregiamente!!!!

Inzomma, ci vorresti dire che non ci si è spostati affatto dal problema di mentalità che agita i nostri tempi e che serve la cuasa di ogni sostanza K...
...mettere le ali.

Il doping è un problema di cervello..

il moralista ha detto...

e non so se hai notato... quanto sono stato prolisso!

e io che ti ho anche fatto... la morale... editoriale!

don Mario Aversano ha detto...

..eh eh..i propri difetti sono sempre i più visibili nella vita dell'altro!

Anonimo ha detto...

Hai fatto la morales.... ;)


Luca Gras

il moralista ha detto...

grasselli, il matrimonio ti "mette le ali"!

Marcello ha detto...

In tema di droghe, l’antiproibizionismo mi tenta molto… sono quasi un antiproibizionista.
Diciamo che sarebbe bello poter vietare le “schifezze” (immagino una bella legge per vietare i terremoti, le eruzioni vulcaniche o la forfora!), ma non sempre queste leggi hanno un effetto. Il
proibizionismo in materia di droghe finora non ha mai funzionato. Che fare?
Certo, l’ipocrisia del “K” non aiuta…
Da oggi in ogni caso chiamatemi Markello.

il moralista ha detto...

caro Markello "l'antiproibizionista"... hai pensato poi come diventerebbe il tuo cognome?

Paolo ha detto...

Da molti decenni c'è un antiproibizionismo "di fatto" (in Italia "realmente" non è vietato nulla!). Ecco perchè, purtoppo, non ci facciamo più caso....

il moralista ha detto...

mah... non so Paolo se il problema sta nel proibire o meno... credo che stia soprattutto nel non prendersi in giro sulla "sostanza" delle cose.

marta09 ha detto...

E' tutto vero, ma spezzo una lancia in favore di quelli che, onestamente non ne sanno nulla di 'sta cavolo di "K".
Quelli che sono così stanchi che vorrebbero fare di più (magari hanno malati terminali in casa o figli con handicap ... o devono lavorare il doppio per poter pagare una casa e gli studi dei figli).
Penso a questi che sono sfibrati e che in qualsiasi cosa dia loro forza per andare avanti (sempre che non si parli di droga o eccitanti chimici) vedono un aiuto.
Non sanno, davvero, non sanno di assumere comunque una droga e si fidano, semplicemente si fidano.

La morale la farei a coloro che mettono in commercio certi pericoli, la morale feroce la farei ai pubblicitari (se mio figlio diventa così lo rovescio come un calzino), la morale la farei anche a quelli che sanno e non dicono.

il moralista ha detto...

perché, marta09, non si capiva che la morale la facevo proprio a quelli che dici tu? :)

marta06 ha detto...

certo che si capisce ... sono io che sono tonta!!! :-(

Solo che nel caso il "moralismo" sconfinasse o venisse inteso rivolto anche agli "utenti" del fattore "K" - per non sapere né leggere né scrivere - ho preferito fare una figuraccia.
C'è sempre il pericolo dell'intepretazione di qualcosa di sentito o letto che spesso "vira" paurosamente da un'altra parte.

Che ci vuoi fare ... insisto ad essere così "poca"!!!

Ma sei stato chiarissimo, davvero!