19 giugno 2008

onestà disumana

"La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta"

Un amico dice: "Cioè, essere perfettamente onesti (e quindi "moralisti", sogghigna lui) è disumano!". Un po' sì...

Però, io dico soprattutto che Asimov è un campione di moralismo con un grande senso del sarcasmo sull'umanità.

Fate voi...

ps. Asimov è uno dei miei miti. Se ha avuto una vita dissoluta e discutibile non lo so. E non lo voglio sapere... Chiaro!!!

4 commenti:

Marcello ha detto...

Mettiamola così, l’Uomo ha quel piccolo difetto che si chiama “peccato originale”; tutta colpa della sua condizione di libertà; ora il computer non è libero e quindi… però, c’è un “però” (rileggersi il Credo): l’Incarnazione, il Battesimo, la Resurrezione.
San Tommaso diceva : “L'unigenito [...] Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, fatto uomo, facesse gli uomini dei”. Insomma, c’è speranza pure per noi umani/liberi. Il compito dei moralisti è quello di ricordarci che l’onestà umana deve e può essere (direbbe un matematico) un “limite tendente all’infinito”.

Alessandro Iapino ha detto...

mi dispiace ma non sono d'accordo sulla definizione matematica dell'onestà (o maralismo) come limite tendente all'infinito. No, la vita umana (e quindi l'incarnazione) è molto più scandalosamente contraddittoria di una linea che tende all'infinito. Se no non si capirebbe perchè i peccatori ci precederanno in paradiso.

Detto ciò, sulla vita privata di Asimov posso solo dire che pare fosse - così dicono - uno scaccolatore pazzo!

il moralista ha detto...

gli scaccolatori sono "brava ggente"

Marcello ha detto...

I peccatori ci precederannno in paradiso proprio perché "limite tendente". Siamo noi che ci crediamo "infinito" (già da adesso) che arriviamo secondi (o che andremo all'inferno). D'altronde la promessa del celebre serpente ("sarete come Dio") era bugiarda perché faceva credere che questo dipendesse dall'Uomo e non da Dio. Insomma, onesti sì, ma per grazia divina, non per meriti umani.