03 maggio 2008

io mi sento sicuro

Io mi sento sicuro...

... quando mi ricordo - perchè se no, che importa essere cristiani? - che Dio mi ama come un Figlio prediletto: "Non abbiate paura. Io sono con voi tutti i giorni".

... quando mia moglie, finita la giornata, mi guarda e mi abbraccia.

... quando i miei figli li vedo sereni perchè sanno che loro padre, con tuttti i suoi limiti e fino a quando Dio vorrà, sarà con loro. Se vorranno, quando vorranno.

...quando percepisco che chi mi sta intorno non le sta studiando tutte per fregarmi (direttamente o indirettamente). E non mi dice: "Ma tanto, fanno tutti così".

... quando il mio vicino di casa mi saluta e mi sorride anche se non ci conosciamo: un giorno potrò aver bisogno del suo aiuto. Lui, del mio.

... quando vedo quel mio collega, con cui non ci troviamo mai d'accordo, aiutarmi e collaborare comunque, ciascuno portando il suo, con rispetto

... quando vedo Tizio e Caio, dedicare del tempo a chi ha bisogno. Non perchè "è la mia ora di volontariato settimanale" o perché "così mi metto a posto la coscienza". Ma perchè vogliono ringraziare Qualcuno per il dono della vita ricevuto.

Potrei continuare. Anzi, se volete, continuate voi.

p.s. quando ci affanniamo alla ricerca di "sicurezze", e questo ci fa calpestare le persone, mostriamo di dimenticare quanto sa essere concreta la Provvidenza di Dio. Se uno ci crede..."E quando si dirà: 'Pace e sicurezza', allora d`improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà". (Ts 5, 3)

(foto di rpongsaj/flickr)


19 commenti:

Anonimo ha detto...

Da cristiano, mi chiedo cosa sia per me la "sicurezza", e cos'era per le prime comunità di credenti. La sicurezza era soltanto l'abbandono fiducioso in Dio; l'abitazione, gli averi, lo stesso lavoro erano considerati beni nella misura in cui potevano essere condivisi. Non dico che in una società laica non si debbano prendere misure di ordine e di legalità. Ma i cristiani in essa dovrebbero costituire, come è loro proprio, un "segno di contraddzione", nell'affermare con le parole e con la vita che la propria "autorealizzazione" deve essere subordinata alla condivisione. Se così fosse, anche in politica avremmo avuto qualche voto leghista in meno, almeno da parte dei cristiani che avessero fatto un po' di esame di coscienza sulla loro fede.
torietoreri

Anonimo ha detto...

Io mi sento sicura quando penso che ho degli amici, pochi, su cui posso contare e che mi accettano così come sono: sono la mia rete di protezione.

Io mi sento sicura quando penso che Dio non si stanca di me e mi ama perchè "sono preziosa ai suoi occhi".

Io mi sento sicura quando qualcuno dei miei mi dice "grazie" e questo mi ricompensa delle stanchezze.

Io mi sento sicura quando riusciamo ad essere a tavola tutti e quattro ( cosa molto rara!) e vedo che sono fortunata ad avere intorno a me tanto amore.

Io mi sento sicura quando ho telefonato a mio marito in lacrime perchè avevo litigato col mio migliore amico e lui è venuto subito a casa e non mi ha preso in giro.

p.s. Bellissimo questo post! Hai avuto un'ottima idea! Buona domenica.
Mirella

il moralista ha detto...

grazie a tori e mirella. Lui tocca gli aspetti ecclesio-sociali, lei quelli intimi e familiari... grazie.

holdenC ha detto...

Io mi sento sicuro quando mio figlio mi abbraccia. E certe volte, quando succede, sento che davvero Dio mi ama come io amo il mio pupo.

Luca Grasselli ha detto...

Complimenti, penso che questo post sia il tuo capolavoro.

il moralista ha detto...

grazie Luca. In effetti, per me è una sintesi di tante cose su cui si potrebbe sproloquiare per ore...

clo ha detto...

Caro Moralista io sono assolutamente paurosa! Ho paure della follia imperante che sembra avere contaggiato un po' tutti a questo mondo. E sali sull'autobus e trovi lo schizzofrenico che parla da solo e devi fare attenzionen a non pestargli il piede, e sei in macchina e, magari per una piccola inflazione per un parcheggio ti ritrovi con gli occhi neri. C'è troppa violenza..io..sinceramente non gurado negli occhi nessuno quando cammino, evito di stabilire qualsiasi contatto con gli altri esseri umani credimi. Se questo vuol dire non crdere nella bontà dell'uomo, allono no! Non credo nella bontà dell'uomo. Credo che nell'uomo ci sia una parte di cattiveria. Che poi questa sia mediata, rinchiusa e seppellite nel serraio le "bestiacce" da una scelta di vita e conversione continua sicuramente ci sta....altrimenti...senza questa elaborazione e "ri-creazione" che viene dalla grazia santificante non credo che l'uomo sia buono naturalmente.

marcello "impazzito" ha detto...

moralisti!! io, invece, mi sento sicuro in una società senza tasse e senza rumeni, in una società dove le multe si impugnano e se ti beccano non è grave; io mi sento sicuro in una società dove si difendono i valori... basta che siano quelli che dico io; insomma, io alla fine mi sento sicuro quando sbarro la porta di casa e tutti quegli zozzoni restano fuori.

il moralista ha detto...

ma Clodine (lo dico con affetto e comprensione), qual è stato il tempo nella storia in cui il cuore dell'uomo non ha covato il peccato e la violenza?

Qui non si tratta di credere nella bontà dell'uomo, ma in quella del Dio di Gesù Cristo. Che ci mostra cosa l'uomo potrebbe essere, per cosa è stato pensato davvero. Ma non è un Regno dell'aldilà, un'utopia... Il regno di Dio è già in mezzo a noi, potrebbe essere nella scelta che devo fare tra tre secondi: se voglio.
Ma noi continuiamo a non crederci.

Se lo schizofrenico ti (riflessivo) fa paura è perchè accanto a te non trovi (e/o non cerchi?) nessuno che ti dica: "Tranquilla, siamo in due di fronte alla follia"... e anche perchè quello schizofrenico è stato lasciato solo.

Anonimo ha detto...

Io sono una persona realista, e anche la mia fede è ragionata realista e con i piedi a terra. Non vivo sopra le nuvole, in un limbo idealizzato. Amo i miei fratelli,tutti,ci mancherebbe, non c'è una persona che posso dire di non amare, amo anche chi non mi ama e non è retorica, te lo dico sinceramente. Ma tra l'essere caritatevole e l'essere incosciente la differenza credo sia sostanziale! E' ovvio che se mi addentro alla stazione Termini per soccorrere i barboni ci vado quantomeno con un'altra persona e mai da sola, altrimenti rischio di essere "addobbata" e non solo non sono servita a niente ma il buon Dio dall'altra parte mi da' pure un calcio nel sedere e mi dice:" che vuoi da me? Potevi usarla meglio la vita". Sono consapevole della mia fragilità e impotenza, come allo stesso modo sono consapevole che l'amore non basta, perché non bastano le parole e nemmeno i gesti, alla fine è la sostanza che conta,ci vogliono i fatti e di fronte a quelli mi arrendo. Sento la mia impotenza ne sono consapevole e opero il bene dove so di riuscire senza cercare cose più grandi delle mie possibilità perché questo il Signore vuole. Ricordati che è più esigente la carità quando sopporti pazientemente il tuomprossimo più prossimo condividendo pregi e difetti in silenzio, sopportando stoicamente.....

Vado,ho la S.Messa alle 17,30, oggi Supplica alla madonna di Pompei

Ciao!

il moralista ha detto...

ok, mi pare che il realismo non manchi a nessuno qui (nel mio caso, poi, con tre figli piccoli e una moglie che scorazzano per il difficile quartiere Esquilino di Roma)... diciamo che si tenta di andare "oltre"...

e poi, non ci ha scritto invece cosa fa sentire te "sicura". Dai, dopo la Messa (io e Luisa ci siamo sposati il girono della madonna del Rosario).

clo ha detto...

E' mio il post di sopra, non anonimo.

Clodine

lycopodium ha detto...

"... quando metto pace su un certo pianerottolo, allora avrò scritto il post più bello"

versetto apocrifo, non corrispondente a realtà

il moralista ha detto...

lyco, a volte gli apocrifi (vangeli) nascondono ricchezze da riscoprire (a parte le resurrezioni di uccelletti e simili)...

marcello ha detto...

Mi sento sicuro. Ma non dormo la notte se penso ai miei fratelli libanesi, ho gli incubi se penso al Tibet o alla Birmania e non sopporto l'idea che l'Africa non riesca a liberarsi dalle guerre, dagli stupri e dalla fame. Mi sento sicuro. Ma sto male per i miei fratelli torturati, incarcerati senza processo, condannati a morte o costretti all'obbedienza con metodi violenti. Mi sento sicuro. Ma sto male per tutti quei paesi dove la violenza e l'ingiustizia sono talmente "antiche" che oramai non ne parla più nessuno.

il moralista ha detto...

Marcello, sarai il mio ministro degli Esteri.

Anonimo ha detto...

Posso fare la guardasigilli?

il moralista ha detto...

Clodine o Mirella o chi?

clo ha detto...

clodine...