14 marzo 2008

casa e chiesa

"Pace a questa casa, pace a questa casa...".
Ormai è entrato. Non si è presentato, non ha chiesto il nome nè a mia moglie nè quello dei miei figli. Nulla su cosa facciamo nella vita. Si è intrufolato in ogni stanza, senza quel minimo di discrezione essenziale che avrebbe anche un rappresentante della Folletto o qualsiasi, pur intimo, amico.

"Pace a questa casa...". Intanto, va recitando il mantra per la benedizione pasquale, cospargendo d'acqua santa financo le ciabatte polverose nel ripostiglio. Non sia mai.

Nel suo raptus burocratico, si ferma un attimo solo per chiedere a Pietro: "Lo sai che arriva Pasqua? Che fai, ti mangi le uova di cioccolata grandi o quelle piccole?". Pietro, in silenzio, fa una faccia a punto interrogativo come solo lui sa e continua a giocare (tra l'altro Pietro è intollerante al cacao... pensate che felicità).

Il nostro quindi fa marcia indietro lungo il corridoio. Sollievo: finalmente tutte le preziose mura, tutti i venerandi oggetti sono stati benedetti e redenti... Sulla soglia, lascia un cartocino con un'icona e una preghiera e chiede tutto preoccupato a mia moglie: "Ma ci sono tanti cinesi qui nel palazzo, vero?". Che nel palazzo siamo l'unica famiglia giovane con figli (cinesi a parte, ovviamente, eh), non gliene importa. O, più semplicemente, non se ne è accorto.

Don "vattelappesca" - come si chiama non ce lo ha detto - se ne va. Noi sappiamo che è il parroco. Il nostro parroco...

(foto di apesara/flickr)

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti per l'efficienza del vostro parroco....siete proprio fortunati ad averne uno così!
Buon fine settimana a tutta la famiglia
Mirella

Anonimo ha detto...

Come si può a ridurre ad un rito magico un'occasione di annunzio? Si può, si può! Siamo bravissimi a banalizzare tutto, trasformando le "notizie belle" che abbiamo da dare (vedi Vangelo) in insulsaggini rituali. C'è chi le coglie come te, ma c'è chi crede che il cristianesimo sia questo.
torietoreri

holdenC ha detto...

meraviglioso

Alfonso ha detto...

Parroco sì, ma di quale partrocchia (per starne lontani...)

il moralista ha detto...

Alfonso, come recita il titolo del post precedente, si dice il peccato ma non il peccatore... :)comunque, per chi è di Roma e ormai sa dove sono ubicato, non è difficile indovinare la parrocchia... :D

Anonimo ha detto...

Mamma mia. Madre Chiesa mia.

LucaGras

mary&cri ha detto...

mio Dio, moralista, ho appena incontrato una signora del mio palazzo, di quelle praticone della SUA parrocchia e con fare un pò traffichino a mezza bocca mi ha detto: "senti stanno organizzando la benedizione delle case, mi sono permessa di mettere il tuo nome...non ti dispiace vero?" È stato un attimo, mi è comparso il moralista con il suo dito puntato, noooooooooooo!!!! Lei deve aver visto qualcosa nel mio viso: "Vabbé se non vuoi, posso cancellare e poi che te frega chissà quando vengono"
Pace a voi....sigh...sob
P.S. chi ci conosce non solo sa quale parrocchia, ma anche che tipo di parrocchia

il moralista ha detto...

care mary&cri, abbiate il coraggio delle vostre... parrocchie.

Dai, io dico la mia: S. Bibiana all'Esquilino...

Sump ha detto...

Caro moralista,
visto che il concerto d’opera notturno ti aveva divertito, provo a trasformare analogamente anche la vostra disavventura pasquale (con qualche libertà: per esempio, fingo che tu sia stato presente).

1. Sulla soglia appare il parroco. Volenteroso, il moralista canta “Se il mio nome saper voi bramate” (Rossini, “Il barbiere di Siviglia”).
2. Il parroco non risponde nemmeno ed entra deciso. Luisa: “Com’è gentil!” (Donizetti, “Don Pasquale”).
3. Il parroco benedice recitando mantra. Teresa: “Mi stupisco, mi sorprendo” (Rossini, “Il Turco in Italia”).
4. Il parroco fa la battuta sulle uova di Pasqua. Pietro: “E’ scherzo? od è follia?” (Verdi, “Il ballo in maschera”).
5. Miriam, con gli occhi al cielo: “Madre, pietosa Vergine” (Verdi, “La forza del destino”).
6. Il parroco consegna immaginette e ricordini. Il moralista, sognando di tornare per un attimo alla sua giovinezza di calciatore: “Sento, o Dio, che questo piede” (Mozart, “Così fan tutte”).
7. Il parroco fa la battuta sui cinesi. Teresa: “Chi mi frena in tal momento?” (Donizetti, “Lucia di Lammermoor”).
8. Pietro: “Siete un asino calzato” (Donizetti, “Olivo e Pasquale”).
9. Il parroco, finalmente, esce. Mentre Luisa cerca di frenarli, moralista, Teresa e Pietro cantano: “Se t’agguanto, se ti piglio!” (Verdi, “Falstaff”).
10. Il parroco è fuori tiro. Coro finale (Tutti): “Ah, grazie a Dio si rendano” (Mozart, “La clemenza di Tito”).

il moralista ha detto...

Sump, sei geniale... e sappi che il tuo esordio con l'opera è stato apprezzato da diversi lettori... qualcuno è andato pure su YouTube e simili a cercarsi l'audio delle arie che suggerivi...

marcello ha detto...

Mi accodo ai "mamma mia", ma ricordo che anche noi laici abbiamo burocratizzato la nostra fede, pretendendo per l'appunto in molti queste benedizioni apotropaiche. Consiglio a tutti la lettura della benedizione di Dio su Abramo (Genesi 22,17-18) e la lettura dell'esortazione/benedizione di Tobi al figlio (Tobia 4)

Anonimo ha detto...

Buona Pasqua per te e i tuoi cari!
torietoreri