14 giugno 2007

14 punti di rottura

Mi scappa proprio un grosso moralismo... Esco affranto dalla preventivata esclusione della mia seconda figlia dalla graduatoria degli asili nido della mia zona di Roma: 14 miseri (?) punti che nulla possono contro i 207 dell'ultimo bambino ammesso... neanche a sperare nella lista d'attesa.

Voi direte? E vabbè, c'hai un sacco di soldi, vuoi pure mandare tuo figlio/a all'asilo pubblico... Ma de che! Il reddito non ha alcun peso nella costruzione delle graduatorie (se no, saremmo almeno in "zona Uefa" in graduatoria, mentre ora siamo in serie D), ma solo nell'eventuale riduzione della retta scolastica.

Escludendo l'ovvia precedenza a casi gravi dal punto di vista medico e sociale, ad oggi si può frequentemente verificare il caso, p.e., di una famiglia con un reddito mensile anche di 15mila euro (con due genitori lavoratori), e che quindi ha le risorse per trovare ottime alternative private, che "passa avanti" nelle graduatorie ad una famiglia monoreddito con un entrata mensile di 1000/1500 euro (faccio solo un esempio, eh), che non ha alternative praticabili all'asilo pubblico.

Senza contare il miserabile caso (plausibile e concreto) di coppie di fatto in cui la mamma (più spesso) o il papà si dichiarano genitori single per fare il "grande salto" sulla testa degli altri.

Vogliamo dire che, per un servizio sociale pubblico, tutto ciò è una porcata?
Devo rassegnarmi alla pratica della cultura, ahimé diffusa, della raccomandazione o della furbata legal/fiscale per avere un posto all'asilo e non ipotizzare soluzioni estreme?

Mi giungono voci istituzionali secondo cui le alternative a questo sistema non sono praticate perché richiederebbero giustamente dei controlli fiscali, costosi per le casse comunali ma soprattutto per il "buon nome" della giunta...

In Germania, nel frattempo, hanno addirittura sancito il "diritto" agli asili nido.
Da non perdere, nell'articolo linkato, i motivi della fiera opposizione a tale "diritto" da parte di un vescovo tedesco che, bontà sua, riesce a dare della comunista ad un'esponente della Cdu!

(foto di jurvetson - CC License)

8 commenti:

Giorgio ha detto...

Beh, allora sarebbe meglio riconoscerle legalmente queste benedette coppie di fatto per evitare queste miserabili ingiustizie.
Completamente d'accordo sul fatto che l'asilo nido dovrebbe essere un diritto.

Giorgio

il moralista... ha detto...

eh, perchè no.
Ma le furbate delle coppie di fatto sono solo uno dei problemi...

Paolo ha detto...

Perbacco, a vedere certi vescovi mi viene quasi da giustificare Drewermann;-)
Paolo

il moralista... ha detto...

scusa Paolo...ehm... chi è Drewermann?

Anonimo ha detto...

Eugen Drewermann era un sacerdote psicanalista che, per dirla alla buona, ha ritenuto, alla luce dei suoi riscontri professionali (nevrosi e psicosi a sfondo sessuale di molti religiosi) che forse qualcosa nella formazione dei chierici andrebbe cambiata. Il suo libro "Funzionari di Dio", mai tradotto in Italia per comprensibili motivi, eccettuata una piccola e coraggiosa casa editrice del nord Italia, fa capire il rischio di una vocazione burocratizzata, anche se i continui riferimenti alla psicanalisi lo rendono una lettura difficile (io acquistai a suo tempo un'edizione in lingua francese). L'allora Prefetto Ratzinger lo ha varie volte richiamato a più miti consigli e all'indomani della sua elezione a Papa, Drewermann si è spretato, in chiaro segno di protesta. Se vuoi posso dirti altro.Paolo

holdenC ha detto...

sì, la reazione della chiesa tedesca l'avevo letta ed è quanto di più comico si potesse immaginare

Osteria Volante ha detto...

E' vero che l'asilo nido dovrebbe essere un diritto ma per essere tale ha bisogno di struitture, fondi, personale. Tutto ciò che non possiamo permetterci anche per il modo dissenato con cui sono state gestite le Casse del Comune da anni.

Anzichè le Notti Bianche e il finanziamento del Gay Village per tutta l'esate, potevamo risolvere il probema. O almeno provarci.

L'oste

Alfonso ha detto...

Vescovi così (e non solo vescovi, muovetevi in su e in giù nella gerarchia) nella chiesa cattolica sono ormai troppi e troppo loquaci, mai ripresi, anzi quasi portavoce di tutti i vescovi. Si dirà: la libertà; andate a dirlo a Leonardo Boff e a tutti i teologi della liberazione sudamericani, a Hans Küng, oltre che a Drewerman e ad altri sospesi e buttati fuori. Invece ai sostenitori della messa di Pio V, ai Lefebvriani, tappeto rosso. Che resta, forse Lutero? Insomma, lo vedete voi Gesù qua dentro?