29 maggio 2007

ricambi generazionali

Ero qualche sera fa a cena con un amico religioso (nel senso di consacrato a vita religiosa...) e si dibatteva sull'invecchiamento della Chiesa e della sua leadership.

Ad un certo punto, commentavamo i tentativi di alcune storiche congregazioni religiose di tenere in piedi la baracca (anzi le baracche, considerando quanto alcuni beni immobiliari siano divenuti una palla al piede per loro), richiamo vocazionale e capacità di evangelizzazione incluse.

La via scelta da tempo, da una classe dirigente ultrasettantenne, è accorpare tante provincie religiose originarie in poche mega-provincie.
Il suo commento è stato: "Non è che se metti insieme 10 morti nè tiri fuori uno vivo"... al che, dopo aver riso per 10 minuti, gli ho chiesto dettagli...: "Se invece di gestire 10 piccoli cimiteri, decidi che è meglio gestirne uno grande, sempre con dei morti hai a che fare...". Ha precisato meglio, lasciando intendere che non si trattava solo di morti per vecchiaia...

Ogni possibile riferimento a qualsivoglia fatto di politica e/o attualità italiana è al vostro buon cuore.

(foto di kirkinorbit - CC License)

3 commenti:

donMo ha detto...

Battute fantastiche! Fa' i complimenti al tuo amico!

Anonimo ha detto...

morali',

non so se sia veramente questo il centro del post (non ho il tempo di rileggerlo), ma veramente i preti giovani ti sembrano più "promettenti" della vecchia guardia?

La Chiesa non è come un governo qualsiasi, fortunatamente.

paolisoppo

il moralista... ha detto...

per paolisoppo. No, in effetti non mi appassionano i preti giovani, soprattutto quelli che escono da certi seminari che conosco. Sono più vecchi di tanti 65enni.
Il tema in effetti è un altro. E cioè che la Chiesa fa fatica a mollare i tralci rinsecchiti e che non sa far maturare le vere vocazioni, e per questo un po' animate... E mi è venuta in mente anche la situazione della nostra politica, ancora preda di due settantenni, apparentemente senza successori di livello.