24 aprile 2007

Vita vera

Mi giunge alle orecchie un caso, probabilmente non isolato. Ha solo una particolarità: essere emerso dalle nebbie degli imbarazzi.

C'è una parrocchia in Roma in cui una bambina insiste nel dire ai suoi compagnetti del gruppo - increduli e sgomenti - che lei ha due mamme. Inutile convincerla dell'impossibilità e dell'immoralità della cosa ... anche perchè è proprio vero: la mamma della bimba in questione convive con una donna.

E mo' - ci si domanda nella parrocchia in questione - che se fa?

Aiutiamo con qualche suggerimento il povero parroco e anche la povera catechista (sì, anche quella è donna... di figure maschili in questi gruppi parrocchiali se ne hanno rare tracce)... Che proposte fare alla bimba e al gruppo? E alle due "mamme"? Facciamo finta di niente, attutendo il disagio in tonnellate di ovatta rosa? O ci inventiamo qualcosa di originale? Oppure applichiamo qualche vecchio metodo mai completamente dismesso, tipo messa all'indice, esclusione dalla comunione ecclesiale, gogna pubblica?

Non so. Effettivamente la vita vera ti mette alle strette. Si possono scrivere chilometri di inchiostro per difendere elevati e "non negoziabili" principi di teologia morale e restare in braghe di tela di fronte ad una bambina di 7 anni...

p.s. Una delle mie fonti privilegiate e maliziose mi fa notare che la Walt Disney ha esteso il (costoso) "pacchetto matrimoni" offerto nei suoi celebri parchi a tema anche alle coppie gay... E adesso, il povero Muciaccia, uomo Disney in Italia e prossimo presentatore del Family day, come farà a presentarsi sul palco di p.zza San Giovanni il 12 maggio?

(Foto by Xurble -
Creative commons license)

5 commenti:

Guido ha detto...

Prima di tutto, buon 25 Aprile!
Secondo,per me il problema è molto più semplice, se nessuno credeva alla bimaba mi immagino che lei non manifestasse problemi e disagi esistenziali (del tipo filgi di omossesuali turbati etc.), e questa è l'unicao domanda "sana" e l'unica responabilità che si doverebbe avere, accertarsi che la bambina stia bene, sia fleice. E parlarne, parlarne, parlarne, fare capire che ci sono persone che fanno scelte sessuali diverse, omossessuali, e che hanno il diritto di farle, e parlarne, parlarne, parlarne, perchè un cristiano può essere omossesuale, tanto da mandare sua figlia in parrocchia! Parlarne per accettare, per confrontarsi, per crescere, per accettare.
Sono stato abbastanza moralista?

Simone... ha detto...

Non troppo... ma dall'alto della mia superiore magnanimità. accetto lo stesso il tuo commento...

Andrea ha detto...

Atti 8, 26-40 (lettura di oggi Giovedì III setimana di Pasqua)

Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: "Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta". Egli si alzò e si mise in cammino, quand`ecco un Etiope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il profeta Isaia. Disse allora lo Spirito a Filippo: "Và avanti, e raggiungi quel carro". Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: "Capisci quello che stai leggendo?". Quegli rispose: "E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?". E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:"Come una pecora fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, ma la sua posterità chi potrà mai descriverla?
Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita". E rivoltosi a Filippo l`eunuco disse: "Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?". Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c`era acqua e l`eunuco disse: "Ecco qui c`è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato? Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò. Quando furono usciti dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. Quanto a Filippo, si trovò ad Azoto e, proseguendo, predicava il vangelo a tutte le città, finché giunse a Cesarèa.
Ciao

Simone... ha detto...

Per Andrea: puoi spiegare la morale del testo che citi...

andrea ha detto...

Filippo, un apostolo, mi sembra molto disponibile al cofronto tanto che "siede accanto a lui", si fa compagno di viaggio e annucia "la buona novella di Gesù". UN incontro che non crea barriere di status anzi... quando l'eunuco chiede: "che cosa mi impedisce di essere battezzato?" FIlippo lo battezza.
Ovviamente il brano è tratto dalla versione CEI