28 settembre 2006

Come i gigli nei campi (moralismi)

Ritorno con un tuffo al cuore. Il 28 settembre del 1978 moriva, dopo soli 32 giorni di pontifucato, Papa Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani. Sulla sua morte repentina si è scritto molto. E qualche ombra aleggia ancora. Meno si è scritto sulla sua vita, che è stata senz'altro più importante. O almeno ha avuto meno rilievo.
Tra i pochi temi che Papa Luciani riuscì a toccare c'è ne uno in specie che rimbalza poco tra banchi di chiesa e adunate di piazza: la proprietà (scrivo, tra l'altro, mentre il buon cattolico Mastella difende la "povera" classe media - quale? chi? -.dalle novità fiscali della Finanziaria 2007).
Nell'ultimo giorno della sua vita, in udienza generale, citando un passo dell'enciclica Popolorum progressio di Paolo VI, Giovanni Paolo I ricordava che non c'è carità senza giustizia e che « la proprietà privata non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto. Nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario». Aggiungo che in un brevissimo scorcio di un documentario più volte replicato negli ultimi anni sulla sua vita, si coglie - salvo mia allucinazione - un parlato del Papa in un momento non ufficiale (probailmente a margine di quella stessa udienza) dice qualcosa del tipo: "Bisogna che il Papa si occupi della questione della proprietà nella Chiesa"...
Torneremo su questo tema. Per oggi solo un caro ricordo.

(foto by rockit)

1 commento:

dparlavecchio ha detto...

Per similitudine la proprietà è come la salute.
Temi importanti .. per questo STRISCIATI dal dibattito politico e affrontati dalla società civile solo quando si arriva all'esasperazione.
Ti lasciano il segno solo quando hai capito come funziona e le conseguenze.

La proprietà è un'opportunità altrimenti è una condanna (sia per chi ne ha tanta sia per chi ne ha poca).

Rimango in attesa di tornare sul tema.

Ciao