03 dicembre 2013

Vincere. E perderemo

Spogliatoio della piscina comunale di Ostia. Bambini e bambine tra i 4 e i 10 anni che scorazzano tra piscina e docce in base ai turni.

Domenica ci saranno le prime gare/esibizioni: per moltissimi di questi piccoli è la prima volta che "misurano" le proprie capacità, i propri limiti e, sopratutto, le proprie emozioni.

flickr/pico2009

Sto asciugando i capelli a una delle mie figlie. Nell'arco di 10 minuti sento:
  • una madre apparentemente premurosa e con la voce flautata rivolgersi occhi negli occhi al figlioletto (un cosino carino di 5 anni al max), dicendogli: "Allora vincerai domenica? Ce la farai a vincere?... ". Il cosino carino e spaurito (ancora per poco) risponde: "Ma... non lo so... forse". E la mamma: "Vincerai, bisogna vincere".
  • un padre agitato, chiuso nel bagno col figlio (questo un po' più grande, 8-9 anni) e lo sta rimproverando per qualcosa che non ho sentito. Ma sento la coda: "Vabbè, non importa... basta che domenica vinci tutte le gare"...
Sono uscito amareggiato. Arrabbiato. Un po' rassegnato.

2 commenti:

maria chiara sabato ha detto...

Un altro mondo rispetto a me che a B. dicevo: “Il 21 c’è la gara. Vuoi partecipare?”
Lui: “Una gara? Cos’è?”
- “Un posto dove si fanno dei giochi con altri bambini e la squadra più veloce vince”
- “no, non mi va”.
“Sei sicuro?”
- “sì”.
- “Va bhe. Sarà per la prossima volta”.
Ma forse hanno ragione i genitori competitivi o che usano metodi cinesi(http://www.ilpost.it/2011/01/10/i-figli-dei-cinesi/)

Carla De Angelis ha detto...

Instillare la competizione no, non credo vada bene, ma il confronto sì; è utile per avere rapporti e condividere le passioni
Carla De Angelis