21 gennaio 2011

in fondo in fondo

Quante volte ci siamo sentiti dire (o magari noi stessi abbiamo detto) che bisogna toccare davvero il fondo per poter poi risalire?

foto flickr/ComunicaTi
Mentre cerco di intravedere il fondo (e non il fondoschiena) di tutto quello di cui sono colmi i giornali in questi giorni, faccio grande grande fatica a farmi convincere da ragionamenti come questi... pur prodotti da due cattolici specchiatissimi… e non mi riferisco al fatto che difendano o meno Berlusconi.

Io ho smesso di pensare a Berlusconi (Mr B) come un "problema", uno "scandalo", un "nemico".

Avete presente Luther Blisset? Ecco, Mr B non esiste, perché è semplicemente l’avatar di un’identità collettiva.

Mr B. è un nonnulla. Un nonnulla che abbiamo fatto diventare un Moloch.

Mr B. è solo una enorme foglia di fico, il testimonial di un modello antropologico assunto, adottato, incarnato, persino adorato... da ormai tantissimi.

Mr B. è un simulacro. Una sintesi estrema di un modello di "essere persone di successo", "essere cittadini" e persino "essere cattolici" abbondantemente preesistente.

Dicevo, faccio fatica ad accogliere il genere di posizioni espresse in quell'intervista, perché ebbene sì "sono un moralista"...
Peccato per me che sia inutile divincolarsi sui "libidinosi" fatti di cronaca.

Invece, l'indifferenza di numerosi credenti in questi anni rispetto alle gravi implicazioni del legittimare nei fatti (in nome di un falso pragmatismo, anche politico-pastorale) un modello antropologico del genere - e il "bunga bunga" non ne è l'elemento più discutibile - non mi va giù.

Sia chiaro che alla fine della fiera, per me vale sempre il fulgido criterio di Giovanni XXIII che distingue tra peccato e peccatore.
Persino in questo caso, persino con Mr B.

Ma ai peccatori, noi inclusi... bisognerà pure che qualcuno ogni tanto predichi conversione e annunci come unica verità la Buona Novella del Vangelo.... questa è la missione della Chiesa.

O veramente crediamo che essere cattolici si riduca nella propria vita a "terrorizzare" mezzo pianeta col ditone alzato su aborto, eutanasia, coppie di fatto e.... dita nel naso?

E chiedere solo "chiarezza", "contegno", "passi indietro", "sobrietà" su altri capitoli del catechismo?

Una sola cosa finalmente mi si svela sul serio.

Mi ero sempre chiesto perché la Rai avesse deciso dalla fine degli anni '90 di spendere milioni per ri-produrre l'annuale "parata" di Miss Italia.
Non avevo capito che era il casting per le feste di Arcore.


ps. mi colpisce assai la mini-saga dei fedeli cortigiani (Fede-Mora) che (pare) alleggeriscano il facoltoso e esuberante sovrano a sua insaputa...

4 commenti:

Alessandro Pinna ha detto...

Limpido e chiaro.
Bravo.

Marcello ha detto...

All’inizio, nel 1994, Berlusconi ci aveva scandalizzati perché ci sembrava impossibile che il proprietario di tanti mezzi di informazione potesse candidarsi alla guida del paese, perché era stato uno degli uomini maggiormente legati ai partiti di “tangentopoli” e perché i suoi alleati missini e leghisti non ci piacevano.
Ma a molti piacque e iniziò la sua ascesa.
Ci scandalizzò poi il suo modo di fare irrispettoso delle regole e delle istituzioni, ma a molti non smise di piacere.
Oggi ci scandalizza per le orge, ma a molti continua a piacere.

Molte delle cose che scrivi le condivido. Mi auguro però che tu non sia tra quelli che pensano che “Berlusconi più lo si critica e più piace”… quello, purtroppo, piace comunque.
Almeno lasciatemi la libertà di criticarlo senza sensi di colpa!

Scusa, sono un po’ depresso e sfiduciato.

il moralista ha detto...

Marcello, io penso - dopo essere stato per un po' uno degli scandalizzati criticatori della prima ora dell'uomo Berlusconi - che chi ha criticato Berlusconi, ha sbagliato bersaglio.

è stato per 20 anni il miglior parafulmini delle nevrosi e - nel peggiore dei casi - delle necrosi di questo Paese, dei lati e dei costumi più inconfessabili della sua coscienza profonda.

Con questo non intendo dire che Mr B. non è criticabile (...), ma che è assolutamente inutile criticarlo, demolirlo, sopratutto se:

a) continuiamo ad alimentare il processo di negazione della realtà che io vedo e che ho spiegato sopra;

b) non riusciamo a produrre un progetto/sogno Italia alternativo a quello (perlopiù implicito) che ci siamo sciroppati in questi anni.

A questo proposito chiudo dicendo che "noi cattolici" (quanta retorica abbiamo prodotto intorno a questa presunta etichetta di identità cristiana) abbiamo una grave responsabilità in questo.

La Chiesa era ed è ancora l'unica potenza culturale, dopo Tangentopoli, in grado di guidare il Paese e la sua gente su un vero progetto-Paese, un Paese migliore che veramente prendesse coscienza dopo gli scandali e le stragi di mafia, facesse i conti con la sua pancia e pensasse a un futuro migliore per i suoi figli... Abbiamo fallito questa occasione. e il Paese è ancora nelle mani dei nonni e ha poco di buono in serbo per il futuro per i suoi figli.

Io ne ho scritto spesso e qui non ripeto i dettagli.

Anonimo ha detto...

In fondo, vuoi affermare ciò che Giorgio Gaber sintetizzava in maniera sublime: "Non temo Berlusconi in sè, ma Berlusconi in me". Nel mio ultimo post esprimo più o meno gli stessi concetti. Un abbraccio affettuoso
torietoreri
www.torietoreri.splinder.com