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21 agosto 2013

lavorare è servire

Il mio storico medico di famiglia va in pensione. E ha scritto una lettera ai suoi pazienti (da oggi pare si debba dire "persone assistite", ma vabbè).

Leggerla mi ha fatto tornare alla mente tanti ricordi. Anche quelli di tanti medici cui è capitato di doverci affidare.
foto flickr/SalFalko


Sgombrate un po' le emozioni, gli ho risposto così:

Carissimo S. ... Ti auguro ogni bene e ti ringrazio per il tuo lavoro e il tuo servizio di medico: "servizio" è una parola caduta in letargo almeno nelle grandi discussioni, sopratutto quelle che riguardano il lavoro; e Dio sa quanto invece avremmo tutti bisogno che venisse riabilitata e valorizzata.

Ho sempre apprezzato la tua capacità di curare innanzitutto nella relazione con chi hai di fronte; senza un coinvolgimento emotivo esplicito ed evidente ma con "ferma tenerezza", e con occhi interessati e orecchie che sanno ascoltare: garantiscono già almeno un 30% della possibile guarigione. Un'attitudine non di tutti
. Grazie!

29 febbraio 2012

i piccoli miracoli del dottor K.


Lei gli si avvicina molto sofferente. Lo si legge in volto.
Le metastasi alla schiena cominciano a farsi sentire.
Il tavolo della Tac è duro e alzarsi e rimettersi in piedi è una tortura che infliggersi da sé non migliora la situazione. 

Lui è un 40 enne alto, zazzera e barbetta incolta un po' da studente on the road; maglioncino, jeans e camicia sotto al camice inusualmente aperto e svolazzante. Accento chiaramente dell’est europa ma ottimo italiano.
Lo chiamiamo dottor K.: sul cartellino un nome che sa di Boemia.

Il dottor K. si avvicina alla donna.
Le chiede: "Come si sente oggi?". Una voce gentile.

Qui sono tutti piuttosto disponibili - sarà il reparto - ma lui fa qualcosa di nuovo ai miei occhi, un piccolo miracolo: la guarda con una tenerezza paterna, con lo sguardo di chi sa, e le carezza con un breve tocco leggero il viso. Niente più.

La donna abbassa il capo, si rilassa un po', e continua il suo calvario con un volto amico in più. Lo sconosciuto dottor K.