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14 settembre 2011

vive la france!

L'autista del bus 84 al capolinea di Port de Champerret sale in vettura e prima di mettersi al volante si volta verso i passeggeri e dice con un sorriso: "Bonjour! Bon voyage". Tutti rispondono cordialmente.
Io rido, anzi, sorrido scuotendo il capoccione, col cuore incastrato tra la piacevole sorpresa e lo sconforto.
foto flickr/Stephen Ress


No, non è una scena di film. Siamo a Parigi, sabato 10 settembre u.s..

Sì, lo so, faccio la figura del solito italiano piagnone che torna dall'estero e pensa di aver scoperto l'America (ma non ditelo ai francesi!). Ma chissene frega.

Vi prego: raccontatemi una scena analoga su un qualsiasi mezzo pubblico a Roma (altrove non so).
Inutile sottolineare che nessuno dei tanti mezzi pubblici che ho felicemente usato - con tre bimbi piccoli a carico - ha mai fatto ritardo.
Le metro passano in media ogni 4 minuti anche nei giorni festivi.
I treni metropolitani - tutti interconnessi in più punti con metro, bus, aereoporti e stazioni ferroviarie nazionali - sempre puntuali.
Amen.

Per la cronaca il biglietto, che vale per tutti i treni metropolitani (4 linee), metro (14 linee) e bus (un tot) della zona 1 di Parigi, costa 1 euro e 70. Un carnet di 10 biglietto costa 12 euro e 40.

A Roma nel 2012 il biglietto per l'area entro il Gra costerà - si mormora - 1 euro e 50: vogliamo fare il paragone dei servizi, della puntualità e dei mezzi offerti?
"Lassamo perde", voglio cominciare bene l'anno di lavoro.

E pensare che per vivere meglio, a volte, basterebbe davvero un autista che si voltasse e sorridendo dicesse: "Buongiorno a tutti!".

10 marzo 2011

estetica della crisi

Treno. Ore 8.10. Due leggiadre 50enni d'assalto, Liz e Marylin, trucco da panterona, discorrono amabilmente di grandi questioni nazionali.

Scuola e educazione

foto flickr/shannonkringen
Liz gongola (giustamente, ma in stile "defilippi"): "A mi' fija ieri j'hanno fatto l'applauso 'n classe... (mano a megafono davanti alla bocca) ha preso 10 ar compito de ingrese!... j'avevo detto che se nun portava a casa un voto bbono, m'encazzavo... e 'nfatti... e annata bbene... guarda me viè da ride".

Economia

Marylin spariglia e la butta sull'analisi economica: "Aho, ma hai visto quer negozzio de mozzarelle sotto casa mia? Dopo tre mesi ha chiuso!"

Liz: "e no! ma guarda che è tutto un giro... sai quanti ne vedo de negozi che aprono e chiudono dopo tre mesi, de 'sti tempi. Ce stanno i due avvocati che hanno preso in affitto casa (mia, aggiunge - bontà sua - sottovoce) sopra di me, che m'hanno mandato la lettera che nun riescono a pagà l'affitto... aho, se nun te fai subbito er giro, nun je la fai manco da avvocato...".

Marylin: "Guarda che ce tocca finì a fa' le unghie...".

Liz: "aho, sotto casa mia ce ne so' 5 de estetisti aperti... lavoro nun je manca"...

A questo punto, mi sorgono due domande spontanee (mi fido dell'analisi delle due esperte):

a) ma se ci sta la crisi, ma come mai tutta 'sta gente spende i soldi dagli estetisti/e?

b) ma saranno davvero estetisti/e?

05 novembre 2009

esperanto testaccino


Storiella dalle viscere di Roma nell'anno di grazia 2009.
Sul mio autobus quotidiano, sto appollaiato al mio apposito sostegno. Siamo poco dopo la Piramide Cestia, all'ingresso di Testaccio. Leggo.
Sale e si mette accanto a me una donna, a occhio e croce filippina, parla in modo concitato al cellulare, nella sua lingua madre. Una cascata di suoni, a ritmo velocissimo, che alle mie ignoranti orecchie suonano come un infinito loop di un'unica improbabile parola: "pocpocpocopoc".
Mi re-immergo nel libro, con questo sottofondo. A un certo punto la cascata è interrotta per un attimo da un chiarissimo "ma che cazzo vogliono" (oibò!)...
Alzo la testa sorpreso e divertito e riprende la cascata: "pocopocpocpocpocpoc".
Ma dopo poco un altro inciso ancora più sorprendente e autarchico: "nun t'allarga!". Aho!

Rido sotto i baffi, di questo nuovo esperanto testaccino di carne e di sangue.

(foto di lamirlet_flickr)

08 settembre 2009

luoghi comuni

Ore 8.15. Linea 3. All'altezza del Colosseo. Sale un giovane sui 25, apparentemente tatuato su tutto il corpo e incastonato di piercing in ogni parte molla visibile. Vedo che comincia ad agitarsi. Mi aspetto che la sua contestazione giovanile prorompa almeno in qualche gagliardo gesto vandalico contro il mezzo o si accanisca fiero e italico contro "il solito" bengalese con bustone blu che invade mezza corsia... E invece: "Mamma che caldo che fa! Signora, non lo sente? Oh ma ce l'avete l'aria condizionata??? - dice ad alta voce - Uff, e poi sto 'traffico, bastano du gocce...". Praticamente, mi' nonno!

Ore 8.20. Via Marmorata. L'autobus è fermo con le porte aperte perché c'è stato un tamponamento davanti a noi. Dalle porte sento un odorino, una fragranza che mi ricorda certi bagni "vissuti", quando andavo al liceo... mi sporgo per vedere... una signora sui 60, seduta alla fermata, si fuma serena uno spinello...

Ah, i giovani d'oggi! De-generazioni?

(foto Cane Rosso/Flickr)

16 giugno 2008

spigolature

stereotipi
Freddure durante Italia-Romania.

1) "Dopo Italia-Romania, la partità decisiva sarà... Italia-Tasse". La vedo durissima.

2) Dopo il goal del "romeno" Mutu: "Il solito goal di rapina". Per la verità gli abbiamo lasciato la porta spalancata...

onestà intellettuale
Ammetto. Buffon stavolta è stato bravo (rigore a parte, ha fatto addirittura un'uscita in presa alta!!!).

ma perchè?
ieri, incrocio un furgone dei Vigili Urbani all'altezza di Circo Massimo. Alla guida, un vigile alla guida che parla al telefonino... ITALIA! ITALIA!

servi inutili
nel momento più faticoso dell'anno per la famiglia Sereni, una "coccola" inattesa tramite una signora che frequenta la chiesa di S. Alfonso (vedi questo post). Dopo la Messa di ieri ci si è avvicinata con un foglietto e un sorriso. Sul foglietto:

"Cicogne
Esco dalla metro, salgo per via Lanza... alzo gli occhi per ammirare
il tramonto e le torri... ma sui merli cosa c'è?
Un gabbiano... no... dev'essere una CICOGNA???!!!???
Qui, al rione Monti???
perchè no!
e penso a Miriam all'avvenimento splendido che ho vissuto
domenica a S. Alfonso.
GRAZIE ragazzi Sereni, a voi e ai vostri amici dolcemente carichi di tanti bimbi che hanno
allietato la cerimonia del Santo Battesimo!!!
GRAZIE per la vostra serenità e fiducia nell'AMORE di Dio Padre
GRAZIE perchè ancora una volta ho conosciuto una COMUNITA' VIVA
che si fa guidare da Maria...
Certo che ci sono le cicogne nel rione MONTI..."

Grazie a M. L.
Grazie, Signore. Siamo proprio "servi inutili".

(foto di Jams_123/Flickr)

04 giugno 2008

chi cerca trova

dalle mie letture sull'autobus quotidiano...

"Cercare non la nostra santità, ma il Santo". Questa mattina Chiara Lubich, di cui non avevo mai letto nulla prima della sua morte, mi ha regalato questa piccola perla.

Con la sua semplicità "involontariamente poetica" (rubo e re-interpreto una definizione recente di Giovanni Casoli), la Lubich racchiude una cosa dalle profondità insondabili in una frase brevissima.

Ho tentato di proporvi la risonanza cha ha suscitato in me, ma non ci riesco. Rovinerei tutto.

Ve la riconsegno così. A ognuno, se Dio vuole, susciterà un pensiero appropriato.

ps. del libro da cui ho tratto questa frase, parlerò appena lo avrò terminato.

19 maggio 2008

fuoco, acqua, elettricità!

L'ho fatto. Confesso.

Ho ballato e saltato alle note di "Sono un ragazzo fortunato"...

Adesso potete deridermi, schernirmi, sbeffeggiarmi e sbattermi in faccia il mio "moralismo".

Sono stato al concerto di Lorenzo "Jovanotti" Cherubini con mia moglie.

Senza figli (bene, per la coppia). Ma avrei potuto portarli. Un bellissimo ambiente e un bellisismo pubblico, davvero variegato: dai bambini sulle spalle di papà ex-cannaroli in piedi sotto al palco alle "arzille" e tiratissime signore dietro di me, trasfigurate (in modo ridicolo, devo dire) e tarantolate dai tamburi assordanti de "L'ombelico del mondo" (ho ballato anche questa... non c'è più religione).

Jovanotti è, ammetto, discutibile. Anche vocalmente (anche se dal vivo funziona e trascina alla grande).

Ma i suoi testi sono spesso belli. Almeno un paio di canzoni mi emozionano davvero. E la musica (di qualità, garantita da grandi session men) e l'energia che sa portare su un palco sono atomici.

E poi c'era mia moglie. Il più bel regalo della serata: sono un ragazzo fortunato.

ps. e comunque, a me, me piace!

08 aprile 2008

potere è servire

Ieri sera abbiamo ricevuto una bellissima visita.

Tre donne e un uomo, un sacerdote, della comunità (anche se loro amano definirsi "Famiglia"), Miriam-Betlemme, un'esperienza di fede che vede insieme laici, famiglie e religiosi. Ha mosso i suoi primi passi in Quebec (Canada) nel 1978 e che, per quanto riguarda l'Europa, è presente stabilmente in Belgio.

Tralascio altri dettagli privati e la mia profonda gratitudine per questa presenza in casa nostra, per consegnarvi quella che mi pare una piccola perla.

Era presente la superiora della Comunità (che è la prima a succedere alla Fondatrice, suor Jeanne Bizier, ancora vivente). Ebbene, la superiora, la piccola sorella Johanne Lavoie ... non è la Superiora: si fa chiamare "Serva generale".

Mc 9, 35: "Se uno vuol essere il primo, sia l`ultimo di tutti e il servo di tutti".

E quando teneva la nostra di Miriam in braccio, beh, sembrava significare tante cose.

(per rompere il ghiaccio, dopo lungo silenzio)

14 marzo 2008

casa e chiesa

"Pace a questa casa, pace a questa casa...".
Ormai è entrato. Non si è presentato, non ha chiesto il nome nè a mia moglie nè quello dei miei figli. Nulla su cosa facciamo nella vita. Si è intrufolato in ogni stanza, senza quel minimo di discrezione essenziale che avrebbe anche un rappresentante della Folletto o qualsiasi, pur intimo, amico.

"Pace a questa casa...". Intanto, va recitando il mantra per la benedizione pasquale, cospargendo d'acqua santa financo le ciabatte polverose nel ripostiglio. Non sia mai.

Nel suo raptus burocratico, si ferma un attimo solo per chiedere a Pietro: "Lo sai che arriva Pasqua? Che fai, ti mangi le uova di cioccolata grandi o quelle piccole?". Pietro, in silenzio, fa una faccia a punto interrogativo come solo lui sa e continua a giocare (tra l'altro Pietro è intollerante al cacao... pensate che felicità).

Il nostro quindi fa marcia indietro lungo il corridoio. Sollievo: finalmente tutte le preziose mura, tutti i venerandi oggetti sono stati benedetti e redenti... Sulla soglia, lascia un cartocino con un'icona e una preghiera e chiede tutto preoccupato a mia moglie: "Ma ci sono tanti cinesi qui nel palazzo, vero?". Che nel palazzo siamo l'unica famiglia giovane con figli (cinesi a parte, ovviamente, eh), non gliene importa. O, più semplicemente, non se ne è accorto.

Don "vattelappesca" - come si chiama non ce lo ha detto - se ne va. Noi sappiamo che è il parroco. Il nostro parroco...

(foto di apesara/flickr)

06 febbraio 2008

Signora, come je va...

"Signora, come je va...", catechizza così con un mezzo sorrisetto saputo la ginecologa di turno che ha visitato mia moglie al pronto soccorso ostetrico di un certo ospedale romano (quello dove è nata Chanel Totti, ché fa trendy, ma prima anche gli altri nostri due figli).

Questa donna (?)/medico che dovrebbe aiutare centinaia di donne a vivere (e anche gustare) il passaggio delicato e immenso del mettere al mondo una vita (e molte altre a sopportare situazioni di dolore e lutto), non ha trovato niente di meglio da dire ad una mamma con un parto imminente quando ha saputo che aveva altri due figli piccoli a casa. "Come je va, signora", mentre cianciava con una sua collega.

"Me va, perchè sono stati tutti e tre desiderati", le ha risposto mia moglie. Nonostante l'ansia per una gravidanza che si prolunga oltre il tempo, e la fatica di dieci giorni passati ad accudire gli altri due marmocchi variamente infestati di virus.

Come ce va? In effetti, se tutto il mondo fosse fatto a forma della immensa sensibilità di questa donna/medico, ci dovrebbe passare la voglia... Ma "come je va a lei" di fare la ginecologa e avere questa idea della maternità e della vita? E quanti ce ne sono che vivono come lei questo lavoro/servizio così delicato e prezioso?

Però, se mi dite che questo lo dobbiamo solo alla "cultura laicista, relativista e abortiva, quella che ha preso in ostaggio la l. 194 e bla bla bla", io dico che vi confondete.

Che c'è dell'altro, e nessuno ne è immune. C'è tanta mentalità abortiva, tanta paura della vita e della morte anche in molte cattolicissime parole, intenzioni e paterni suggerimenti.

Oppure, sull'altro versante, una "idolatria della procreazione" che dimentica la presa in cura degli sposi che sono in Cristo il centro del matrimonio cristiano.
Ma questo sarà un altro post...

ps. in considerazione del numero dei figli, continuano a domandarci se siamo Neocatecumenali... a me, non mi pare normale (e lo dico con grande rispetto per i fratelli Neocatecumenali).
ps2. questo è il post numero 100 de "il moralista" ... va festeggiato?

(foto di Graham and Sheila - Flickr)

04 dicembre 2007

chi offre un cappuccino, salva il mondo

(o "chi salva il mondo, offre il cappuccino")...

... A volte la Sanità pubblica ti soprende in positivo. Ma, a ben vedere, c'è il trucco.

Ho già parzialmente condiviso le mie vicende con il Policlinico Umberto I di Roma.

Per aggirare un po' di arrabbiature, su consiglio di più fonti, vado a fare un prelievo di sangue all'Ospedale Israelitico di Roma (sul cui sito campeggia la famosa frase: "Chi salva una sola persona è come se salvasse un mondo intero" ... beneaugurante!).

Analisi convenzionate con il SSN, file e numerini vari come da manuale, simpatiche e arzille vecchiette che tentano di fregarti il posto in fila (come da manuale), gestanti con pancione ignorate dai più (come da manuale)... ma - sopresa sorpresa - fatto il prelievo (da cavallo) il medico mi lascia uno scontrino: "Le offriamo cappuccino e cornetto al bar qua sotto"... Avrei voluto dire, per sorridere: "Incredibile! Anche se sono cattolico?". Il dottore mi avrebbe giustamente mandato a quel paese.

Puro "marketing" o puro servizio (che poi sarebbe la prima parola di quella siglaccia di prima, SSN: avete presente, no...)?

ps. Se vi domandate cosa ne dovrebbe fare un "moralista" di quello scontrino, beh, provate a rispondere voi! Si è sciroppato il regalo inatteso col ghignetto sulla bocca e deridendo i polli? Ha rifiutato, pretendendo di pagarsi la colazione e offrendo platealmente lo scontrino a un "senza fissa dimora" lì da presso? Cosa farebbe il moralista?

02 ottobre 2007

romanesche evasioni


Lei: "Ma cheee! Hanno chiuso l'ufficio de'e tasse?"


Lui (80 anni, allegrotto): "So' iti falliti"




(Linea 3 - Via Labicana - passando accanto ad una sede dell'Agenzia del'Entrate, chiusa e trasferita altrove a Roma)



(foto di yeowatzup - Creative Commons License)