
Si parlerà di economia, politica e morale cristiana. Pure di sesso e soldi.
Si salvi chi può. Non riesco a essere breve.
Nell'ultima enciclica di Benedetto XVI Caritas in veritate tra gli aspetti più nuovi (posizioni "nell'aria" che si sono cristallizzate ora nel Magistero) c'è una lunga riflessione sull'economia e la finanza e sulla "civilizzazione dell'economia".
Immaginate. Per un cattolico (dicono), laureato in economia nel 1998, con una tesi "quasi originale" sul commercio equo e solidale è una bellissima notizia.
Bene. In una recente intervista, durante il viaggio in Repubblica Ceca, Benedetto XVI avrebbe ribadito che la grande sfida di questo momento storico è proprio "integrare l'etica nella costruzione dell'economia mondiale". Strabene. Coraggio e avanti tutta, Santità!
Poi, devo assistere in Italia a cose tipo lo "scudo fiscale" (promosso, beninteso anche da esponenti politici rigorosamente cattolici... dice) e mi ri-faccio questa domanda, un po' trita... ma, oh, sarà che invecchio, mi sembra ancora buona... Ma perché in campo di morale economica e sociale come Chiesa italiana (Cei, per i non addetti) non siamo un tantino più dettagliati e definitivi? E almeno con la stessa intensità di vibrazione e di forze che mettiamo su temi come vita e morale sessuale?
Così, tanto per dare un sostegno (e anche un limite) ai tanti cristiani che ogni giorno prendono piccole e grandi decisioni in campo economico e finanziario, nel mondo del lavoro? Per carità, sono cose già chiare persino nei 10 Comandamenti, e financo nel Catechismo della Chiesa cattolica ma non le sento a tamburo battente come altre... E magari uno può pensare che siano territorio franco.
No, perché, mentre nel recente passato abbiamo dovuto assistere addirittura alla spiegazione un po' "pulp" del metodo di fecondazione omologa ammesso dalla morale cristiana (neanche De Sade), oggi devo ancora capire bene se qualora avessi il vezzo di speculare (sulla pelle degli altri) su beni mobili o immobili, di metter su imprese in nero, magari con soldi di dubbia provenienza e/o a colpi di tangenti e/o con contratti di lavoro inesistenti o farseschi e/o evadendo il fisco e altre abilità creative del genere, dovrei fare una capatina in confessionale (non dico tanto) o no.
E, sopratutto, se qualche sacerdote o vescovo si sentono in dovere di suggerirmelo.