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12 settembre 2014

chiedere aiuto, aiuta tutti

No, forse non è roba per uomini che passono le ore a rifarsi le sopracciglia; né per donne con faccia da dure e occhi tacco 12. No.

Chiedere aiuto - di persona, faccia a faccia, forse emozionati e con gli occhi gonfi - se si è in difficoltà, non è un'attitudine che aiuta a farsi un personaggio.

O comunque non la si espone in vetrina. E non è solo pudore o encomiabile dignità, mi pare.

Ma è che ci sente sempre connessi in questo mercato H24 di lacrime e furbi, dove debolezza e "con-passione" sono merci (da) perdenti.

foto kiki99/flickr


E invece penso che ritrovare il coraggio di chiedere aiuto (e/o darsi il permesso di farlo) sia urgente. Anche per ridare forza a quel senso di solidarietà sociale che vedo sfrangiato e polverizzato.

Forse più di qualche secchiata di acqua gelata in testa o uno, cento, mille sms per problemi che in genere sono lontani dai nostri occhi.

Chiedere aiuto non solo può far del bene a chi chiede, ma anche chi è chiamato ad aiutare.

Per rimettere in moto cuori a volte solo un po' spaventati e induriti ma che, in fondo, sono fatti proprio per questo.

"Quando soffia la tempesta e hai paura di annegare
Chiama, chiama piano. Sai che non sarò lontano...
Chiama, tu, chiama piano
Ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio"
(Chiama piano, P. Bertoli)

03 dicembre 2013

Vincere. E perderemo

Spogliatoio della piscina comunale di Ostia. Bambini e bambine tra i 4 e i 10 anni che scorazzano tra piscina e docce in base ai turni.

Domenica ci saranno le prime gare/esibizioni: per moltissimi di questi piccoli è la prima volta che "misurano" le proprie capacità, i propri limiti e, sopratutto, le proprie emozioni.

flickr/pico2009

Sto asciugando i capelli a una delle mie figlie. Nell'arco di 10 minuti sento:
  • una madre apparentemente premurosa e con la voce flautata rivolgersi occhi negli occhi al figlioletto (un cosino carino di 5 anni al max), dicendogli: "Allora vincerai domenica? Ce la farai a vincere?... ". Il cosino carino e spaurito (ancora per poco) risponde: "Ma... non lo so... forse". E la mamma: "Vincerai, bisogna vincere".
  • un padre agitato, chiuso nel bagno col figlio (questo un po' più grande, 8-9 anni) e lo sta rimproverando per qualcosa che non ho sentito. Ma sento la coda: "Vabbè, non importa... basta che domenica vinci tutte le gare"...
Sono uscito amareggiato. Arrabbiato. Un po' rassegnato.