Visualizzazione post con etichetta Monti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Monti. Mostra tutti i post

16 gennaio 2013

cose da bambini

Come sopravviveranno un'ora e mezzo in macchina, nel traffico e per giunta con me tre sventurati bambini tra i 9 e i 10 anni?

Me lo sono chiesto giorni fa prima di andare a recuperare in giro per Roma due amici e un'amica di mio figlio, ospiti da noi per il suo compleanno.


Domanda e preoccupazione sbagliata. Abbiamo parlato per tutto il tempo e di ogni cosa possibile con rari momenti di sano silenzio: scuola (in particolare, le diverse gradazioni di follia delle insegnanti sulla base di una scala metrica inventata sul campo), musica (spopola il tormentone "Gangnam Style"), videogiochi (quest'anno, dice lei con i due maschietti d'accordo, Fifa13 ha stracciato la Pes: "Sulla grafica non si batte"), genitori (...), sport (lei fa arrampicata, mica ricamo!) e pure di politica, dopo l'ascolto di una news alla radio:

"Simone, scusa, ma tu per chi voti alle elezioni?", se ne esce di punto in bianco D.
"Ehm, veramente non ho deciso", rispondo sincero.
"Mio padre vota Monti!", sentenzia senza fronzoli M., la signorina.
"Mio nonno dice che vota Berlusconi...", spiega dubbioso D.
"Berlusconi?!? Ma che tuo nonno è matto???", esplode T., spirito liberal.


Ho riso.

15 febbraio 2012

le olimpiadi mancate e le scarpe strette

Non la trovo tanto da festeggiare la notizia dello stop del Governo alle Olimpiadi a Roma.

Capisco molto bene le ragioni di chi ha tirato un sospiro di sollievo, soprattutto tra i romani, e persino le ragioni logiche per cui il politico Monti ha detto "no": alto rischio finanziario, appalti truccati o truccatissimi, speculazione edilizia senza controllo, troppo potere ai (pochi) soliti noti etc etc

Ma la notizia di ieri è pessima e mi rattrista: non siamo un Paese, e una città, in grado di organizzare e governare un evento simile senza sprofondare nello schifo di cui sopra. Non ci trovo tanto da festeggiare.

flickr/Christopher Chan
C'è chi dice, quasi spiritualmente: "finalmente qualcuno che ci mette davanti ai nostri limiti"; o, più prosaicamente: "ma lo hai visto no, cosa è successo per i Mondiali di Nuoto del 2009?". Ok.

Ma questa era una grande occasione, in un tempo di crisi e quindi di potenziale cambiamento delle carte in tavola, per fare qualcosa di nuovo. Fare le cose bene, per una volta.
Alcune condizioni c'erano, inclusa le credibilità di un governo odioso ai più, anche a quelli che sorridono a denti stretti, ma sensibilmente meno attaccabile della casta politica e dei partiti.

E quali saranno le reazioni dei tanti furbetti - i "quartierini" sono spesso anche i nostri luoghi di vita e di scelte quotidiane - per cui oggi abbiamo un'Italia che dice no alle Olimpiadi? Si batteranno il petto di fronte al ditone del Premier e si convertiranno? Credo che lavoreranno ancora più sodo per togliersi di mezzo quelli che fanno politica in un modo che non gli garba... e ripristinare lo status quo.

Sarebbe stata una grande occasione obbligata per dare alla Capitale - già abnorme nella sua cementificazione sregolata, ma questo sarebbe stato un motivo in più - alcune infrastrutture essenziali per migliorare la qualità della vita di tutti che dovevano esserci già 40 anni fa.

Certo, "imponendo/proponendo" metodi e persone e stili nuovi.
Una partita che si poteva pure perdere. Ma che andava giocata.

Per questo, il sospiro di sollievo che tanti hanno tirato, mi sembra un po' come quel tale che indossa solo scarpe strette e, finalmente, per provare un po' di piacere, aspetta la fine della giornata per togliersele.

16 novembre 2011

non fa ridere

Silvio Berlusconi prima del passaggio di consegne al nuovo premier Mario Monti riunì i suoi fedelissimi intorno a sé e con un certo entusiasmo raccontò la sua ultima barzelletta da capo del Governo: "Allora, sentite questa... C'era un capo del governo serio e compito come dovrebbe essere un capo del governo, un governo di ministri che hanno studiato o lavorato nei campi di cui si devono occupare e addirittura tre donne in ministeri chiave. E senza essere passate prima dal casting del Grande Fratello!
Il capo del governo e i suoi ministri e ministre ("inchiavabili"... ihihihihi...) vanno allora tutti fieri a chiedere la fiducia alla Camera e al Senato e noi - ihihihih - in Parlamento li mandiamo a casa... ahahahaha... Non è spassosa? Non ridete? Non fa ridere?".

Dopo 30 secondi, ovviamente, cominciarono tutti a ridere, incitati dal "responsabile" Scilipoti. Anche i "malpancisti".

E così finirono i mal di pancia, le assunzioni di responsabilità e ca..ate varie e morì la Terza repubblica appena nata.

14 novembre 2011

forza italia!

Non ci trovo molto da esultare nel momento politico e sociale che stiamo vivendo.
Ma sicuramente la dimissioni di Berlusconi (non lo nomino su questo blog da quasi due anni) legittimano almeno un sospiro di sollievo.

Certo, non legittimano cori da stadio, lanci di monetine, insulti persino impietosi e qualche triste invocazione di piazzale Loreto: non mi ha mai suscitato nessun sentimento di orgoglio e speranza immaginarmi quei corpi umani martoriati e appesi come bestie.

Secondo me, il silenzio sarebbe stato il contorno più rumoroso e solenne per gli atti che si sono compiuti tra sabato e domenica.
Un silenzio che è giudizio, incertezza e attesa. Speranza?
Giannelli/Corriere.it

Perché questa crisi, aperta, apertissima, è un'opportunità.
Un'opportunità per tirare tutti fuori il meglio.
Il tempo è ora.

La (momentanea?) eclissi dell'identità collettiva "mr B" - perché Berlusconi in fondo non è reale, non vive nella realtà, mentre sono realissimi e insidiosi tutti i suoi epigoni, vassalli e valvassori, lacchè e servi della gleba, imbonitori e veline - scoperchia il mitologico vaso di Pandora.

Sarà un tempo in cui, anche ma non solo per la crisi economica, tanti di noi avranno dei problemi a campare; sarà un tempo in cui gli spregiudicati che per anni hanno fatto il bello e il cattivo tempo in Italia, a livelli alti e bassissimi della nostra organizzazione sociale, lo saranno ancora di più, per difendere e, anzi, ampliare quanto avidamente raccolto. E senza il parafulmine di mr B.

Questo sarà dunque il tempo in cui dare ciascuno il meglio, aprire gli occhi sulla condizione di tutti, rinunciare a qualcosa ora per sé per il futuro di tanti. Fare, sì, ma anche pensare a che cosa si sta facendo, verso quale obiettivo a lungo termine.

Il tempo è ora.

Forza Italia!