Dagli al Papa "in fuga".
Già lunedì sera avevo intravisto in tv la rapida e ansiosa archiviazione del Papa debole e relativista, e quindi insostenibilmente irrilevante, da parte di due noti difensori della causa cattolica, Vespa e Ferrara.
Oggi esco da due letture indicative (1 e 2): autori distanti nelle posizioni e a loro modo considerati autorevoli nel mondo del "web cattolico". Il refrain in fondo è lo stesso: delusione.
Sono finite insomma le parole di circostanza e, come da copione, quelli che ne hanno servono il conto: più o meno salato, più o meno giusto, più o meno misericordioso, non importa.
Benedetto XVI viene piano piano scaricato da alcuni in modo assolutamente "bipartisan".
Scaricato tanto da alcuni "progressisti" quanto da alcuni "tradizionalisti": salutato sbrigativamente con un sospiro di sollievo da certi
mai domi nostalgici post-conciliari (poco concilianti) e reietto da alcuni mai domi nostalgici
della chiesa pre-conciliare, dei papi Re, della societas christiana e di
una certa idea "bellica" del difendere la fede...
E temo che papa Ratzinger, il primo ispiratore dei "principi non negoziabili", sia stato abbandonato - attendo lieto smentite a mucchi - anche da un discreto numero dei cosidetti cattolici della "generazione Wojtyla", alcuni di quelli che a Tor Vergata nel 2000 hanno vissuto la loro piccola Damasco. Quelli che... "non si scappa dalla croce".
Il Vangelo ci dice: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua". La SUA propria croce e la sua propria forma di sequela.
Queste reazioni - è persino ovvio scriverlo - sono un segno che c'è qualcosa di nuovo e profetico nel gesto compiuto dal Papa.
Un gesto che ha quasi la stessa potenza di quello che squarciò il velo del tempio: ecco, squarcia il velo.
E molti restano un po' smarriti, nudi come il Re proverbiale; e soli, con la propria idea della fede e di come dovrebbe essere il capo della Chiesa.
Gesù è stato minacciato e poi fatto uccidere dai "veri fedeli" della sua epoca perché non solo dava un senso nuovo, vivo e pieno alla Legge; ma perché non incarnava quell'idea di Messia che si era fatto il Popolo di Israele che lo attendeva.
Ha scandalizzato i suoi più intimi amici, consegnandosi ai soldati del Tempio e accettando, lui, Dio-Uomo, di farsi ammazzare come una bestia.
Lasciando apparentemente "soli", anche di fronte alle proprie responsabilità, i principi della Chiesa neonata: inaccettabile.
Benedetto XVI assumendo con la sua spiritualità la "sua" croce, secondo me, ci ha liberati tutti un po' di più. E ha aperto uno squarcio da cui, se non abbiamo paura, possiamo farci illuminare da una luce nuova.
Già lunedì sera avevo intravisto in tv la rapida e ansiosa archiviazione del Papa debole e relativista, e quindi insostenibilmente irrilevante, da parte di due noti difensori della causa cattolica, Vespa e Ferrara.
Oggi esco da due letture indicative (1 e 2): autori distanti nelle posizioni e a loro modo considerati autorevoli nel mondo del "web cattolico". Il refrain in fondo è lo stesso: delusione.
Sono finite insomma le parole di circostanza e, come da copione, quelli che ne hanno servono il conto: più o meno salato, più o meno giusto, più o meno misericordioso, non importa.
Benedetto XVI viene piano piano scaricato da alcuni in modo assolutamente "bipartisan".
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| flickr/torremountain |
E temo che papa Ratzinger, il primo ispiratore dei "principi non negoziabili", sia stato abbandonato - attendo lieto smentite a mucchi - anche da un discreto numero dei cosidetti cattolici della "generazione Wojtyla", alcuni di quelli che a Tor Vergata nel 2000 hanno vissuto la loro piccola Damasco. Quelli che... "non si scappa dalla croce".
Il Vangelo ci dice: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua". La SUA propria croce e la sua propria forma di sequela.
Queste reazioni - è persino ovvio scriverlo - sono un segno che c'è qualcosa di nuovo e profetico nel gesto compiuto dal Papa.
Un gesto che ha quasi la stessa potenza di quello che squarciò il velo del tempio: ecco, squarcia il velo.
E molti restano un po' smarriti, nudi come il Re proverbiale; e soli, con la propria idea della fede e di come dovrebbe essere il capo della Chiesa.
Gesù è stato minacciato e poi fatto uccidere dai "veri fedeli" della sua epoca perché non solo dava un senso nuovo, vivo e pieno alla Legge; ma perché non incarnava quell'idea di Messia che si era fatto il Popolo di Israele che lo attendeva.
Ha scandalizzato i suoi più intimi amici, consegnandosi ai soldati del Tempio e accettando, lui, Dio-Uomo, di farsi ammazzare come una bestia.
Lasciando apparentemente "soli", anche di fronte alle proprie responsabilità, i principi della Chiesa neonata: inaccettabile.
Benedetto XVI assumendo con la sua spiritualità la "sua" croce, secondo me, ci ha liberati tutti un po' di più. E ha aperto uno squarcio da cui, se non abbiamo paura, possiamo farci illuminare da una luce nuova.
