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18 maggio 2013

la mamma molto cattolica

Prove di Prima comunione: bambini carichi e agitati, sacerdoti e catechisti indaffarati, genitori un po' annoiati, forse, e preoccupati. Di varie cose, non sempre elevatissime, ma si sa, è normale.

"Mi raccomando, poi in Chiesa, le mamme e i papà seduti dietro ai bimbi". Dice il parroco.

Poi, spunta lei, la mamma "molto cattolica".
Lei non la conosce manco bene quell'altra mamma.
Però pensa bene, non si sa perché, di avvicinarla e dirle che "lei sa" che convive, che non è sposata, e quindi... "tu non puoi fare la comunione, domenica. Ce lo ha detto chiaramente il parroco al ritiro. Era preoccupato: ci sono addirittura dei genitori che sono andati a protestare col vescovo perché una volta hanno visto che...".

Glielo dice davanti alle altre mamme. Una specie di gogna.

Il figlio del peccato, con tanto di tunica bianca nuova di pacco, ha finito le prove: sente qualcosa da lontano, s'avvicina, chiede che succede e poi scoppia a piangere. Non capisce.

La sua mamma non riesce a reagire. Si sente umiliata, imbarazzata.
Non entra mai in Chiesa senza pensare alla sua condizione particolare.
E non ha mai preteso nulla.

Consola il figlio e se ne vanno.
Domenica c'è la sua Prima comunione.

21 marzo 2011

la comunione di un attimo

Sul nostro autobus quotidiano, nel centro di Roma, io e Miriam, diretti all'asilo nido, ci troviamo vicini a una donna.

Ben vestita, quasi sicuramente giapponese (confido nell'esperienza acquisita in zona piazza Vittorio...) tiene in mano, seminascosto tra le mani e il vetro del bus, un rosario che sta sgranando.

flickr/Kryzstof Urbanowicz
La guardo e immagino stia pregando per la sua gente, e probabilmente per qualche persona precisa, per qualche situazione a lei molto vicina.

Un altro grano. In silenzio, dico con lei un'Ave Maria.

Come prevedevo, si volta e scende alla fermata di fronte alla sede della Fao.

Chissà, magari non è giapponese come penso... Ma la guardo grato per questo momento di comunione con un dramma così lontano.