Signore, sono un po' di settimane che sbuffo come una locomotiva.
Chi mi ama mi vede, chi lavora con me mi vede.
Chi mi ha sempre visto o immaginato - lo so - solo come una locomotiva che sbuffa... non ci fa più caso.
Ma questa è un'altra storia.
Lo sai. Difficoltà. Fatiche. Preoccupazioni. Piccole e grandi.
Certo, un po' affollate in questo periodo. Ma anche questa è vita.
E allora ti prego.
Ti prego perché tu mi sia vicino.
Perché, nella tentazione (occasione), non ceda allo scoraggiamento ma resti nel tuo ascolto.
Che faccia ogni giorno memoria del Bene che, davvero, mi hai voluto.
Della tua Provvidenza concreta, di cui io sono testimone.
Ti prego, Signore.
Impediscimi di chiederti di "risolvermi i problemi". Tu non sei un mago. Sei di più.
Ti prego, che io ti resti fedele. Ti prego, che io sappia scegliere per il Bene.
Ti prego, dammi la forza di vivere la mia vita. E non di sopravviverla.
Ti prego, fammi scorgere come posso rispondere al tuo amore ancora di più,
proprio ora, che sembra che tante cose non abbiano senso.
Lo so. I cristiani - dicono - sarebbero quelli che affrontano ogni mattina con gioia,
con speranza e fiducia. O forse - dicevano - dovrebbero almeno darlo a vedere.
Per gli altri, dicevano."Sorridi. Sii gioioso. Se no...".
La gioia è la verità ultima di tutte le cose.
Se pure sbuffo, se oggi scrivo così, Tu conosci la mia fede.
La conosci perché quella poca che ho, me l'hai regalata Tu,
quando quel giorno ti sei fatto incontrare nel mio caos.
Quel giorno è sempre oggi per me.
Signore, donami di conservare questa gratitudine.
Amen.
(foto Hamed Saber/flickr)
