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07 febbraio 2015

Una “Chiesa in uscita” anche nella comunicazione


Immaginare qualcosa di nuovo nel panorama della comunicazione partendo da un cammino che da secoli scandisce la vita della Chiesa. Un gruppo di giornalisti e blogger che decidono di esplorare a 360 gradi il web prendendo come bussola il cammino verso la Pasqua. Un incontro inedito tra informazione e spiritualità, pagine evangeliche e cirenei nell'Italia di oggi.



http://www.chicercate.net/
Sono gli ingredienti di ChiCercate.net un nuovo sito internet al via dal 18 febbraio 2015: on line quindi dal mercoledì della Ceneri, giorno che apre la Quaresima, il tempo di preparazione alla Pasqua per i cristiani. A promuoverlo è la squadra di VinoNuovo.it, blog collettivo su Chiesa e cattolici in Italia che dal maggio 2010 è uno spazio di discussione vivace su molti di quei temi che il Pontificato di papa Francesco ha portato in cima all'agenda del cattolicesimo globale.

Cinquanta giorni
abbondanti per lanciare una sfida: provare - proprio a partire dall'evento centrale per il cristianesimo - a immaginare un «tempo forte» di rinnovamento anche per i linguaggi dei media di ispirazione cattolica.

«L'idea è nata dall'insistenza di papa Francesco sulla "Chiesa in uscita" - spiega Giorgio Bernardelli, coordinatore di VinoNuovo.it -. Ci siamo chiesti: oltre a discutere di riforme della Curia e a intervistare i preti di strada, non sarebbe ora di cominciare anche noi a interrogarci su quale volto potrebbe avere una comunicazione cattolica diversa, pensata davvero come un'esperienza "in uscita", capace di parlare anche con chi sta "fuori"?».

Con il suo itinerario attraverso la Quaresima e la Pasqua, ChiCercate.net vuole essere un tentativo in questo senso. Scandirà il tempo liturgico giorno dopo giorno, ma non sarà un sussidio pastorale on line. Giocando fino in fondo la carta della contaminazione, sarà un giornale vero e proprio che leggerà le notizie del giorno a partire da una serie di parole chiave del cammino quaresimale.

Ma sarà anche un blog che farà incrociare le ricerche di oggi (da quelle su Google a quelle, molto concrete, di chi è relegato ai margini della nostra società, fino a quelle simboliche espresse dall'arte contemporanea...) con la domanda evangelica che nella Pasqua trova il suo culmine. Rimescolando pure un po' le carte - ad esempio - aiuterà a riscoprire che il tempo «spirituale» per eccellenza in realtà, dal suo primo giorno fino all'ultimo, parla tantissimo del corpo.

«ChiCercate.net sarà un sito molto ricco di proposte - continua Bernardelli -. Giocheremo a tutto campo con i linguaggi: dai video alle infografiche, dai monologhi teatrali alla musica. Ci saranno proposte ad hoc pensate dalle famiglie per le famiglie. Il tutto con un'attenzione particolare alla dimensione social: gli account Facebook e Twitter (già attivi) non saranno solo una vetrina, ma uno spazio aperto per cercare insieme. Proporremo anche un concorso fotografico, rivolto in maniera particolare alla generazione che ama esprimersi con le immagini».

A scandire la giornata del venerdì sarà infine una Via Crucis un po' particolare: verrà costruita a partire dalle notizie della settimana, per far incrociare la Passione di Gesù con i Calvari piccoli e grandi di oggi.

28 marzo 2013

"Gioite della fede, difendetela dall’appassimento"

In cammino verso la Pasqua, pubblico il testo che due fraterni amici hanno condiviso in questi giorni.
Sono parole di don Andrea Santoro.

“Discesa agli inferi”
Icona moderna dal monastero di Vatopedi
Monte Athos

Amate le vostre chiese. Amate la Chiesa.
Amate i fratelli che il Signore vi mette vicino.
Non disertate le riunioni, non spegnete la voce della preghiera, non chiudete il libro delle Parole sante, non fatevi stordire dagli inganni del mondo, non lasciatevi abbagliare da ciò che “luccica” ma non “illumina”.

Non fate morire il cristianesimo, non riducetelo a osservanze e convenevoli, non addomesticate il vangelo, non uccidete la croce di Cristo e la sua povertà, non sostituite la sua umiltà e semplicità con
l’accumulare e l’apparire, non bevete a fonti avvelenate abbandonando la Fonte di acqua viva, non offendete i nostri figli riempiendoli di cose e di mille attività e negando loro (o dandolo solo col contagocce) il Padre dei cieli, la Parola di Gesù, il cuore sapiente e materno della chiesa, il calore di una comunità cristiana viva.

Gioite della fede, difendetela dall’appassimento, vivetela nella fiducia e nella lode anche quando i giorni sono bui («gettando in lui ogni vostra preoccupazione – come dice san Pietro – perché egli ha cura di voi»).

Fate fiorire la carità, amando chi non vi ama, facendo del bene a chi vi fa del male, condividendo con i poveri e i sofferenti sia i beni materiali che i beni spirituali, rianimando le famiglie con la presenza di Dio e l’amore reciproco.


don Andrea Santoro, Urfa-Harran 27 aprile 2001
(Lettere dalla Turchia, pp. 45-46)

23 marzo 2009

condannare o sperare?

"Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui". (Gv 3, 14-21)

Il Vangelo della IV domenica di Quaresima (Gesù sta parlando con Nicodemo, uno dei notabili Giudei, fariseo, che lo andava a visitare di notte per non farsi "beccare" dai suoi) è davvero una buona notizia per me oggi (e per te)?

L'ho ascoltato in uno dei miei periodi di fatica. Di tentazione. In cui tante cose, scelte personali e familiari, piccole e grandi situazioni quotidiane, mi sembrano grossi investimenti senza profitto.

In questi periodi, in cui il maligno gioca sapiente con le mie debolezze, la mia frustrazione si nutre ingorda anche delle piccole o grandi miserie della nostra società (tra le piccole, ma significative, ad es., vedi ennesima ricostruzione del caso Europa 7, fatta ieri da Report).

Come guardare da cristiano queste cose, come attraversarle o anche solo come passeggiarci accanto? Con quali occhi fotografarle, con quali parole commentarle, con quali gesti possibili distanziarsene?

Credo in un Cristo che condanna, quello di tutti gli estremismi ideologici - e così fa salva la mia coscienza, accarezza la mia frustrazione - o in un Cristo che salva?

Condannare o sperare? Con-dannarsi (...) o donarsi?
La risposta in genere esce troppo veloce e facile dalla penna dei "buoni cattolici" come me. Invece, la domanda vorrei portarmela nel cuore fino a Pasqua. La mia piccola Passione.

ps. capite bene che questi sono momenti chiave per un "moralista".

(foto nemomemini/flickr)